Canestrelli illude i nerazzurri, poi Ekhator e Colombo ribaltano la partita alla Cetilar Arena: Genoa concreto e maturo, Pisa sempre più solo sul fondo e con la Serie B alle porte
Pisa – Alla Cetilar Arena Garibaldi – stadio dal nome solenne e destino domenicale – si incontrano due delle quattro Repubbliche marinare, con i rossoblù che hanno il doppio dei punti dei padroni di casa. E il Genoa di Daniele De Rossi combina la sua piccola impresa operaia: va sotto, si scuote, risorge e alla fine passa a riscuotere due punti che odorano di salvezza quasi certificata.
Il Pisa invece resta lì, impantanato sul fondo della classifica come barca senza remi nella nebbia di retrovia, in compagnia del Verona e con la Serie B che ormai gli soffia sul collo come vento freddo di tramontana.

Hiljemark, privo di Marin e Denoon, si affida alla coppia Tramoni-Moreo, tandem generoso ma spesso costretto a predicare nel deserto. De Rossi invece presenta un Genoa rabberciato dagli acciacchi – senza Cornet, Norton-Cuffy, Ellertsson, Frendrup e Malinovskyi – ma con Baldanzi ed Ekhator a sostegno del giovane Colombo, mentre Vitinha resta in naftalina iniziale.
Parte meglio il Grifone: Baldanzi si inventa una serpentina da ragazzo di strada del pallone e conclude di poco fuori, come a dire: siamo arrivati.
Poi però, al minuto diciannove, il Pisa trova il vantaggio con un episodio da mischia medievale su corner di Angori: Canestrelli emerge dal groviglio come un corazziere e insacca di testa. È l’1-0 che accende per un attimo la speranza nerazzurra.
Tre minuti più tardi lo stesso Angori, lanciato in contropiede con Tramoni al fianco come compagno di scorribanda, sceglie la gloria personale invece della geometria del passaggio: Bijlow, portiere di riflessi felini, salva di piede e cambia il destino della partita.

Il Genoa ringrazia – e nel calcio chi ringrazia spesso incassa – perché al 41’ nasce il pareggio. Rimessa laterale avanzata, Colombo lavora la palla da centravanti vero, Baldanzi rifinisce con intelligenza da trequartista moderno e Ekhator scarica un sinistro rabbioso all’incrocio: gesto tecnico pulito, definitivo, quasi letterario.
Prima dell’intervallo Colombo avrebbe anche la palla del sorpasso, ma la mira tradisce.
Nella ripresa il Genoa completa la rimonta al 55’: mano di Canestrelli su conclusione di Baldanzi, rigore inevitabile. Colombo dal dischetto non trema e spiazza Semper con freddezza da professionista navigato.
A quel punto i rossoblù arretrano il baricentro, si chiudono come ricci prudenti e lasciano al Pisa l’illusione dell’assedio. Aebischer prova a riaprire la storia con un diagonale insidioso, ma Bijlow risponde ancora presente con un intervento da portiere di categoria superiore.
Poi la sfuriata toscana si spegne come brace senza legna.
Il Genoa controlla, respira, resiste – e porta a casa tre punti d’oro massiccio. Quinta vittoria nelle ultime otto: numeri da squadra che ha imparato a salvarsi da sola.
Il Pisa invece continua a incassare gol come pioggia d’autunno – sessanta ormai — e scivola lentamente verso la retrocessione, con passo triste e inevitabile. Una discesa silenziosa, quasi annunciata. Alessandro Bugelli
Il tabellino
PISA-GENOA 1-2 (1-1)
Pisa (3-5-2): Semper 6; Calabresi 5,5 (16′ st Vural 6), Caracciolo 6, Canestrelli 6; Touré 5,5 (25′ st Piccinini 6), Loyola 5,5 (11′ st Meister 5,5), Aebischer 5,5, Akinsanmiro 5,5 (16′ st Cuadrado 6), Angori 6; Moreo 5,5, Tramoni 5,5 (25′ st Durosinmi 6). A disp.: Nicolas, Scuffet, Bozhinov, Højholt, Stengs, Coppola, Albiol, Stojilkovic. All.: Hjulmand 5,5
Genoa (3-4-2-1): Bijlow 6,5; Marcandalli 6, Ostigård 5,5, Vasquez 6; Martin 6, Amorim 6 (33′ st Vitinha 6), Masini 6,5, Sabelli 6 (42′ st Otoa sv); Baldanzi 7 (21′ st Messias 6), Ekhator 7 (20′ st Onana 6); Colombo 7 (34′ st Ekuban 6). A disp.: Leali, Sommariva, Zätterström, Lafont, Grossi, Ouedraogo. All.: De Rossi 7
Arbitro: Crezzini
Marcatori: 19′ Canestrelli (P), 41′ Ekhator (G), 10′ st rig. Colombo (G)
Ammoniti: Calabresi (P), Ostigard (G), Aebischer (P), Caracciolo (P)




























