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A tu per tu con il match analyst del Tavagnacco, Luca Dovigo

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Lo studio accurato del Tavagnacco e del suo futuro avversario. E’ questo il compito del match analyst Luca Dovigo, trentasei anni, il segreto di qualche recente vittoria gialloblù. Tramite l’osservazione dei video, Luca ricava delle impressioni sui margini di miglioramento delle ragazze friulane e su come fermare il nemico che la domenica successiva si presenta davanti a Tuttino e compagne. E’ arrivato a inizio 2020 quando la società cercava uno specialista che analizzasse i dati delle calciatrici di casa e di quelle avversarie. Il suo lavoro è cominciato prima che il Coronavirus fermasse il campionato di serie A. Il successivo congelamento della classifica che ha comportato la retrocessione delle friulane un anno e mezzo fa, ma non ha impedito il proseguimento della sua preziosa collaborazione prima con mister Chiara Orlando e poi con Marco Rossi.

Studio. «L’analisi di un match è lo studio della performance – comincia Dovigo -; si basa su quello che viene richiesto dall’allenatore, può riguardare noi o gli altri. Lo scopo è quello di non lasciare nulla al caso e di curare il dettaglio che può fare la differenza. E’ importante avere uno specialista che si occupa di questo aspetto perché si tratta di una mansione che permette di arrivare più preparati alle gare». Punti di forza, problematiche, moduli, schemi, marcature preventive e non solo; ce n’è per tutti i gusti. Il match analyst fa da supporto al tecnico o alle singole calciatrici se lo richiedono. «Io cerco di analizzare il ciclo del gioco partendo dalla porta di una squadra a quella dell’altra – prosegue Luca -; valuto la costruzione dell’azione dal basso, lo sviluppo con l’uscita della palla, l’arrivo in zona di rifinitura e la finalizzazione».

Apprezzamenti. Dovigo è contento di questi due anni a Tavagnacco. Anche i risultati sono stati buoni tra il quarto posto della passata stagione e lo stesso piazzamento momentaneo nel torneo attuale. «Quello che ho proposto alla squadra è stato apprezzato dalle ragazze, dal mister e dalla dirigenza. Fa piacere partecipare, poter contribuire alla loro crescita». Le gare interpretate al meglio? «Ce ne sono state tante. Ho degli ottimi ricordi delle sfide contro l’Orobica oppure l’ultima partita contro la Lazio dell’anno scorso. Ero soddisfatto del mio lavoro fatto in settimana che è stato tradotto sul campo».

Inconvenienti e miglioramenti. Come in tutti i mestieri, inevitabile che le cose non vadano sempre per il verso giusto. «Specialmente all’inizio dell’anno passato, scherzavo col vicepresidente Bonanni quando andavo a indicare una calciatrice avversaria come pericolo sui calci piazzati, raccomandavo attenzione su un determinato schema e poi puntualmente quella ragazza ci colpiva. E’ accaduto per tre gare di fila. La squadra aveva recepito il mio messaggio di pericolo, ma non è bastato. Forse anche una questione di sfortuna». Già, le palle inattive. Nella scorsa stagione troppe volte i calci da fermo sono coincisi con reti subite o per mancanza di stazza fisica o qualche marcatura sbagliata o per qualche uscita azzardata del portiere. Si tratta di un fattore dove il Tavagnacco è sensibilmente migliorato in questa stagione (finale di partita contro Sassari a parte) e il merito è anche di Luca.

Potenzialità. A Dovigo piace il Tavagnacco, lo vede come un collettivo dalle grandi potenzialità. «Ho avuto l’opportunità di entrare in campo a fare qualche passaggio e qualche tiro con loro. Alessia Tuttino è una calciatrice impressionante; ha ritmo, intensità e la quantità non va a discapito della qualità delle sue giocate. Beretta è un bel portiere e sa giocare molto bene con i piedi dopo di che ci sono tante calciatrici di movimento forti con ancora margini di miglioramento». Dove può arrivare questa squadra? Luca non ha dubbi: «Sia con Orlando che con Rossi, la crescita è stata rapida ed è stato fondamentale in estate confermare quasi l’intera rosa. Nelle partite equilibrate, la forza e l’unione fanno la differenza. A mio avviso lotterà nelle zone alte della classifica».

Calcio femminile. La figura del match analyst si sta facendo largo sempre di più nel mondo del pallone rosa. Ci sono sempre più gruppi semi-professionisti dove ci si allena ogni giorno della settimana e qualcuno adotta anche sedute video. Eppure il movimento deve crescere ancora, anche Dovigo ne è consapevole. «Il divario del numero di tesseramenti fra l’Italia e paesi del nord Europa è troppo ampio. Mancano sponsor e visibilità. Legarsi con club maschili può essere una soluzione. La Figc e la Lega Nazionale hanno stilato un piano della durata di quattro anni per la promozione e lo sviluppo del calcio femminile e mi auguro che vada a buon fine».