Dal primo settembre, il costo di abbonamento e corsa base sulla tratta Genova-Milano dei treni Intercity ha subito l’ennesimo rincaro (il 5%). La consigliera Raffaella Della Bianca interviene ancora una volta, attraverso un’interrogazione a risposta immediata, sulla questione.
«Si tratta di 16 euro circa di incrementi – spiega -, come nel caso dell’abbonamento mensile semplice e addirittura di 17.50 euro per l’abbonamento mensile che consente si salire anche su tutti i regionali veloci (il costo della corsa base passa da 26,50 a 28 euro). Tali aumenti sono stati decisi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».
La consigliera, in data 3 marzo 2014, aveva presentato un’interrogazione con risposta scritta sul medesimo argomento, a seguito dell’ennesima protesta dei pendolari Genova-Milano, dopo l’aumento dell’abbonamento mensile al treno per tale tratta (costo 154,20 euro cui vanno aggiunte due carte Tuttotreno semestrali dal costo di 200 euro). La Della Bianca nell’interrogazione dei mesi scorsi sottolineava il fatto che, se l’abbonato non ha la possibilità di pagare l’abbonamento annuale e si trova costretto a pagarlo mese per mese, spende il 24 per cento in più (430 euro circa).
«Il collegamento ferroviario con la Lombardia – dice -, è nevralgico per motivi di business, economici e turistici, ed è quindi importantissimo per il nostro territorio, non avendo a disposizione l’alta velocità. Inoltre, ricordo che questa decisione di aumentare le tariffe rischia di essere penalizzante per il flusso di traffico che aumenterà in previsione dell’Expo 2015».
La consigliera punta il dito anche contro lo stato di degrado in cui versano le carrozze degli Intercity, vecchie e sporche.
«A fronte di tutto questo – conclude Della Bianca -, chiedo all’assessore Vesco se intende intervenire, facendo appello al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, responsabile dei rincari tariffari, affinché si blocchino tali aumenti, e se intende intervenire anche sui tagli delle corse e sul decoro delle carrozze, per andare incontro alle esigenze dei numerosi pendolari, che per motivi soprattutto lavorativi, si spostano quotidianamente in Padania».
ROBERTA BOTTINO






