Genova – In merito alla notizia delle ultime ore riguardo la riorganizzazione degli ospedali e la riduzione dei punti nascita in Liguria, in particolare quello che interessa il Villa Scassi di Sampierdarena, interviene la consigliera comunale del Partito Democratico Cristina Lodi: «In una Regione e in una città in cui già ci sono importanti problemi di denatalità, pare si stia andando verso una riduzione dei punti nascita negli ospedali – dichiara la consigliera – Se il nuovo Piano Socio-Sanitario fosse ben organizzato e pensato, i servizi territoriali a sostegno della maternità pre e post parto andrebbero potenziati e implementati, non ridotti.
E in questa riorganizzazione pare esserci anche il Villa Scassi di Sampierdarena, ospedale di fondamentale importanza perché copre anche i territori della Val Polcevera e della Valle Scrivia, che non hanno un ospedale a cui appoggiarsi, se non lo Scassi appunto. Se nella decisione fossero coinvolti i sindaci, le Asl, le organizzazioni sindacali, gli ordini professionali, gli operatori, le associazioni del territorio si conoscerebbe l’importanza di mantenere aperti e attivi i punti nascita e si saprebbe che ogni anno nascono dai cinque ai dieci bimbi in automobile. Forse al presidente Toti è sfuggito che l’ospedale Villa Scassi ha una maternità di eccellenza, che segue i bambini anche dopo la nascita con le loro mamme, in una zona in cui c’è anche un alto tasso di donne giovani e straniere.
In qualità di vicepresidente della Commissione Welfare, ho formulato la richiesta di una commissione consiliare che dia risposte sul futuro della sanità a Genova, partendo dall’analisi della conferenza dei Sindaci della Asl 3 e dai bisogni dei cittadini. Con una lettera all’assessore Rosso, chiederò inoltre di convocare una conferenza dei Sindaci, perché è giunto il momento di dire basta alla gestione di una sanità che toglie i servizi e non parte dai bisogni».







