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Dalla Val Passiria a San Genesio: il calore dell’accoglienza contadina

Passeggiata tra i Masi degli Scudieri

Risalgono al Medioevo queste residenze nobiliari che si distinguevano dalle tradizionali case in legno della Val Passiria perchè costruite in pietra, come i castelli. I nobili scelsero la valle per la breve distanza dal Castello Tirolo; molti dei masi erano però riservati ai valligiani al servizio dei conti del Tirolo che, in cambio della loro fedeltà alle armi, furono esentati dal pagare le tasse e nominati “scudieri”, un riconoscimento che procurò loro diversi privilegi nobiliari, la libertà di praticare la caccia e la pesca e di portare la spada. Il sentiero che tocca i Masi degli Scudieri, di facile percorribilità e adatto a tutti, si snoda tra prati, boschi e punti di sosta panoramici, in un percorso circolare che termina con una passeggiata lungo il Passirio.
Se volete restare immersi in questa storia antica, potete scegliere di soggiornare al Maso dello Scudo (Schildhof) Ebion, a San Leonardo in Passiria, dove, oltre a beneficiare di una calda accoglienza contadina cui si unisce una graditissima offerta fitness, potrete ricevere tutte le informazioni sull’escursione tra i masi.
Se siete in moto, non potete perdervi le meravigliose curve del Passo di Monte Giovo, poco oltre i 2000 metri; dopo la prima infornata di tornanti vertiginosi, se amate le chiesette di montagna, mettete il naso in quella di Sant’Ippolito, in frazione Le Coste, per ammirare gli affreschi gotici risalenti al 1380. Tornati a San Leonardo, godetevi l’altra magnifica salita al Passo del Rombo: di là i ghiacciai dell’Austria, di qui il corso del giovanissimo Passirio che segna il confine orientale del Parco Naturale di Tessa.
La conca di Merano

La bassa Val Passiria si allunga da San Leonardo a Merano. La città, sulle pendici del Gruppo di Tessa, si trova alla confluenza di tre valli: la Val Passiria, la Val Venosta e la Val d’Ultimo, che creano quella che viene definita la Conca di Merano, abbracciata da montagne altissime.
Prendetevi il tempo per oziare in città, tra i giardini e i caratteristici edifici porticati – c’è proprio la Via dei Portici; fate un giro in una tipica birreria o in una pasticceria; soffermatevi davanti a una delle tante esibizioni estive delle bande, poi godetevi con tutta calma le meravigliose passeggiate che la città offre, da quella lungo il Passirio alla più nota passeggiata Tappeiner, circa sei chilometri sotto il Monte Benedetto, che conducono fino a Castel San Zeno. E se piove? Infilatevi in un museo! Curioso il Turiseum, il museo del turismo inaugurato nel 2003 che mostra l’evoluzione storica del turismo in Alto Adige. Il più antico della regione è, invece, il Museo Civico, ora ospitato nella sede barocca di Palais Mamming: 27 sezioni tracciano i diversi aspetti della storia meranese e tirolese, dalla preistoria all’arte moderna.
E la pausa pranzo? Ancora in un maso, naturalmente. Spostatevi a Scena, nota soprattutto per il suo castello risalente al 1350, che ospita nelle sale rinascimentali la collezione privata del combattente sudtirolese Andreas Hofer, oltre ad armi antiche, quadri e ritratti.
L’osteria contadina Zmailer-Hof si trova nei pressi di Scena, sopra la Conca di Merano, e vale la visita per il menù di sapori strettamente locali, ma anche per l’incredibile vista su Merano e sulla Valle dell’Adige. Tutto qui? No; alcune parti del vecchio maso sono state poste sotto tutela storico-artistica: scoprite voi stessi perchè!
La Val d’Ultimo e i larici millenari

Santa Gertrude è l’ultima, piccola, idilliaca località della Val d’Ultimo, prima della salita finale al minuscolo lago di Fontana Bianca, sotto il Rifugio Canziani. Proprio a Santa Gertrude c’è il Maso Oberhausgut, punto di partenza di magnifiche escursioni più o meno impegnative, per esplorare la valle in lungo e in largo, all’ombra delle vette dell’Ortles. Ma soprattutto è da qui che dovete partire se volete andare alla scoperta dei famosi larici millenari, inseriti nel patrimonio Unesco: i boschi che circondano Santa Gertrude ne sono ricchi.
Poi discendete la valle; a San Nicolò visitate il Museo Etnografico, per immergervi nella storia della valle e della civiltà contadina. Sostate al lago artificiale di Zoccolo, dove potete pescare o fare immersioni nelle acque purissime; attorno al lago, da anni in luglio si svolge una tradizionale Corsa dei Masi. Prima di raggiungere Santa Valburga, fermatevi al Maso Raffeinhof, ammirate il panorama sulla valle, quindi prendete posto in terrazza o in una delle stube e lasciatevi trasportare dagli schietti sapori della cucina locale preparata con materie prime di produzione propria. Potete raggiungere il maso a piedi, dal paese, con una bella passeggiata di 50 minuti lungo il sentiero n. 10, che passa accanto al mulino Breitenberg.
A San Pancrazio cercate la “casa sulla roccia”, l’unica rimasta in piedi in seguito all’inondazione del 1882; quindi scendete a Lana, imboccate il ponte che attraversa l’autostrada e l’Adige e raggiungete Gargazzone. Sorpresa: qui potete degustare tanti derivati dalla trasformazione delle mele (succhi, composte, sciroppi e sidro di mela), ma, soprattutto, l’unico spumante di mela fermentato in bottiglia. Dove? Al Maso Sandwiesen-Hof che ha come attività principale proprio la frutticoltura. Se andate alla ricerca di una location che cura al massimo il comfort con un occhio di riguardo all’ambiente, qui avete l’opportunità di alloggiare in due appartamenti costruiti secondo i criteri dell´edilizia biologica e che si sono fregiati del marchio qualità “CasaClima Welcome”.
San Genesio e il Salto

Chiudete il giro sull’Altopiano del Salto, con i suoi prati verdissimi e, ancora, larici che in autunno si trasformano in una meravigliosa tavolozza di colori tra i toni del rosso e del giallo. Potete salire al Salto con la funivia che porta da Vilpiana a Meltina o, se vi spingete fino a Bolzano, con la funivia che parte nei pressi di Castel Roncolo e sale a San Genesio. Se non volete camminare, potete scegliere di esplorare il Salto in sella a un avelignese, la “bionda” e robusta razza locale. In ogni caso, esplorate! Se partite da San Genesio, il Salto vi stupirà con 12 leggende che incontrerete man mano, come in una fantastica caccia al tesoro. Potete trovare cavalli disponibili per passeggiate, ma anche carrozze e slitte trainate dai cavalli – oppure imparare i primi rudimenti in sella – al Maso Oberfahrerhof, che offre programmi anche per bambini. Bolzano, la metropoli, è a un passo; ma, che dire, sembra più bella vista dal Salto!
Informazioni

www.gallorosso.it

http://www.meteweekend.it