Giovedì 26 ottobre 2017, alle ore 9.30, presso lo Sala dello Stabat Mater, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio (Piazza Galvani, 1), per il programma della Festa Internazionale della Storia, La sport fa storia, si svolgerà la tavola rotonda:
La grande illusione della pace: il Bologna FC e la coppa del 1937
Introduce e coordina Carlo Caliceti (responsabile comunicazione Bologna fc 1909).
Saluti introduttivi di Claudio Fenucci (amministratore delegato Bologna fc 1909) e di Rolando Dondarini (Professore di Storia Medievale presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna)
A seguire gli interventi di:
Luca Alessandrini (direttore Istituto Parri), Contestualizzazione storica
Carlo F. Chiesa (giornalista), La storia del Bologna FC e la coppa del 1937
Vincenza Maugeri (direttore Museo Ebraico di Bologna), Árpád Weisz: una mostra al MEB.
Nell’occasione, sarà anche presentato in anteprima il graphic novel “ARPAD WEISZ E IL LITTORIALE” di Matteo Matteucci.
Il libro
Bologna, 1938. Una squadra che regala emozioni, uno stadio tra i belli d’Europa, una città che esulta, sogna, sorride al futuro. Un allenatore e la sua famiglia, approdati in un’Italia che riconosce il talento, che vuole crescere, che accoglie senza pregiudizi, che non vede confini. Poi, all’improvviso, il grigio all’orizzonte. I sorrisi spenti, gli sguardi bassi; il disprezzo. È tempo di andare. Non si può tornare indietro. E in un attimo la felicità è un ricordo lontano, sempre più sbiadito. I pomeriggi in campo con la squadra, gli incoraggiamenti nello spogliatoio la domenica mattina, le trasferte, le partite vinte e quelle perse, i successi che portano in alto, le strategie ideate passeggiando in via Saragozza sulla strada verso casa: tutto cancellato. Cancellati i nomi sul campanello di via Valeriani, quelli dei figli sul registro di scuola; cancellati i progetti, i desideri, le speranze; cancellato un uomo e la sua vita. Un uomo che un giorno è costretto a salire su un treno, non sa per dove. Insieme a lui tante altre vite annullate dall’odio. La destinazione è una e terrificante, e non prevede ritorno.






