Sette punti nelle ultime tre gare, nello spazio di sette giorni.
Tre fatiche che hanno regalato al Brescia la storica vittoria sul campo della Torres, campione d’Italia, il successo odierno con il Graphistudio Pordenone, ma anche un pareggino casalingo nel recupero con i ‘cugini’ del Mozzanica. Terzo posto quasi ipotecato, guardandosi le spalle dal Bardolino, ma guardando davanti Torres e Tavagnacco, augurandosi qualche passo falso.
“E’ stata una partita dura contro il Graphistudio perché era la terza in una settimana, dopo tre belle partite pesanti – precisa il presidente Giuseppe Cesari -. Abbiamo sofferto per un tempo, nella ripresa abbiamo avuto più spazio e Bonansea ha un passo diverso e va direttamente in porta. Una volta sbloccato il risultato, tutto è stato più facile. Nel finale avevamo in campo quattro ragazze della Primavera, di cui una titolare. Spazio anche a loro perché fanno sacrifici come le altre. In questo trittico di gare era più facile il passo falso infrasettimanale che non la vittoria sul campo della Torres. In Sardegna ci eravamo presentati con fuori sei calciatrici, tra cui la Boni, ma abbiamo giocato una partita stupenda, anche se non si doveva giocare per le condizioni del campo, ma l’arbitro ha insistito. Noi siamo più tecnici di loro, abbiamo sofferto quel tipo di campo, ma la squadra è uscita bene nel secondo tempo e hanno spinto. Il recupero di mercoledì non ci voleva, ma la Federazione ci obbliga, mentre ad altre squadre no. Avevamo di fronte il Mozzanica che era fermo da due settimane, riposato e agguerrito. Nel primo tempo avrebbero meritato di più loro, che hanno disputato una delle migliori partite delle ultime due stagioni. Dopo essere passati in vantaggio, per il solito errore difensivo Carenzi ci ha castigati. Con la testa non c’eravamo, ma di gambe abbiamo tenuto più di loro. Contro Pordenone è stata un’altra partita tosta perché loro giocano bene. Nella corsa scudetto mi auguro che alla fine vinca il Tavagnacco che se lo merita come la Torres, quantomeno per spezzare l’egemonia della squadra campione d’Italia. A parte gli infortuni, contro Pordenone mancavano Rosucci e Boni, oltre alle solite quattro, siamo sempre al terzo posto, grazie al buon lavoro di Milena Bertolini, ma se avessimo avuto la squadra al completo ce lo saremmo giocato anche noi. Il rammarico è per la sconfitta con il Tavagnacco, nella trasferta di Napoli vincevamo fino ai minuti finali e nelle due partite con il Bardolino si poteva fare di più. Quest’anno era l’anno giusto. Abbiamo il diritto di crederci fino in fondo, sperando che davanti perdano qualche punto per strada”.






