
foto: © Canottaggio.org – ph Mimmo Perna
Si chiude con un gran finale il mondiale under 23 di Varese 2014. Più che positiva la spedizione azzurra che chiude al terzo posto nel medagliere alle spalle solo delle super potenze Nuova Zelanda e Stati Uniti.
E’ giunta l’ora del tramonto sui mondiali under 23 di Varese 2014, che servono il gran finale con l’assegnazione delle ultime medaglie. La prima finalissima vede scendere sul campo di gara, sempre in perfette condizioni, gli equipaggi del singolo pesi leggeri femminile, che non vede ai blocchi di partenza nessuna barca azzurra. E’ una lotta a due per la prima piazza con Ilse Paulis per l’Olanda e la campionessa in carica Aikaterini Nikolaidou, ad avere la meglio è l’atleta orange che si mette davanti e detta il ritmo per tutta la gara senza cedere mai nulla in alcun passaggio. Per lei un oro fantastico con il tempo di 7.37.18 segue al secondo posto l’atleta greca, il bronzo va al Belgio. Il programma è fittissimo e non c’è tempo per fermarsi, tocca a Federico Pegoraro, difendere la patria nel singolo pesi leggeri maschile. L’azzurro non parte benissimo, per lui però è una progressione fantastica, il ritmo si alza per lui è un crescendo unico che significa sesto poi quinto al secondo rilevamento e poi terzo, un bronzo dal sapore dolcissimo con 7.00.58. Sono irraggiungibili gli Stati Uniti che si prendono l’oro , medaglia d’argento invece per la Turchia. L’italia non può smettere di sognare allora questa volta tocca alla coppia Lodo-Vicino continuare quanto di splendido fatto dal team di casa. Gli azzurri non tradiscono e partono subito forte mettendosi davanti, ai 1500 metri è battaglia totale per il posto che vale la medaglia più gloriosa con l’Australia. Il verdetto finale dice che è la barca azzurra a tagliare per prima le boe rosse per loro è oro mondiali, Campioni del mondo con il tempo di 6.28.48. Completano il podio Australia e Serbia che occupano rispettivamente secondo e terzo posto. Suona l’inno nazionale, cantano gli azzurri canta Varase, per l’Italia è il secondo oro mondiale in casa. Si passa poi alle barche “rosa” con Veronica Paccagnella e Eleonora Denich in acqua nel doppio. Le ragazze non partono benissimo, con Francia, Romania e Germania che alzano subito la voce facendo capire che saranno loro a spartirsi le medaglie. Ai 1500 metri cede la Germania e cresce incredibilmente, la Norvegia con Kauli e Madsen che mettono il turbo passando dalla sesta posizione al primo rilevamento alla seconda. Rimangono invariate le posizioni sul traguardo con Romania davanti a tutto sul gradino più alto, Norvegia d’argento e bronzo per la Francia. Il doppio maschile non vede barche azzurre in gara, la Gran Bretagna parte bene detta il ritmo e tiene la testa della gara fino agli ultimi 500 metri quando si scatenano Francia e Lituania che mettono in acqua un ritmo impressionante. E’ un oro fantastico per i francesi che chiudono con 6.20.29, Lituania davanti al team britannico solo sul gradino più basso del podio. Niente Italia nel doppio pesi leggeri femminile, a darsi battaglia per le posizioni che contano Nuova Zelanda, Romania e Svizzera. Il ritmo che imprimono alla gara la coppia dei “kiwi” Mackenzie – Mcbride è impressionante subito un chiaro messaggio, bello il confronto per spartirsi le altre medaglie con Romania e Svizzera su tutti. Succede ancora qualcosa di incredibile negli ultimi 500 metri di gara con l’equipaggio svizzero che abbassa la guardia e finisce la benzina a beneficiarne è l’Australia. Verdetto finale con Nuova Zelanda, spinta da un folto pubblico sulle tribune, Campione del mondo, argento alla Romania, bronzo che sul filo del rasoio va alle australiane. Nella medesima specialità al maschile per continuare a sognare, vuole ben figurare la coppia Gherzi-Forcellini. La coppia azzurra parte con un leggero handicap, ma prova a crescere, Germania, Francia e Olanda provano subito a mettere in chiaro i conti occupando le prime posizioni ai 1000 metri di gara. Nel finale gli azzurri lottano, con una bella azione, ma non è sufficiente perché il terzetto di testa non cede nulla e inchioda allo stesso modo il podio, per l’italia è medaglia di legno. Purtroppo per i colori italiani non arrivano buone notizie neanche dal quattro di coppia maschile con il team del capitano Manzoli, che arriva soltanto al legno niente metallo prezioso per loro. Trionfa la Svizzera, segue Ucraina e Germania a completare il podio. Il primo dei botti finali è l’ammiraglia femminile dell’otto, che purtroppo non vede in acqua le padrone di casa escluse dal ripescaggio. E’ una marcia trionfale per gli Stati Uniti che non mettono mai in discussione la loro leadership dal primo all’ultimo attimo della regata. Tengono testa solo Gran Bretagna e Australia con la Germania pronta a fare da avvoltoio sul traguardo andandosi a prende il gradino più basso del podio, ai danni proprio delle australiane, dopo aver occupato per tutta la gara la quarta posizione. Il terzetto di coda si apre con il singolo maschile, è una calcata trionfale per la Repubblica Ceca, che mette già quasi due secondi ai 1500 tra se e il secondo posto. Medaglia d’argento per la polonia, che mette in mostra una scalata perfetta quinto-quarto-terzo e secondo questa la progressione ai rilevamenti cronometrici che gli permette di mettere al collo la medaglia d’argento, terzo posto per la Lituania. Seconda scintilla finale per la medesima gara al femminile con Sara Magnaghi pronta ai blocchi di partenza e vogliosa di regalare un’altra medaglia ai padroni di casa. La Lituania non da scampo a nessuno, facendo capire fin da subito di non poter insidiare il primato. L’azzurra della canottieri Moltrasio regala uno spettacolo impressionante al pubblico della schiranna di Varese. Partenza leggermente attardata e poi via con il gas, aumentano il ritmo aumenta la voglia, Sara si attacca e si difende come una leonessa andando ad occupare la seconda posizione che vale un argento dal sapore dolcissimo. Il gran finale che chiude questa edizione della rassegna iridata è l’ammiraglia dell’otto maschile, ultima chiamata per le medaglie 2014. L’equipaggio italiano parte leggermente male, bellissimo invece il duello ingaggiato tra Nuova Zelanda e Stati Uniti accoppiati al primo posto al passaggio cronometrico dei 500 metri. E’ una lotta fantastica tra i due equipaggi, l’Italia si defila rimanendo indietro. L’ultima sentenza, il gran finale decreta l’oro per la Nuova Zelanda, argento e bronzo si decidono per un nulla con Australia e Stati Uniti che si mettono al collo rispettivamente argento e bronzo. SI chiude il sipario su questi entusiasmanti, belli, appassionanti mondiali Varesini, un vero successo per tutti, in particolare per l’Italia che chiude la rassegna al terzo posto nel medagliere con 7 medaglie totali (2 ori, 3 argenti, 2 bronzi) alle spalle solo delle super potenze Nuova Zelanda e Stati Uniti. Una spedizione fantastica quella azzurra ben variegata, omogena, coesa e pronta a combattere mettendoci sempre cuore grinta voglia e grande impegno. Complimenti vanno a tutti gli atleti nonchè all’organizzazione, che ha saputo creare una macchina praticamente perfetta, facendo rimanere probabilmente nella storia questo grande evento. Per Varese, ovviamente, non è un addio ma solo un arrivederci al grande canottaggio nuovamente protagonista anche il prossimo anno con una gara di Coppa del Mondo.
Roberto Bojeri







