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RALLY DI POLONIA? IL FLOP DELLA FEDERAZIONE….DI CHI L’IDEA DI SOSTITUIRE IL RALLY DELL’ACROPOLI?

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Se non fosse tutta da ridere ci sarebbe da piangere… Si toglie dal calendario l’Acropoli per inserire il Rally di Polonia e questo può anche starci, almeno nell’ottica dei probabili interessi di promoter ed altri personaggi vari.

Dove invece non siamo più d’accordo con questi signori è quando inseriscono in calendario delle gare che poi, alla prova dei fatti, sono tutt’altro che degne di una titolazione iridata.
Non ci riferiamo solo alla strampalata trasferta di sabato in Lituania che è stata un flop colossale visto che in tutta la giornata di venerdì si sono percorsi poco meno di 60 Km ma con trasferimenti degni della tappa di… avvicinamento del Monte-Carlo.
Certo, non è colpa degli organizzatori se Giove Pluvio apre le saracinesche e le strade finiscono sott’acqua. Ma è colpa dell’organizzatore quando questi non sa scegliere strade adatte a gareggiare perché dopo il passaggio di poche vetture – a causa del fondo stradale troppo molle e sabbioso – si formano dei solchi che non permettono la disputa di una gara regolare.
Sintomatico il commento di Renaud Jamoul, il navigatore di Quentin Gilbert, che dopo il ritiro di tappa di ieri è ritornato su quanto successo in Lituania. Eccolo:
“Al di la della delusione per il ritiro di ho proprio bisogno di sfogarmi. Sono del parere che l’organizzazione di questo Rally di Polonia abbia bisogno di essere completamente rivista, soprattutto dopo la stupida giornata di ieri in Lituania. Degli interminabili trasferimenti stradali di all’incirca 580 Km per disputare si e no 60 Km di speciali. E per di più queste speciali al nostro passaggio erano già distrutte e con le nostre piccole due ruote motrici abbiamo passato metà del tempo con le ruote che non toccavano terra perché la vettura poggiava sul fondo o sul paracoppa tanto erano profondi i solchi. E proprio un solco più profondo degli altri ha reso la vettura inguidabile così che abbiamo centrato un albero. E per completare l’opera abbiamo dovuto aspettare più di sette ore il carro attrezzi che doveva riportare la nostra vettura al parco chiuso con oltre tre ore di strada da fare dal luogo dell’incidente fino a Mikolajki”. Pensiamo che ogni commento sia superfluo…
Ma non è tutto! È sempre colpa dell’organizzatore quando permette di prendere il via, solo per motivi di cassetta, ad una superspeciale – quella di giovedì in serata – dove la polvere in sospensione ed il sole basso non permettevano neppure di vedere il manto stradale. Ma forse, proprio perché il delegato FIA della sicurezza nel WRC è un polacco, questi non ha voluto probabilmente intervenire per non rovinare la festa ai suo connazionali. Alla faccia della sicurezza…
Ed è colpa dell’organizzatore quando manda sulle prove speciali dei commissari che non sono preparati o almeno non lo sono come lo dovrebbero essere.
Esempio PS 14 di sabato. Elfyn Evans a due chilometri dal fine prova esce di strada. Il suo navigatore Daniel Barritt si apposta ai bordi della PS facendo segno ai piloti che sopraggiungono di rallentare un pò perché la Ford di Evans è a bordo strada con il pilota che cerca di riparare la sospensione rotta.
Ma questo non basta al commissario preposto alla sicurezza che si pianta letteralmente in mezzo alla sede stradale quasi a voler fermare le vetture quando la strada è praticamente libera.
Una scena da Ridolini che ha fatto imbestialire più di un pilota. Vediamo cosa ha detto in merito il pilota di casa Robert Kubica:
“È da pazzi quello che è successo: prima mi trovo un commissario in mezzo alla strada che mi costringe quasi a fermarmi mentre poco più in la vedo il navigatore di Evans. Cercando di capire cosa fosse successo ed essendo ovviamente fuori traiettoria a causa del commissario, ho impattato un grosso sasso tanto da finire la PS sul cerchio. Ora mi chiedo cosa ci faccia un commissario in mezzo alla speciale quando la strada è completamente libera da ogni ostacolo!”
Considerando che già l’anno scorso il Rally di Polonia – che era valido per l’Europeo – ha conosciuto diversi problemi con le speciali che erano veri e propri mari di fango ci chiediamo veramente se sia il caso di insistere con la scelta di queste prove quando ce ne sarebbero altre che malgrado abbiano scritto la storia dei rallies vengono bellamente ignorate.
Ma quando a decidere sono personaggi che di rallismo hanno masticato poco o niente non bisogna meravigliarsi più di tanto se poi succedono queste cose… (Rolando Sargenti)

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