Rubano (PD) – È uno degli eventi più attesi dell’anno, la Cronoscalata Trento – Bondone corsa tra Sabato e Domenica, e su un palcoscenico così prestigioso, ribattezzato Università della Salita, Club 91 Squadra Corse ha portato a casa importanti soddisfazioni.
Il migliore del tridente è stato indubbiamente Michele Massaro che, dopo due successi assoluti in fila nel 2026, si è dovuto accontentare, per così dire, di un notevole secondo posto assoluto, preceduto da un certo Zardo che ha volato con la sua Giada T 118.
A completare il bottino personale il secondo in quarto raggruppamento ed il primato tra le vetture di classe A2500, colto alla guida dell’immancabile BMW M3 gruppo A.
“Le prove sono state parecchio trafficate” – racconta Massaro – “ed ho perso un po’ di riferimenti per i tanti sorpassi che ho dovuto compiere. In gara ho avuto strada libera e sono riuscito ad abbassare il mio tempo del 2025 di sette secondi. Abbiamo fatto alcune modifiche specifiche per questa gara e si sono rivelate molto utili. È la mia migliore prestazione al Bondone, sono stato preceduto solamente da Zardo con una proto che volava. Grazie alla scuderia ed ai miei compagni di avventura. Un plauso anche all’amico Francesco Turatello.”
Dopo trentasette anni, grazie alla spinta del presidente del sodalizio di Rubano, Antonio Maniero è tornato al volante di una sport prototipo, una Tiga SC 80 curata da Buratto Racing, portando a casa il successo in classe BC2000 e l’undicesimo in terzo raggruppamento.
“Grazie all’insistenza di Daniele Martinello sono risalito su una di queste vetture” – racconta Maniero – “dopo che avevo concluso la mia carriera nel 1989 con naso e vertebra rotti. Considerando la crosta di ruggine e l’approccio diverso che questi mezzi richiedono, rispetto alle turismo ed alle GT, mi ritengo soddisfatto. La mia gara si è decisa all’inizio, motore ingolfato dopo un chilometro, ma ha poi ripreso a funzionare regolarmente. Visti gli intermedi successivi e dati i miei settantotto anni all’anagrafe mi ritengo soddisfatto. È stato come tornare a casa.”
Sorriso ritrovato anche per Massimo Ronconi, su una Porsche 914/6 seguita da Buratto Racing, firmatario del secondo in classe SIL+2000 e del quinto in terzo raggruppamento.
A completare il bottino anche un buon quattordicesimo nella classifica finale assoluta.
“Una salita organizzata alla perfezione dalla Scuderia Trentina del presidente Beppe Ghezzi” – racconta Ronconi – “che è stata diretta magistralmente da Fabrizio Fondacci. Ho sofferto parecchio nelle prove, a causa di problemi alla frizione che hanno in parte influito sul rendimento della gara. Chiudere secondo di classe, a soli sei secondi dal grande Almeras con la nota Porsche 935, è stato bellissimo. Rivedersi poi sulla parete dei ricordi, lungo la storia di tutta la gara, nell’anno 2017 con la mia 914/6 è stata un’emozione incredibile. Sono felice.”







