
In attesa dei primi test, in Bahrain tra il 17 ed il 19 dicembre, da cui ci si comincerà ad avere un’idea dello stato dell’opera di ogni team, a Parigi in casa FIA si spremono le meningi alla ricerca di qualche idea per rendere più incerto il campionato, magari con un occhio a sfavore della Red Bull, ma soprattutto per cercare di abbattere i costi (è sempre una speranza) e di tirare su ancora dei soldini che fanno sempre comodo a tutti.
Una volta tanto i team si sono trovati d’accordo nel bocciare senza appello la norma dei due pit stop obbligatori. Una norma senza senso il cui scopo è risultato incomprensibile ed ha persino spiazzato la stessa Pirelli. Todt e il gruppo dei pensatori questa volta hanno dovuto fare marcia indietro. I team hanno avuto gioco facile: la proposta avrebbe affossato ogni lampo di genio in fatto di strategie e reso inevitabilmente molto simili tutti i gran premi.
Invece è passata la nuova regola che regala punteggio doppio, sia ai piloti che ai Costruttori, in occasione dell’ultima gara che si disputerà ad Abu Dhabi.
Pare che una parola pesante, leggi aumento del “fisso” contrattuale, l’abbia messa lo Sceicco di Abu Dhabi il cui sogno è di avere in casa propria la gara decisiva del campionato, un sacrificio economico , si fa per dire, ampiamente ricompensato dall’invasione di turisti- tifosi e da un miglioramento di immagine del Paese.
Poi è stata approvata, con approvazione di tutti i team, l’introduzione di una penalità di 5 secondi per infrazioni minori in quanto la penalità di 25-30 secondi da scontare con il passaggio nella pit lane è stata ritenuta eccessiva per certe leggerezze commesse dai piloti ad esempio il passaggio di Massa oltre la linea bianca in Brasile.
Dal 2014 i piloti, eccetto il vincitore del campionato che obbligatoriamente dovrà portare il n°1, dovranno scegliersi un numero e questo lo manterranno per tutta la carriera. Un po’ come valentino Rossi che si è sempre portato dietro il 46 o come avviene nel calcio per certi top player. Una norma che non ha alcuna influenza ma ha importanti risvolti nel merchandising con i collezionisti a correre ad acquistare t-shirt, felpe ecc. dei loro piloti preferiti.
Invece nulla di deciso sull’argomento più importate: l’abbattimento dei costi. Da anni se ne parla, l’associazione ei team aveva affrontato l’argomento per poi porlo nel dimenticatoio. Il comitato FIA si è messo finalmente di buzzo buono: il risultato è stato di creare una commissione per studiare il problema !!!! (F.L.)







