Le squadre. I risultati di ieri e del lunch match rendono per il Milan questo match di capitale importanza, la zona Champions in caso di vittoria sarebbe assai più vicina di quanto mai sia stata in questa stagione, Allegri risponde presente affidandosi ancora a Niang a supporto di El Shaarawy e Pazzini, confermato Flamini a centrocampo, in difesa coppia centrale con Zapata e Mexes. L’Atalanta riabbraccia, inizialmente in panchina, Igor Budan, si affida in avanti a Denis supportato da Parra e prova a ritornare a far punti, che iniziano a mancare da troppo tempo, la zona bassa, lentamente, ma sistematicamente si sta avvicinando.
I tempo. Il campo di gioco, in una giornata uggiosa e nebbiosa, è davvero pessimo, elemento che rende difficile costruire gioco per chi lo deve fare e facilita il calcio maschio e fisico.
Partita che non tradisce queste premesse, il Milan prova a fare la partita, ma trova grosse difficoltà di impostazione, Boateng latita come sempre, costringendo per altro Montolivo a rimanere lontano dalla porta, l’Atalanta chiude bene ogni varco e fa densità in tutte le zone del campo, riparte quando può , ma lo fa sempre pericolosamente, deve salvare due volte Abbiati in acrobazia, la seconda su Denis, liberatosi in area.
Il Milan con El Shaarawy e Niang prova a creare varchi, mentre fatica assai Pazzini che fa a sportellate con Stendardo, dopo un bello spunto del faraone vanificato da uno sbandieramento improvvido del segnalinee, al 29′ ecco la giocata che si rivelerà decisiva, Niang, riceve sfera ai 20 metri, esita, attira avversari su di se, e poi, con un tocco morbidissimo, serve El Shaarawy ai 16 metri, il faraone controlla , si allarga e tira incrociando sul secondo palo, la mano protesa di Consigli è superata e la rete si gonfia, Milan in vantaggio e quindicesimo centro per l’enfant terrible del calcio italiano.
II tempo. Il Milan prova a chiudere subito il match, ma lo fa sempre con una manovra lenta e prevedibile, non bastano i guizzi dei due giovani attaccanti rossoneri, di occasioni non se ne vedono proprio, anzi, in contropiede, rischia di pareggiare l’Atalanta con una bella iniziativa di Parra su cui salva quasi alla disperata Abbiati.
La partita si decide definitivamente quando Brivio commette un fallo duro su Pazzini e si becca il secondo giallo lasciando i suoi in 10.
La partita scade di tono e diventa, complice il pessimo stato del terreno di gioco, una specie di corrida, volano colpi probiti che rendono il match disordinato e caotico, di certo non spettacolare.
I rossoneri non sfruttano la superiorità numerica, anzi soffrono anche troppo le iniziative generose degli orobici.
L’ultima grande occasione a un quarto d’ora dalla fine capita sui piedi di Flamini che si fa respingere la conclusione ravvicinata da Consigli e poi va lui stesso a respingere il tiro quasi a colpo sicuro di Niang.
Il resto del tempo passa tra giocate estemporanee, l’espulsione di Colantuono e tanti altri interventi un po’ sopra le righe.
Sintesi. Una partita davvero brutta quella di Bergamo, gli orobici hanno provato a metterla sulla forza fisica, hanno giocato con generosità ed applicazione, rendendosi anche pericolosi nel primo tempo, nella ripresa la subitanea espulsione di Brivio ha ridotto in 10 i nerazzurri rendendo il tentativo di rimonta praticamente impossibile, la salvezza non dovrebbe essere un problema, ma la squadra brillante d’un tempo è sparita ormai da tempo.
Il Milan ottiene i 3 punti e sale al quinto posto a -6 dal terzo occupato dalla Lazio e questo basta, il resto è ben poca cosa, la squadra ha faticato terribilmente a proporsi con continuità e pericolosità , faticando tantissimo a creare opportunità da rete. Non ha convinto la mezzora giocata in superiorità numerica in cui la squadra ha fatto un possesso palla sterile e fine a sè stesso, minacciando poco l’avversario e finendo per rischiare anche qualcosa.
Viste le premesse, inizio shock della stagione, ora le cose vanno decisamente meglio e, se davvero arriverà un giocatore importante, la corsa al terzo posto potrà prendere un nuovo abbrivio.
Le pagelle.
Atalanta (4-3-1-2): Consigli 6; Ferri 6 (24′ Raimondi 6), Stendardo 6, Canini 6, Brivio 5; Carmona 6, Cigarini 6 (34′ Budan s.v.), Biondini 6,5; Bonaventura 6; Denis 6 (16′ st Matheu 5,5), Parra 6. A disposizione: Polito, Frezzolini, Cazzola, Radovanovic, Ferreira Pinto, Troisi, Schelotto, De Luca, Moralez. Allenatore: Colantuono 6.
Milan (4-3-3): Abbiati 6,5; Abate 6, Mexes 6, Zapata 6, Constant 6,5; Flamini 6, Montolivo 6,5, Boateng 5; Niang 6,5(43′ st Traoré s.v.), Pazzini 6, El Sharaawy 7 (40′ st Robinho 5). A disposizione: Amelia, Gabriel, De Sciglio, Zaccardo, Bonera, Yepes, Antonini, Abate, Muntari, Nocerino, Emanuelson, Bojan. Allenatore: Allegri 6.
Arbitro: Gervasoni
Marcatori: 29′ El Shaarawy (M)
Ammoniti: Brivio, Raimondi, Consigli, Carmona, Matheu (A); Pazzini, Montolivo, Mexes, Abbiati (M)
Espulsi: Brivio (A)
giuseppe floriano bonanno







