Il “bilancio” di Burlando: Abbiamo difeso l’occupazione industriale, rilanciato porti e turismo, razionalizzato sanità e trasporto pubblico.
L’auspicio: “Più donne e giovani nel prossimo Consiglio regionale”
Il presidente ha presentato la propria relazione come «il consuntivo di un lavoro fatto in 10 anni e l’occasione per indicare una prospettiva alla Liguria». Burlando ha esordito analizzando la grave crisi economica e finanziaria che da dieci anni ha colpito il mondo ma, in particolare, Europa e Italia e, quindi ,la congiuntura negativa che dal 2007 coinvolge la Liguria.
Il presidente ha quindi illustrato le strategie di intervento attivate dall’amministrazione regionale per preservare i settori strategici.
PORTUALITÀ .«Oggi il 60 per cento della merce che entra ed esce via mare dall’Italia verso il resto del mondo passa dai porti liguri con una prevalenza dell’export. Questo è anche il frutto di scelte che abbiamo fatto: lo sviluppo della piattaforma Maersk di Vado, l’intervento sui moli Ronco e Canepa, il Piano regolatore portuale della Spezia, la previsione della nuova diga per il porto di Genova, che rappresenta il vero orizzonte di questa città per tutto il secolo che abbiamo davanti e che è appena cominciato».
TURISMO «Abbiamo colto un’esigenza di cambiamento della domanda turistica in modo abbastanza efficace. I tre principali fattori di attrazione turistica 20 anni fa non esistevano. Non esisteva l’Acquario. Genova non era una meta turistica, esistevano le Cinque Terre, ma non rappresentavano un fattore di sviluppo. Quando cominciammo questo lavoro, poco meno di 10 anni fa, nelle presenze turistiche in Liguria il rapporto era di 70 italiani ogni 30 stranieri; ora è di 60 a 40 e nella provincia della Spezia gli stranieri sono più del 50%».
INDUSTRIA «Abbiamo difeso molto l’industria, tutta l’industria – ha detto – sia quella delle costruzioni che quella manifatturiera e tecnologica». Burlando ha ricordato anche gli investimenti regionali per IIT, l’impegno per il mantenimento del pastificio Agnesi, per il recupero occupazionale di Esaote, l’acquisizione dello smantellamento della Costa Concordia e il nodo ancora aperto della vendita di Ilva.
PROVINCE Il presidente ha affrontato il problema del riordino delle competenze: «Noi difendiamo tutti i posti di lavoro della Provincia, anche quelli precari. Non discutiamo il riordino in quanto tale, che credo possa essere anche giusto, discutiamo il fatto che a pagare il prezzo di questo riordino possano essere i lavoratori che devono poter giovarsi anche della mobilità, ma non possono perdere il posto di lavoro e lo stipendio».
TRASPORTI Sul tema dei servizi pubblici Burlando ha ricordato l’approvazione della legge sul trasporto pubblico locale: «L’Agenzia esiste. A marzo pubblichiamo il bando per il bacino unico e con questa finanziaria impegneremo le risorse necessarie per terminare l’acquisto di 380 mezzi: ora giunto metà dell’opera. Quanto prima, uscirà un secondo bando, che si affiancherà a quello già uscito, per acquistare mezzi per alcune aziende che si trovano in difficoltà: questo alleggerirà la loro situazione e consentirà loro di procedere al risanamento. Secondo obiettivo è istituire un fondo di una decina di milioni per incentivare l’esodo – che, se approvato dal Consiglio, sarà operativo dalla prossima settimana ? con cui vogliamo riportare il numero di addetti a un punto di equilibrio rispetto alle risorse disponibili e alle esigenze di servizio».
RIFIUTI «Abbiamo spiegato in tutti i modi che bisognava procedere ad aggregazioni industriali, ma se ogni volta che si parla di aggregazioni si alzano barriere ideologiche è lì il problema, non qui. Abbiamo trovato i siti (per lo smaltimento dopo la chiusura forzata di Scarpino, ndr) persino in Lombardia» e ha ricordato i depuratori aperti a Imperia e Santa Margherita e in costruzione, fra gli altri, a Recco, Arenzano e Levanto.
SANITÀ Il presidente ha ricordato la politica di razionalizzazione adottata dalla Regione che ha portato alla chiusura degli ospedali più piccoli: «Quando cominciammo a lavorare, gli ospedali per acuti erano 27, sono diventati 26 con la fusione tra San Martino ed IST. Dopo ne sono stati chiusi 7 e ora, quindi, siamo a 19 nosocomi. Nel frattempo, sono stati aperti gli ospedali di Albenga e Rapallo. È in corso la gara per Spezia, per il Felettino nuovo. Abbiamo assegnato al Galliera la quota di finanziamento regionale previsto di 50 milioni. Infine – ha aggiunto – abbiamo definito gli accordi con i territori, per realizzare l’ospedale del Ponente genovese e di Taggia». Burlando ha poi rilevato la contestuale apertura di nuove strutture territoriali – giunte al numero di trenta – e ha difeso la convenzione con i privati fatta all’interno dell’ospedale di Albenga per frenare le fughe sanitarie in ortopedia, oggetto di una inchiesta della magistratura: «Noi difendiamo orgogliosamente la Sanità pubblica, ma è evidente che in un mondo aperto da oggi anche alla Francia, le asimmetrie siano difficili da reggere. Un conto è avere un mondo in cui tutti siano orgogliosamente pubblici, un conto è avere un mondo fieramente competitivo, noi abbiamo trovato un primo esempio di competitività».
ALLUVIONE «Non c’è dubbio che siamo di fronte a un cambiamento climatico che ci accompagnerà per un tempo lungo. È questo il motivo fondamentale per cui frana l’entroterra ligure, non è la cementificazione che riguarda semmai la costa. L’entroterra casomai soffre l’abbandono, non la cementificazione. Tuttavia, anche qui abbiamo colto alcune esigenze, alcune spinte. Nei primi due bandi della legge sulla banca della terra abbiamo ricevuto 230 domande. Non è un dato irrilevante. È chiaro che sarà un processo lento, ma abbiamo affermato il principio che la terra può essere coltivata anche da chi non è proprietario, conferendola a una banca, dare dei soldi a chi recupera terreni incolti sono soldi ben spesi». Infine Burlando ha ricordato i fondi ottenuti dal Governo con l’assessore Paita per la difesa del suolo e ha illustrato gli interventi organizzati e finanziati negli ultimi due mesi per le urgenze e sostegno dei commercianti e delle famiglie colpite dall’alluvione.
SFIDUCIA NELLE ISTITUZIONI E LEGGE ELETTORALE «La questione mi colpisce, in quanto ho vissuto una fase della politica italiana in cui il rispetto per i dirigenti politici, per i sindaci, per i presidenti di Regione era enorme. Dobbiamo provare a non considerare la politica come una cosa a cui si rivolgono, come protagonisti attivi, sempre meno persone qualificate. È difficilissimo che una personalità nuova venga a fare politica. E questo è un problema drammatico, perché vuol dire che non c’è ricambio». Burlando si è rammaricato perché il Consiglio non è riuscito a approvare una nuova legge elettorale ma, «se avessimo qualche mese in più – ha aggiunto – varrebbe la pena di ripensarci» e ha auspicato una maggiore rappresentanza delle donne nella prossima legislatura.
CANDIDATURE Burlando ha, infine, spiegato perché non intende ricandidarsi: «Questa scelta non è un atto remissivo perché è impossibile cambiare, ma penso che abbia più forza una generazione nuova, che spero sia presente in questo Consiglio in modo significativo. Anche questo è un limite, anche se l’ultima volta, a dire la verità, cominciammo ad avere presenze significative tra le leve più giovani».
Assessore Rossetti “Politica a sostegno delle fasce deboli e dello sviluppo. Nuove misure per gli alluvionati”
L’assessore al bilancio, Sergio Rossetti, dopo aver ricordato la congiuntura economica e le “turbolenze finanziarie” degli ultimi 5 anni «che hanno pesantemente ed irrimediabilmente segnato il futuro della finanza pubblica del nostro Paese», è sceso nel dettagli del bilancio che – ha detto sarà caratterizzato dalla prima attuazione di un complesso processo di innovazione dovuto alle novità normative in materia di contabilità pubblica, agli obblighi che discendono dall’introduzione del vincolo del pareggio di bilancio in luogo dei vincoli derivanti dal patto di stabilità». Rossetti ha sottolineato: «La gestione sarà fortemente condizionata dai vincoli dettati dalle nuove regole sul pareggio di bilancio» ed è poi entrato nel merito delle cifre: « I tagli che lo Stato ha deciso di far gravare sugli Enti territoriali sono diventati insostenibili e aggravano ulteriormente la riduzione delle Entrate proprie del Bilancio, che in via previsionale è stata stimata in 34 milioni di euro. La legge di Stabilità prevede 4 miliardi a carico delle Regioni che vanno ad aggiungersi al miliardo e 800 milioni a legislazione vigente. Purtroppo fino ad oggi non abbiamo contezza né chiarezza su quali voci di spesa il Governo ha intenzione di intervenire per il 2015». Rossetti ha avvisato: «Il rischio è che approvata la Legge di Stabilità su Regione Liguria gravino tagli per 122 milioni di euro che solo in parte potranno essere assorbiti dalla riduzione di investimenti del Fondo di Coesione. In questo quadro di incertezza le Regioni sono chiamate a decidere le funzioni da attribuire alle Provincie e quelle da gestire direttamente, in una situazione in cui è grande la preoccupazione per i dipendenti di questi Enti, considerato che non è ancora certa la copertura, da parte dello Stato, dei costi del personale e dei costi di gestione». Rossetti, proseguendo nella sua relazione, non ha escluso la possibilità di « dover ritornare a gennaio in Aula per assumere provvedimenti correttivi al Bilancio 2015 e rispondere ai provvedimenti statali che in questi giorni dovranno finalmente definire il prossimo quadro della finanza pubblica delle Autonomie Locali». L’assessore ha successivamente ricordato gli esiti, a favore dei liguri, ottenuti dalla Regione con le manovre fiscali regionali sull’Irpef: «Dal 2008 ad oggi sono stati complessivamente restituiti ai cittadini quasi 150 milioni di euro» e ha sottolineato che questo è avvenuto in virtù della riduzione della «platea dei contribuenti tenuti a pagare la maggiorazione regionale». Rossetti ha ricordato l’emendamento sul fondo Tpl per 10 milioni di euro ed un altro emendamento che consentirà, come richiesto dal Consiglio, un contributo per le auto rottamate a seguito dell’alluvione di quest’anno, pari a 400 euro, di 150 euro per le moto e di 100 euro per i motocicli. «Nel 2015 – ha continuato l’assessore – abbiamo stanziato 18 milioni di euro, che lo scorso anno erano 13, per il Fondo delle gravi disabilità. Abbiamo conservato le risorse normalmente affidate ai Comuni per i servizi sociali. Abbiamo riportato lo stanziamento parchi a 3,3 milioni come il 2014. È stato confermato un ulteriore milione per sostenere l’Unione dei Comuni, 6 milioni per i corsi di formazione professionali triennali in obbligo scolastico». Rossetti ha sottolineato la riduzione progressiva del costo del Consiglio regionale, che dal 2010 è diminuito di 8,2 milioni di euro, passando a 23,5 milioni e l’impegno in termine di compartecipazione con 30 milioni di euro sui fondi di compartecipazione agricoltura, FESR, sviluppo economico, innovazione e ricerca e competenze umane, competenza delle persone (FSE). Ha poi ricordato l’aiuto all’economia locale attraverso il cosiddetto “Paga aziende”, il decreto legge n. 35/2013.
L’assessore, infine, ha ricordato che il debito conseguito dal 2010 al 2014 passa da 697 milioni a 663 milioni di euro e che è in dirittura d’arrivo la questione relativa a derivati, grazie ad un accordo con il MEF: «Questo consente di pagare meno interessi, e di gestire ? come ha definito la Corte dei conti ? in maniera positiva e prudente il nostro debito, ma consentirà anche in futuro di aprire nuovi mutui». Ha inoltre sottolineato i risultati significativi, anche in termini di risparmio, che arrivano dalla “stazione unica appaltante”. E’ poi passato ad analizzare la situazione patrimonio e spese correnti «sulle quali – ha detto – abbiamo fatto un gran lavoro di riduzione complessivamente di spesa». Riduzione – ha sottolineato – anche su incarichi professionali e consulenze, grazie anche alla formazione professionale gratuita del personale regionale. Ha aggiunto anche i risparmi effettuati in affitti, l’incremento di quelli in entrata, in virtù dell’acquisto della terza torre di via Fieschi. . Ha poi voluto sottolineare l’impegno sua e della giunta nell’attuare «una politica a sostegno dei soggetti più deboli e una politica di sostegno dello sviluppo e dei processi che creassero economia positiva e quindi crescita dell’occupazione e del benessere delle nostre famiglie». Ha quindi concluso: «domani potremo dare compimento, con gli emendamenti, alla scelta sulla fascia di reddito, a cui possiamo ancora una volta esentare l’IRPEF».
Assenti: Monteleone, Conti Saso (motivi personali)
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