Genova – “I mercoledì d’autore” al cinema San Pietro di Quinto prosegue con altri sei film, in programma dal 15 aprile al 20 maggio 2026. La prima parte della rassegna ha creato un’abitudine nel pubblico del levante genovese, che si conferma con questa nuova tranche di opere firmate da autorevoli registi italiani e stranieri. Appuntamento ogni mercoledì alle ore 21 nella sala di piazza Frassinetti con: “Il mago del Cremlino – Le origini di Putin” di Olivier Assayas (15 aprile), “La torta del presidente” di Hasan Hadi (22 aprile), “Lady Nazca – La signora delle linee” di Damien Dorsaz (29 aprile), “Lo straniero” di François Ozon (6 maggio), “Le città di pianura” di Francesco Sossai (13 maggio) e “Tre chilometri alla fine del mondo” di Emanuel Pârvu (20 maggio).
La seconda parte di “Mercoledì d’autore” inizia il 15 aprile alle ore 21 con “Il mago del Cremlino – Le origini di Putin” del francese Olivier Assayas, sceneggiato da Emmanuel Carrère. È un film di finzione, non un documentario, dove il presidente della Russia Vladimir Putin è interpretato da Jude Law. Torniamo all’inizio degli anni Novanta, mentre l’Unione Sovietica si sgretola. Mosca è una città in fermento e il giovane intellettuale Vadin Baronov abbandona il teatro e la comunicazione per dedicarsi alla politica. Coinvolto nella scelta di un malleabile fantoccio che possa puntellare la presidenza agli sgoccioli di Boris Eltsin, contatta il capo dell’FSB (servizio di intelligence successore del KGB) Vladimir Putin, all’inizio riluttante ma poi affascinato dal consolidamento del potere. A garantirglielo sarà proprio Baranov, che si trasforma in superbo stratega ed eminenza grigia della nuova Russia. Con Paul Dano, Alicia Vikander, Tom Sturridge, Jeffrey Wright, tra gli altri.
Il 22 aprile la rassegna prosegue con “La torta del presidente” del regista iracheno Hasan Hadi che, a partire da un ricordo d’infanzia, racconta la storia della piccola Lamia. Siamo in Iraq nel 1990. Nonostante la carestia, come ogni anno, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio festeggiare il compleanno del presidente Saddam Hussein. L’ingrato compito tocca in sorte a Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna in una casa galleggiante di fango e giunchi. Se non riesce nella sua missione, la pena è il carcere o la morte. Il 29 aprile tocca a “Lady Nazca – La signora delle linee” di Damien Dorsaz, dedicato a Maria Reiche, la matematica, archeologa e traduttrice tedesca che ha dedicato tutta la vita allo studio e alla salvaguardia delle misteriose linee di Nazca, in Perù. Il 6 maggio si potrà vedere “Lo straniero” del regista francese François Ozon, che porta sul grande schermo il romanzo di Albert Camus. È la storia di Meursault, interpretato da Benjamin Voisin, che nell’Algeri del 1938, si lascia scivolare la vita addosso, senza manifestare reazioni evidenti né per la morte della madre né per il suo matrimonio, né per il carcere, perché niente per lui fa differenza. Il 13 maggio si prosegue con “Le città di pianura” di Francesco Sossai, film rivelazione con ben sedici candidature ai David di Donatello. È un road movie ambientato nel Veneto rurale, su due amici di bevute all’inseguimento di un ipotetico tesoro nascosto dal loro compagno Genio. Infine, il 20 maggio la rassegna si chiude con “Tre chilometri alla fine del mondo” del rumeno Emanuel Pârvu. Adi ha diciassette anni ed è tornato nel suo villaggio in prossimità del Delta del Danubio per trascorrere le vacanze estive. Il semplice sospetto che sia omosessuale lo rende vittima di un duro pestaggio. Le reazioni di chi lo circonda saranno le più diverse.
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