Buona Domenica Amici.
Il dibattito politico di questo particolare momento storico dovrebbe considerare le priorità incombenti, in epoca di pandemia e conseguente aggravamento della crisi economica e sociale.
Lascia stupefatti, se non sgomenti, che l’argomento affrontato, ritenuto più importante, sia l’assegnazione della genitorialita’ affidandola alla triste identificazione numerica 1 e 2, e la negazione originale di essa eliminando le parole Madre e Padre.
Un’ alienazione delle figure genitoriali, nella forma, ed ancor più drammaticamente nella sostanza, argomentata come una necessità burocratica in nome dell’adeguamento alle normative europee.
I miei figli si chiamano Elisa e Nicola, e di entrambi io sono il PADRE.
Nel nostro Paese si vive da molto tempo una crisi di valori sempre più evidente: confondere e cancellare i pochi punti di riferimento etici, morali e religiosi, disconoscendo l’autorevolezza della famiglia, delle istituzioni, dileggiando il valore delle Divise, della Religione, è un comportanento nel quale non solo non mi riconosco, ma che ritengo aberrante e pericoloso.
Ai miei figli ho insegnato orgogliosamente il valore di Madre e Padre, non riducendoli a due termini facilmente sostitubili con assegnazione numerica ( perché le parole hanno sempre un significato).
Ma ho soprattutto insegnato loro il valore della dimora protettiva, affettiva e sociale, dove loro possono e devono sentirsi sempre al sicuro.
Angelo Vaccarezza






