PAOLO DONADONI (candidato sindaco):
“È con piacere che presento il sesto candidato della nostra Lista Civica. Si tratta di Andrea Bernardin. Ho voluto la sua presenza nella nostra squadra per la presenza attiva e costante in città che ha mostrato negli ultimi cinque anni, durante cui ha assunto l’incarico di assessore con delega al Territorio. Perché Andrea è un po’ la “sentinella” che monitora la città: se si verifica un guasto alla linea fognaria o la pioggia provoca disagi in piena notte, lui è sul posto, a qualsiasi ora, pronto a rendersi utile per risolvere i disagi. Per affrontare i problemi, Santa Margherita ha bisogno di tecnici, ma anche di persone attente, disponibili, che hanno a cuore il bene della città ritenendolo prioritario. Andrea rispecchia perfettamente queste caratteristiche, oltre ad essere persona attiva nell’ambito associazionistico e folcloristico: il che è un altro aspetto di cui tener conto, perché io stesso sono convinto dell’importanza di avere nel gruppo persone sorridenti e gioviali, capaci di guardare alla vita con ottimismo e di trasmettere positività anche agli altri.”
ANDREA BERNARDIN (candidato consigliere):
“A fronte della rinuncia a scendere nuovamente in campo di Roberto De Marchi, non avrei mai potuto pensare di ricandidarmi se non a fianco di qualcuno che rappresentasse veramente qualcosa di nuovo e di diverso per la città, sotto tutti i punti di vista. Lo stesso Roberto, pur essendo persona valida e competente, appartiene comunque ad un’altra generazione, che già ha dato il proprio contributo alla città, ed è giusto che ora passi il testimone. In Paolo ho visto un candidato Sindaco capace, giovane e determinato, con idee ben chiare e innovative, e supportato da persone altrettanto preparate ed entusiaste di fare qualcosa di buono per Santa Margherita. Dal 10 giugno 2009 ad oggi il mio cellulare è sempre rimasto acceso, anche quando ero in vacanza, pure all’estero: i problemi della città, soprattutto in caso di emergenza, hanno avuto la priorità, talvolta anche a scapito di famiglia e affetti. Ma penso sia giusto così. Credo che chi riceve dalla gente un incarico istituzionale debba essere sempre a disposizione di tutti, non solo degli elettori che hanno scritto il suo nome sulla scheda. Per questo le porte del mio ufficio in municipio, fino al giorno prima delle elezioni, resteranno aperte a tutti. E su questa linea proseguirò se i cittadini, tramite il voto, me ne daranno ancora l’opportunità.”






