Home Altro Enti Sportivi

Calcio Uisp: al centro le persone e il valore sociale dello sport

Parlare di calcio senza calcio.

E’ un bell’esercizio di stile, utile forse a lenire l’astinenza forzata di calcio giocato e visto. Ma, come è facile constatare, il calcio dei supercampioni trova il modo di cannibalizzare l’informazione sportiva anche in questi giorni tristi di crisi Coronavirus. Chi paga gli stipendi? Quando si riparte? Chi decide? Come si riparte? Se ne dicono e se ne leggono di tutti i colori.

E’ di lunedì un articolo firmato da Andrea Ramazzotti sul Corriere dello Sport Stadio in cui si riporta la proposta di Claudio Ranieri, allenatore della Sampdoria, di portare a 5 le sostituzioni in Serie A…
“Apprendiamo con piacere questa notizia – dice Alessandro Baldi, responsabile nazionale Uisp Calcio – Siamo contenti che la Serie A stia vagliando l’ipotesi di aumentare il numero delle sostituzioni: in Uisp sono ormai 10 anni che le nostre associazioni possono effettuare 7 sostituzioni all’interno di una gara ufficiale di Calcio a 11”.

Qual è stata la motivazione che vi aveva spinti ad essere precursori?
“Beh, la ratio che aveva portato il gruppo di lavoro dell’allora Calcio Uisp Nazionale ad aumentare a 7 le sostituzioni era stata quella di permettere a tutti i giocatori che venivano inseriti in lista gara (in Uisp 11 titolari e 7 calciatori in panchina, n.d.a.) di poter prendere parte all’incontro, dall’inizio o a gara in corso… In pieno spirito Uisp ed in linea con il nostro motto, ovvero Sportpertutti. Quindi un allenatore di un campionato amatoriale, se avesse voluto, avrebbe potuto schierare tutti i componenti della distinta, dando appunto la possibilità a tutti di poter giocare almeno uno spezzone di gara”.

E’ un momento non facile. Lo sappiamo. Ci conviviamo ormai da un mese e mezzo. Gli sport sono fermi… E non solo loro… Anche nelle nostre teste c’è il desiderio di ritornare sui campi, nei nostri cuori c’è la voglia di farlo. Con le motivazioni di sempre: divertirsi, fare attività sportiva e stabilire relazioni, in maniera libera e disinteressata. Sono motivazioni base, istintive, che non riempiono le colonne dei giornali. Pazienza, anche se non fanno notizia rappresentano il pensiero autentico di centinaia di migliaia di praticanti e di società sportive del territorio che tengono in piedi l’intero mondo del calcio. E’ bene ricordarlo a chi, anche in questi giorni, continua a pensare che sia l’esatto contrario: ovvero che il baricentro del sistema sia il calcio stellare, quello degli affari e delle plusvalenze. Non è così e gli argomenti di questi giorni ci confermano questa tesi.

Per questo il Calcio, e l’intera Uisp, al primo posto mettono la salute delle persone e la consapevolezza che sarà possibile tornare a giocare e a praticare sport solo quando saremo sicuri che la nostra salute non sarà più in pericolo. In questi giorni cerchiamo di tenerci in forma con le proposte che ci vengono dagli insegnanti e operatori Uisp di tutta Italia, attraverso i video tutorial della campagna “La palestra è la nostra casa”.

“Siamo in costante contatto con il presidente nazionale Uisp Vincenzo Manco e manteniamo collegamenti con le autorità preposte, a livello nazionale e territoriale. Vogliamo fortemente tornare a calcare i campi di calcio, ma la nostra priorità è la salvaguardia della salute dei nostri associati. E’ notizia di ieri la sospensione di tutti i Campionati e le Rassegne Nazionali sotto l’egida dell’isp previsti per maggio 2020. Anche la nostra manifestazione “Coppa Nazionale e Rappresentative”, in programma dal 15 al 17 maggio sulla Riviera di Rimini, conseguentemente, è rinviata. E’ stata una decisione dolorosa, per quanto abbiamo lavorato nella preparazione della manifestazione, ma siamo altrettanto consapevoli che fosse l’unica strada da perseguire in questo momento, per il bene di tutti.”

“Stiamo vivendo un momento delicato – prosegue Baldi – è meglio prenderci il tempo necessario sapendo che anche in futuro, molto probabilmente, dovremo imparare a convivere con emergenze simili a questa. Tanto vale ripartire tutti quando ce ne saranno le condizioni, come ha detto anche Franco Carraro in una recente intervista, parlando al calcio dei superprofessionisti. Mi auguro che sia un principio che valga per tutti, che ci aiuti, tutti insieme, a rimettere al centro il valore sociale che lo sport, in questo caso il calcio, ricopre. Dobbiamo mettere davanti a tutto e tutti la salute dell’atleta. Essere ligi di fronte alle disposizioni del governo e del ministero della Salute prima di pensare di ripartire. Aggiungerei, anche sentita la base del nostro tessuto associativo, ovvero i Settori di attività territoriali e le società sportive, anche e soprattutto in base a quelle che sono le loro peculiarità”.

Come vedi il futuro del Calcio Uisp?
“In questo momento facciamo fatica a fare previsioni: realisticamente, però, non sarà più tutto come prima, almeno nella prima fase di riavvicinamento allo sport. E quello che posso dire ora è che stiamo lavorando assieme al Gruppo di lavoro Calcio Uisp Nazionale, composto da tutti i responsabili Calcio regionali, per ipotizzare gli scenari e le eventuali precauzioni che dovremo prendere tutti per poter tornare a disputare in assoluta serenità e sicurezza i nostri campionati di calcio, quando le autorità competenti ci daranno l’ok”. (di Roberto Rodio)

www.uisp.it