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CONFCOOPERATIVE

Presentato oggi dal confermato Presidente Stefano Marastoni il bilancio degli ultimi quattro anni La crisi che ha colpito il Paese negli ultimi due anni ha interessato anche il mondo della cooperazione italiana e quella ligure, ma le cooperative hanno risposto virtuosamente facendo ciò che sanno  fare meglio: sostenere l’occupazione. 

E’ il dato più significativo che è emerso oggi nel corso dell’Assemblea 2012 "Cooperazione somma di talenti a sostegno dello sviluppo, del lavoro, della solidarietà, della legalità" organizzata da Confcooperative Liguria che si è tenuta presso l’Hotel NH Marina di Genova e che ha visto anche l’elezione del nuovo organo direttivo per il prossimo quadriennio.
Nel corso del 2011, su base nazionale, le associate a Confcooperative, pur diminuendo redditività e margini, hanno aumentato l’occupazione (+5,5% nel biennio) arrivando a contare più di 20 mila imprese, oltre 3,2 milioni di soci, 534 mila occupati per un fatturato annuo pari a 61 miliardi di euro.

A livello regionale, Confcooperative Liguria rispecchia l’andamento nazionale: nel 2011 è arrivata a contare oltre 550 cooperative, oltre 45 mila soci, 8 mila addetti per un fatturato complessivo annuo pari a 450 milioni di euro. Numeri che rappresentano oggi il più alto valore mai raggiunto nella storia dell’associazione. «Il risultato è estremamente lusinghiero ma con ancora ampi margini di miglioramento», ha precisato nella sua relazione il Presidente di Confcooperative Liguria, Stefano Marastoni confermato alla guida dell’associazione per il prossimo quadriennio.
A fine lavori, infatti, si sono svolte le elezioni dei nuovi organi direttivi che hanno visto, appunto, la conferma di Stefano Marastoni come Presidente e di Valerio Balzini come Segretario Generale. Eletti anche i quattro Presidenti provinciali: Marcello De Michelis (Imperia), Riccardo Viaggi (Savona), Giacomo Linaro (Genova) e Giuseppe Rampini (La Spezia). 
Le associate della Liguria hanno tenuto, in termini di sostegno al reddito ed all’occupazione in modo assai più efficace rispetto ad altre realtà d’impresa, «ma adesso – ha proseguito il Presidente nella sua relazione – anche la diga della nostra solidarietà interna, oltre l’utilizzo delle riserve indivisibili che si sono ormai esaurite , corre seriamente il rischio di non essere più sufficiente».
Per Confcooperative Liguria è fondamentale la tenuta dei Contratti Nazionali di Lavoro sebbene il pericolo più frequente sia rappresentato dalla concorrenza selvaggia di soggetti economici che vengono a fare “dumping” proprio sul costo del lavoro innescando una corsa al ribasso dei prezzi che non si può vincere per chi, e sono la maggioranza, rispetti tutte le regole. 
Anche la prassi del massimo ribasso nelle gare di appalto, pubbliche e private, amplifica i rischi di concorrenza sleale «Sentiamo il dovere di lanciare un appello – ha aggiunto Marastoni – affinché tutte le organizzazioni sindacali e datoriali e le forze politiche presenti sul territorio, aprano un tavolo di confronto finalizzato a modificare la materia, inserendo nuovi criteri di valutazione ma soprattutto di controllo sull’impresa che si offre per acquisire il lavoro». 
Confcooperative Liguria è presente nel settore agricolo dove oltre 15 mila imprese liguri (circa i due terzi del totale) utilizzano il sistema cooperativo per trasformare il proprio prodotto o per ottenere servizi.
Nel settore della pesca, che in Liguria rappresenta il 4% della flotta nazionale, l’associazione è presente al “Tavolo Blu” in Regione, punto di raccordo tra il mondo della pesca e dell’acquacoltura e le Istituzioni preposte.
Nel settore abitazione vi è attiva collaborazione con gli uffici delle Agenzie sociali per la casa e con i sindacati inquilini e si sta completamento l’unico intervento privato in corso a Genova per 37 alloggi a canone moderato: intervento che si contraddistingue per diverse specificità tra cui l’elevatissimo risparmio energetico ed ambientale.
Nel settore produzione e lavoro la cooperazione è caratterizzata da imprese di piccola dimensione con una rilevante presenza femminile tra i soci lavoratori,  fortemente radicate nel territorio  .
Confcooperative è presente anche nel settore sociale, sociosanitario e sanitario dove si è assistito negli ultimi decenni a uno sviluppo del numero, della specializzazione e della varietà delle cooperative sociali di tipo A e B, arrivando oggi a contare tra le associate oltre 180 imprese con quasi 5 mila operatori.
«Nel sociale le nostre cooperative, nascendo e sviluppandosi come vere imprese di Comunità – ha proseguito Marastoni – devono perseguire la qualità e la continuità dei rapporti con la Pubblica Amministrazione che non possono essere esaurite in appalti e convenzioni a breve o media durata ma devono poter evolvere verso forme di accreditamento e concessione che ne esprimano al meglio le capacità progettuali».
In quest’ottica, infatti, è prossima la nascita della Federazione Sanità: una nuova realtà che raccoglierà le cooperative sociali del comparto sanitario (medici, infermieri, operatori sanitari ecc.). 
Durante lo scorso anno si è consolidato il dialogo tra le diverse associazioni di cooperative italiane con la creazione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane (ACI) siglata il 27 gennaio 2011 tra Confcooperative, Legacoop ed Agci. L’alleanza ad oggi vale oggi circa i 2/3 della cooperazione italiana con 127 miliardi di euro di fatturato, 43 mila imprese, 12 milioni di soci e oltre un milione di occupati per un peso pari al 7, % del Pil. 
«L’obiettivo per il prossimo quadriennio – ha continuato Marastoni – sarà quello di farci trovare pronti ed attrezzati per contribuire al meglio all’espandersi della necessità e domanda di cooperazione sempre più emergente nel territorio. Il tema della casa, dei servizi, dello sviluppo delle attività primarie, del turismo e dell’ambiente, della solidarietà è trasversale ai nostri associati ed è lì che occorre stimolare una nuova ingegneria comune. Per il prossimo futuro – ha concluso – Confcooperative  dovrà  sempre più  “proporre” e sviluppare iniziative d’impresa».  
In conclusione dei lavori da segnalare l’intervento del Direttore Generale per le PMI e gli Enti Cooperativi del Ministero dello Sviluppo economico, Prof. Gianluca Maria Esposito, che ha elogiato l’importante ruolo delle cooperative in Italia. 
COS’E’ CONFCOOPERATIVE
La Confederazione Cooperative Italiane – di cui Confcooperative è la denominazione abbreviata – è nata nel maggio 1919 ed è la principale organizzazione, giuridicamente riconosciuta, di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo e delle imprese sociali. 
Si ispira ai principi cooperativi, fissati e periodicamente aggiornati dall’ACI (Alleanza Cooperativa Internazionale) e, in ragione della funzione sociale costituzionalmente riconosciuta (art. 45) alla cooperazione, ne promuove lo sviluppo, la crescita e la diffusione attraverso le azioni di volta in volta più adeguate.   
L’articolo 1 dello Statuto riconosce altresì che l’azione di Confcooperative si ricollega ai principi ed alla tradizione della dottrina sociale della Chiesa. Confcooperative ha una presenza capillare su tutto il territorio nazionale, con un’organizzazione che si articola orizzontalmente in: 22 Unioni regionali, 81 Unioni provinciali, 7 Unioni interprovinciali. Confcooperative si struttura settorialmente in 9 Federazioni nazionali e nel Segretariato Mutue.
Confcooperative Liguria si ricostituisce nell’immediato secondo dopoguerra. Da allora fino ad oggi il suo obiettivo è stato quello di rappresentare, assistere e promuovere le proprie cooperative associate. Oggi l’Associazione è diffusa su tutto il territorio regionale attraverso le sedi provinciali, le delegazioni e i centri servizi.
Confcooperative Liguria a tutto il 2011 conta oltre 550 cooperative, oltre 45 mila soci, 8 mila addetti per un fatturato complessivo annuo pari a 450 milioni di euro.