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DAKAR 2012 N. 16

La grande festa di Lima La Plaza de Armas di Lima addobbata a festa ha accolto i “superstiti” della Dakar per la meritata passerella dopo due massacranti settimane. Tre paesi attraversati, 8400 chilometri percorsi, soprattutto una Dakar durissima, come non si ricorda da anni. La maratona sudamericana ha confermato una volta di più di essere l'evento motoristico più duro al Mondo e le 100 moto al traguardo sulle 186 partite da Mar del Plata il 1° gennaio rinnovano ancora una volta il mito della Dakar.

E finalmente anche Alain Duclos può togliere il casco ed esultare sul podio di arrivo. Per lui le cose non sono andate benissimo, un problema di alimentazione lo ha estromesso dalle posizioni che contano nella settima tappa, ma il franco/maliano ha dimostrato, soprattutto nelle prime giornate, di essere in grado di portare la sua Aprilia RXV nelle posizioni che contano.

Dal giorno di riposo in poi Alain aveva ovviamente ridotto le sue ambizioni e l'obiettivo primario è diventato quello di terminare la Dakar con lo stesso motore con il quale era partito dall'Argentina. E l'affidabilità del bicilindrico Aprilia è stata totale, Duclos è stato l'unico pilota “factory” a non cambiare motore e molto probabilmente l'unico che non ha mai smontato il motore dal telaio.

Resta anche il rammarico per l'incidente di Francisco Lopez. Fino a quel momento “Chaleco” aveva dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, di essere forse l'unico in grado di contrastare il “duopolio” Coma/Despres. Pur non essendo in buone condizioni fisiche Chaleco ha comunque vinto una tappa, la sesta della sua carriera alla Dakar.

Alain Duclos: “Anche questa Dakar è finita, sono contento di essere all'arrivo anche se ovviamente speravo in un risultato migliore. La Dakar è sempre una grande esperienza di vita, un'avventura appassionante. E sono anche contento di avere scoperto un nuovo paese che ci ha accolto con grande calore. Da domani inizierò subito a pensare alla Dakar 2013.”