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Crusaders Cagliari: impegno importante a Varese

Crusaders Cagliari
Gorillas Varese - Crusaders Cagliari (Locandina di Battista Battino)

Ultimo appuntamento di regular season per i Crusaders Cagliari nel campionato Nine Football League organizzato dalla FIDAF. La squadra allenata da Tim Tobin sarà impegnata a Varese in casa dei Gorillas.

VIAGGIARE DI QUESTI TEMPI È SEMPRE UN’AVVENTURA

La regular season si appresta a terminare per tutte le ventuno franchigie partecipanti all’edizione 2024 della Nine Football League. Dopodiché si comincerà a fare sul serio soprattutto per coloro che non nascondono i pensierini rivolti al podio più alto. Il team campidanese ha sicuramente tante carte da giocare anche nel secondo step stagionale, conquistato la scorsa domenica andando a violare il Blitzfield di Ciriè. Ma nessuno si deve sentire appagato, anche perché c’è da consolidare la seconda posizione che abbisognerebbe di un congruo punteggio per poter fare la voce grossa con le vicecapoliste degli altri quattro gironi. E gli arcigni Gorillas, in fase ascendente, non avranno nessuna intenzione di spalancare le paratie ai comunque straripanti attaccanti ospiti.

Il presidente Emanuele Garzia pensa nervosamente alla trasferta nel Varesotto, per due aspetti principali. Il primo riguarda la sfida in sé, perché vincere è di fondamentale importanza: “La settimana è volata – afferma – e i ragazzi, nonostante i due incontri ravvicinati, si sono preparati al meglio presenziando costantemente agli allenamenti. L’head coach Tim Tobin, con i suoi modi affabili ma categorici ha fatto capire che i Gorillas si possono battere solo con una grande applicazione sviluppando dettagli nodali che si spera siano stati recepiti al meglio”. L’altro fattore che sta creando grossi scompensi umorali al rappresentante legale sardo è il viaggio di rientro perché a causa della carenza di voli per l’isola, la numerosa comitiva sarà costretta a bivaccare in aeroporto sino alle sette del mattino, orario del primo volo per Cagliari. “La situazione precaria della continuità territoriale provoca questo e altro – commenta amaramente Garzia – e basta che un migliaio di tifosi decidano all’improvviso di imbarcarsi al seguito del Cagliari Calcio per creare forti scompensi nelle prenotazioni dei voli. Anche noi ne stiamo pagando le conseguenze ma sono contento che i ragazzi abbiano compreso e si siano adattati. Punteremo sicuramente a consumare un banchetto prolungato che ci consenta di stare svegli e allegri fino alla partenza. Certo, qualcuno crollerà per la stanchezza accumulata, ma a Linate non mancano gli spazi per improvvisare delle pennichelle ristoratrici”.

 

9FL – NINE FOOTBALL LEAGUE 2024 FIDAF
WEEK 12
VARESE – Jungle Field Nicolò De Peverelli – via Via Sette Termini – 19/05/2024 – Ore 14:30

GORILLAS VARESE – CRUSADERS CAGLIARI

 

TIM TOBIN: “CI STIAMO ALLENANDO BENE”

La classifica del girone C è divisa in due tronconi. Nel primo Rams e Crusaders dominano con quattro successi e una sconfitta a testa, ma il club meneghino, a patto che batta i Blitz, conserverebbe la leadership per migliore differenza punti negli scontri diretti con i sardi. Le altre due partecipanti chiudono la graduatoria con una vittoria e quattro ko cadauna. I varesini hanno rimediato alla disfatta casalinga con la franchigia ciriacese, andando a riscattarsi in Piemonte, dopo una gara molto convincente che ha denotato grossi passi in avanti. Certo, a Cagliari ebbero poche possibilità di sfogo, attorniati da una formazione particolarmente in palla reduce, tre settimane prima dal brillante esordio con i blasonati arieti. Ma è giusto resettare quella encomiabile gara e pensare al presente. E l’head coach Tim Tobin non si stanca di ripetere i soliti refrain madidi di umiltà e costrutto. Sentito a due giorni dalla partenza si è espresso così: “La squadra si sta allenando molto bene. Lunedì abbiamo utilizzato le protezioni complete con tanto di scrimming: è stato uno dei migliori allenamenti mai svolti. Ci stiamo concentrando sull’esecuzione delle tecniche e sul mantenimento dello slancio, un compito che dovrà essere osservato dalla OL e dalla DL. Stiamo diventando una squadra più forte. Domenica ci impegneremo a fermare la corsa avversaria e impossessarci della palla. Così facendo avremmo la partita in pugno”. Non si piange addosso quando pensa di non poter contare su due veterani di lusso come Stefano Murgia e Matia Pisu: “Ora la formazione è ancor più ringiovanita – continua Tobin – ma mi consola pensare che torneranno presto a nostra disposizione”. L’applicazione dei “piccoli” lo riempie di entusiasmo: “I giovani imparano ad ogni allenamento, è bello vederli particolarmente partecipativi. Ogni settimana miglioreremo”.

NON È UNA SEMPLICE CATENA QUELLA CHE LEGA L’AVVOCATO ALDO LUCHI AL SODALIZIO CAGLIARITANO

Il suo mai reciso rapporto con i crociati si tramuta in catena, quasi a simboleggiare i tratti di concordia e fedeltà che quello strumento instilla tra gli appassionati del football. Certo è che per Aldo Luchi, come tanti altri professionisti di grido che hanno gravitato attorno ad una palla ovale lo spirito di squadra li ha aiutati a sapersi barcamenare negli intricati labirinti della vita quotidiana. L’ex insider linebacker dalla maglia #57 si fa valere tra le aule dei tribunali, ma in città è noto anche per aver ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, di cui è stato anche consigliere e segretario. Ma ha anche un “forte debole” per chi lotta strenuamente nella società per vedersi riconosciuti diritti civili apparentemente sacrosanti. E lo si capisce dal suo attivismo sfrenato nell’ambito della associazione Luca Coscioni, sezione di Cagliari, di cui è presidente. Ma dalla chiacchierata con lui si capiscono tante altre cose.

Aldo, come è nata l’idea di collaborare a bordo campo con questa mansione?

Essendo uno dei folli che a dicembre 1990 fondarono la squadra, non potrei allontanarmene: è una famiglia. La spinta a collaborare in campo nasce proprio da questo sentimento. Una famiglia si regge sul contributo di tutti, secondo le loro possibilità.

In che periodo hai vestito la maglia dei Cru?

Dal 1990 al 1994. Cioè 30 anni – e 30 kg – fa. L’ultima stagione ho anche “allenato” la difesa. Ho ricordi meravigliosi di tutti gli anni in cui ho giocato e l’amicizia che ancora oggi rimane intaccata con quelli che allora erano i miei compagni ne è la migliore testimonianza.

Mi elenchi gli onori e gli oneri nell’essere addetto alla catena?

L’addetto alla catena è una figura essenziale per la crew arbitrale. Tantissime volte la decisione sulla chiusura o meno del down dipende da centimetri che soltanto la catena consente di misurare con precisione. E dalla chiusura di ogni singolo down può dipendere l’esito del match.

Assisti alle gare casalinghe stando a stretto contatto con le squadre ospiti. Che commenti curiosi e coloriti si sentono lungo quel tratto di campo?

Il football, come il rugby, è caratterizzato da un solidissimo fair play e da una immensa competitività. Queste caratteristiche si ritrovano anche sulle sideline. È rarissimo sentire commenti fuori luogo. Al contrario, sono tutt’ora in contatto con allenatori o giocatori di altre squadre conosciuti durante una partita.

Come hai reagito all’unica sconfitta dei Cru dopo che li hai visti battere i Rams alla prima casalinga?

Siamo una squadra giovane con grandissime potenzialità che i ragazzi stanno dimostrando con autorevolezza sul campo. I RAMS erano la squadra più accreditata del girone e averli battuti nella prima partita è stato una immensa soddisfazione. La sconfitta a casa loro ci stava assolutamente e ogni sconfitta consente di fare tesoro degli errori che si sono commessi, come hanno fatto loro.

Dove possono arrivare i Cru quest’anno?

Ovviamente possono arrivare in finale. Tim Tobin ha impresso alla squadra una grandissima versatilità, una grande sintonia e tantissimo carattere. E i risultati si vedono anche in termini di statistiche. Il QB Michele Meloni è uno dei giocatori con il maggior numero di yards completate nei lanci, tanto per fare un esempio.

Mi sintetizzi un po’ le tappe che più ti sono piaciute della tua carriera forense?

Sicuramente l’impegno nelle istituzioni e nella politica forense sono stati i momenti più esaltanti. Ma anche tante soddisfazioni in aula le ricordo con grande piacere.

Sei molto sensibile alla salvaguardia dei diritti civili, da cosa nasce questa vocazione? E trovi qualche similitudine tra la militanza nei Cru e la voglia di lottare per un mondo migliore?

La sensibilità per i diritti civili nasce dalla passione per il mio lavoro e dalle mie esperienze personali. Credo fermamente nella tutela generalizzata dei diritti. La similitudine che hai fatto è certamente azzeccata. Quanto meno nel senso che giocare a football ti insegna a enfatizzare il lavoro di squadra in cui ci si sostiene tutti e si lavora tutti per lo stesso fine. Se consideri la società come una grande squadra, applichi naturalmente la stessa idea.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Sì. Neppure nei miei sogni più sfrenati avrei immaginato che i CRU diventassero quello che sono oggi. E di questo ringrazio tutti quelli che hanno contribuito in ogni modo.