Non sono neppure trascorsi tre anni e la Bertone, si parla della Bertone Style ovvero del ramo di azienda rimasto nelle mani di Lilli Bertone, la vedova di Nuccio.
È nuovamente nell’occhio del ciclone.
Eppure sembrava che l’azienda passata praticamente nelle mani dell’A.D. Marco Filippa,per quali meriti non si sa dal momento che di auto non si è mai occupato, , andasse a gonfie vele. Sullo stand del Salone di Ginevra, per due anni, hanno fatto sfoggio nuove vetture che erano, in teoria, la testimonianza che la coppia Lilli Bertone – Marco Filippa funzionava a meraviglia e dalla voce dello stesso Filippa e del suo portavoce Daniele Cornil sono sempre giunte parole di grande ottimismo, serenità e di grossi impegni per progetti nell’automotive ma anche nella mobilità ad ampio raggio, nei treni per esempio.
Purtroppo non era tutto oro quello che luccicava, dietro tanta sicurezza c’era ben poco e e dopo poco tempo la realtà, drammatica, è venuta a galla. Difficile ammetterlo di sicuro così dapprima si è cercato di alzare la classica cortina fumogena presentando una realtà non corrispondente al vero, arrivando persino a negare l’evidenza e accusando la stampa di divulgare notizie confuse e imprecise come si legge in un comunicato probabilmente redatto dal solito Cornil e che qui riportiamo:
“Caprie, 20 ottobre 2013 – Stanno circolando in questi giorni, su alcuni organi di stampa nazionali, notizie confuse ed imprecise in merito alla situazione aziendale della Bertone. E’ quindi indispensabile riportare la questione nei suoi termini esatti precisando quanto segue:
1) L’Azienda ha un portafoglio ordini e opportunità commerciali ricco e diversificato, come mai è accaduto prima di oggi;
2) La delicata congiuntura finanziaria, comune a tante aziende in questo momento economico, ha causato pagamenti irregolari delle ultime spettanze ai dipendenti ed ai fornitori, nonché difficoltà nel realizzare gli investimenti deliberati e finalizzati all’acquisizione di ulteriori commesse. A questo riguardo, l’Azienda sta trattando con primari istituti di credito internazionali per risolvere la situazione;
3) Al fine di assicurare la continuità aziendale e senza alcuna previsione di delocalizzazione, sono altresì in corso negoziati per un riassetto della compagine societaria,
E’ intenzione dell’Azienda, coerentemente con la politica di assoluta trasparenza fino ad oggi perseguita, informare i dipendenti, i sindacati e gli organi di stampa sull’esito delle trattative in corso, non appena sarà possibile farlo senza comprometterne il buon esito.”
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Evidentemente le cose non stavano affatto come si è cercato di fare credito e quando i lavoratori sono scesi in sciopero sfilando per le vie di Torino dal momento che da oltre due mesi non percepivano allora l’Azienda ha ritenuto di far sapere, seppure con toni molto ovattati e confusi (questa volta sì) come stavano le cose parlando genericamente di una necessaria ristrutturazione aziendale ed emettendo un comunicato che smentiva il precedente…a soli quindi giorni di distanza…..!!! Eccolo….
“Caprie (TO), 4 novembre 2013 – Nell’ambito di una profonda ristrutturazione aziendale, la Stile Bertone SpA, ha richiesto di accedere ad un procedimento concorsuale. Tale procedura, finalizzata a garantire la continuità aziendale, si è aperta per tutelare i lavoratori, che avranno accesso alla cassa integrazione, in vista dell’imminente ingresso di un nuovo socio. Per quanto riguarda la attività in corso, l’Azienda porterà avanti le commesse acquisite in modo da garantire, anche sul fronte operativo, la continuità aziendale.In vista del nuovo assetto societario, il management dell’Azienda, in rappresentanza di tutti i lavoratori, affiancherà la Proprietà nelle diverse trattative tuttora in corso, con tre finalità di fondo: non disperdere il ricco e diversificato portafoglio ordini consolidato con i clienti “storici”, sviluppare i nuovi progetti e salvaguardare tutti i posti di lavoro.”
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In meno di un mese la situazione è precipitata nonostante frenetici incontri con i Sindacati e gli Assessori competenti della Regione. Ed ora siamo alla resa dei conti., dopo un recente “tavolo” tenutosi all’Unione Industriale Lilli Bertone e l’ A.D. Marco Filippa hanno sottoscritto l’ impegno a recarsi dal giudice entro mercoledì prossimo, per scongiurare il fallimento. Questa volta lo dovranno fare davvero, senza poter illudere nuovamente i lavoratori.
Per il momento stata predisposta la cassa integrazione straordinaria, la Bertone presenterà il concordato preventivo in tribunale. Poi la parola passerà al giudice che dovrà nominare un commissario, che avrà il compito di “traghettare” la Bertone e garantire un futuro ad oltre 160 lavoratori, individuando nuovi acquirenti. I tempi sono stretti, al massimo 120 giorni , pochi in considerazione della situazione economica generale anche perché ben difficilmente questa volta Lilli Bertone (e Marco Filippa) troverà un salvagente nella Fiat come è successo qualche anno fa.
Nel 2012 la Bertone ha festeggiato i 100 anni della nascita di Nuccio Bertone trasformando la Piazza San Carlo di Torino in un salotto con tutte le più belle vetture che Nuccio Bertone aveva regalato al mondo. Forse era meglio far calare il sipario in quell’occasione. (Franco Liistro)






