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Dalla fattoria alla tavola: come trasformare un casale in un agriturismo

Dalla fattoria alla tavola: come trasformare un casale in un agriturismo
Dalla fattoria alla tavola: come trasformare un casale in un agriturismo

Molte persone sognano di abbandonare la frenesia delle città e di cambiare vita, magari avvicinandosi alla natura. Per farlo, non c’è niente di più adatto che prendere un casale e trasformarlo in un agriturismo di successo.

Si parla di un’attività destinata a regalare molte soddisfazioni, soprattutto perché oggi sono numerosi i turisti che apprezzano le vacanze sostenibili e immerse nella natura. La genuinità dei prodotti alimentari coltivati in loco, inoltre, consente anche di godersi una tavola sana e frutto del proprio sudore della fronte. Ecco perché oggi vedremo insieme come trasformare un casale in un agriturismo.

Come trasformare un vecchio casale in un agriturismo

Chi possiede un vecchio edificio in campagna può trasformarlo in un agriturismo e dunque utilizzarlo per avviare un’attività piuttosto redditizia. Basti pensare che solo nel ponte del 25 aprile in Campania ben 10 mila visitatori si sono diretti verso gli agriturismo. In alternativa, dato che si tratta di case abbandonate, è possibile trovarne diverse sul mercato ad un prezzo a dir poco concorrenziale.

Ovviamente si dovrà comunque investire una cifra molto ampia per i lavori di ristrutturazione, dato che con tutta probabilità bisognerà creare ex novo l’impianto idrico e quello per il riscaldamento. 

In base alle condizioni del casale, potrà volerci più o meno tempo per effettuare questi lavori, soprattutto se si parla del già citato riscaldamento. Di contro, è comunque possibile farsi un’idea a riguardo consultando la guida di Acea sui tempi per l’allaccio del gas, così come sugli step da seguire.

Chiaramente la progettazione dell’edificio dovrebbe essere affidata a un architetto con esperienza pregressa nel settore. La consulenza di un commercialista è invece indispensabile per affrontare gli step imposti dalla legge e dal fisco quando si apre una nuova attività.

Infine, si consiglia di dedicare una particolare attenzione all’allestimento della cucina, all’arredo e alla scelta di uno stile preciso (come il rustico, ad esempio).

Gli adempimenti burocratici da affrontare

Molto dipende dal comune in cui si intende aprire l’attività agrituristica, dato che occorrerà ricevere il via libera dalle autorità competenti. Inoltre, bisognerà preparare tutti i documenti relativi al rispetto delle norme igienico-sanitarie, considerando che il locale ospiterà anche una cucina.

Naturalmente, per quel che riguarda la posizione fiscale, chi avvia un agriturismo dovrà aprire una partita IVA, iscriversi alla camera di commercio, aprire una posizione INPS e infine iscriversi al registro degli operatori agrituristici. 

Come detto, trattandosi di step delicati e non semplici, è sempre opportuno farsi seguire da un bravo commercialista, per evitare di commettere errori o distrazioni che potrebbero pesare in seguito.

Ci sono anche certe leggi che riguardano l’immobile e un prezioso aiuto per raccogliere informazioni lo fornisce il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. In sintesi, ci sono molti aspetti che devono essere considerati, alcuni dei quali prioritari e delicati.