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Riomaggiore (SP): il 30 maggio lo spettacolo “La via dell’amore”

La via dell'amore
Riomaggiore 2026 - Sergio Maifredi, Paolo Vivaldie Massimo Minella

Riomaggiore (SP) – Dieci storie sulla “La via dell’amore” in uno spettacolo che va in scena proprio a Riomaggiore (SP) sulla Via dell’amore sabato 30 maggio 2026, alle ore 20.30 con ingresso libero.

In caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il Castello di Riomaggiore.

Il teatro arriva sul percorso più famoso delle Cinque Terre, un simbolo della Liguria conosciuto in tutto il mondo. È il momento conclusivo della quarta edizione del progetto “Lo sguardo di Telemaco”, iniziato a gennaio e proseguito nei mesi con l’obiettivo di ascoltare le storie di terra e di mare di chi ama Riomaggiore, con il tempo che occorre per conoscere un luogo attraverso gli occhi, l’anima e il cuore di chi lo vive. Così sono state realizzate tutte le edizioni de “Lo sguardo di Telemaco”, ideato da Sergio Maifredi e Massimo Minella. È una produzione di Teatro Pubblico Ligure realizzata con il sostegno del Comune di Riomaggiore e cucita come un abito su misura su questo piccolo comune della costa ligure, un luogo di infinita e delicata bellezza, parte del Parco Nazionale delle Cinque Terre che patrocina il progetto.

«”Lo sguardo di Telemaco” – dichiara Sergio Maifredi, direttore artistico di Teatro Pubblico Ligure – nasce dalla necessità di fermarsi ad ascoltare una comunità. Non di raccontarla dall’esterno, ma di entrarci dentro con rispetto, con discrezione, quasi in punta di piedi. Negli anni abbiamo attraversato l’anima delle persone, raccolto le storie degli abitanti, cercato di capire cosa significhi vivere in un territorio così verticale, così esposto, così fragile e insieme così ostinato. Ci siamo occupati degli oggetti che abitano le case e i magazzini, gli strumenti del lavoro, le reti, le fotografie, le stoviglie consumate dal tempo. Ci siamo avvicinati ai monasteri, ai luoghi del silenzio e della spiritualità, come se ogni pietra potesse ancora trattenere una preghiera. Quest’anno sentiamo il bisogno di dedicarci alla Via dell’Amore». «La Via dell’Amore – prosegue Maifredi – è diventata negli anni un simbolo universale. Ma ogni simbolo rischia, col tempo, di perdere il contatto con la propria verità profonda. Per questo abbiamo sentito il bisogno di tornare lì, non come turisti dello sguardo, ma come ascoltatori. Tornare a quella strada cercando le vite che la attraversano davvero. Perché la Via dell’Amore non è soltanto un sentiero sospeso sul mare. È molto di più. È una ferita e una rinascita. È un confine sottile tra la terra e il precipizio, tra la bellezza e la fragilità. È il segno visibile di un territorio modellato dall’uomo, scavato, costruito pietra dopo pietra, strappato alla montagna e continuamente esposto alla forza della natura. E accanto alle storie di chi abita Riomaggiore, arrivano gli sguardi del mondo».

Dal 2023 il lavoro de “Lo sguardo di Telemaco” inizia con la ricerca di chi ha una storia da raccontare, restituita per iscritta dal giornalista e scrittore Massimo Minella, per essere letta dal vivo da chi ne è protagonista. Quest’anno “La via dell’amore” ha trovato le voci di: Elisa Castiglione che ogni giorno lavora all’ingresso della Via dell’Amore, Federica Nicolai la tedofora che sulla via ha portato la fiaccola olimpica accesa, Beatrice Cassigoli che ama il mare e le onde in cui si butta, Ilario Bonanni che ha visto nascere questo tratto di strada pedonale dallo stretto sentiero in terra battuta che percorreva da bambino per andare nei campi, Sabrina Fenelli e Francesco Buttà che qui hanno visto nascere il loro amore, Beppe Costa imprenditore che ama la Via e ha finito per gestirne gli accessi; Paolo Vivaldi che la vive da subacqueo sotto la superficie del mare, il parroco di Riomaggiore don Hugo Infante, l’attore Paolo Rava autore di un testo sulle agavi spaccate che guardano il mare, l’architetto Giovanni Giacinto Debatté che ne descrive i tratti, le panchine, i punti di sosta con gli affacci sul mare che sempre cambia e sempre è il protagonista nel confronto inarrestabile con la terra scoscesa in cui l’uomo con il suo lavoro ha saputo lasciare un segno così fragile e potente. Una strada da percorrere a piedi, che sarà anche cantata e suonata a chitarra da Francesco Buttà.

Il progetto di teatro di comunità “Lo sguardo di Telemaco”, è arrivato alla sua quarta edizione con il tema “La Via dell’amore” dopo le prime dedicate alle persone, alle cose e ai cammini verso le montagne e i santuari, si propone di valorizzare il patrimonio culturale e umano di Riomaggiore, nell’epoca della globalità e del turismo di massa. “Lo sguardo di Telemaco”, con un omaggio nel titolo al pittore Telemaco Signorini che tante opere dedicò a questi luoghi, è un’esperienza che non privilegia i numeri ma la qualità che nasce da una relazione duratura con un ambiente in cui natura e cultura hanno disegnato un paesaggio di eccezionale bellezza. Un equilibrio, messo a rischio dal turismo di massa, ma pazientemente costruito con l’esperienza di chi ha vissuto tra mare e terra, tra sassi e reti, conquistando spazio alla montagna con un lavoro paziente e lungo, i cui risultati costituiscono l’eredità più importante, tramandata da generazione in generazione. “Lo sguardo di Telemaco” va oltre il racconto e il dialogo. È un invito a scoprire, attraverso uno sguardo, ciò che sta anche dentro di noi. L’idea di raccontare un territorio attraverso i suoi protagonisti è in fondo anche il desiderio di scoprire ciò che è sempre molto vicino a noi, ma spesso ci sfugge. “Lo sguardo di Telemaco”, vissuto insieme alla comunità di Riomaggiore, era e resta una grande sfida.

Informazioni su www.teatropubblicoligure.it