Aveva 61 anni. Nel 1989 conquistò il secondo posto nel Mondiale Rally alle spalle di Miki Biasion
Il mondo del rally italiano è in lutto per la morte di Alex Fiorio. Il pilota, figlio di Cesare Fiorio, aveva 61 anni ed era malato da tempo.
Fiorio è stato uno dei protagonisti della stagione più importante della Lancia nei rally. Il risultato più prestigioso arrivò nel 1989, quando chiuse il Campionato del Mondo al secondo posto dietro a Miki Biasion.
Quella stagione rappresentò il vertice della sua carriera. Fiorio raccolse complessivamente 65 punti e nove podi, con sei secondi posti e tre terzi.
Dagli sci al volante della Lancia
Prima delle auto c’era stato lo sci. Fiorio aveva conquistato un titolo italiano e aveva fatto parte della squadra B di slalom gigante.
Un infortunio lo costrinse però a interrompere l’attività agonistica sugli sci. Il passaggio ai rally arrivò negli anni Ottanta.
La passione per le auto crebbe anche grazie al padre Cesare Fiorio, allora ai vertici della Lancia. L’esordio avvenne con una Fiat Uno.
Nel 1985 Alex vinse il Torneo Uno. Il successo gli permise di partecipare ad alcune gare del Campionato del Mondo.
La carriera proseguì con la Delta del Jolly Club. Al Rally 1000 Laghi, oggi Rally di Finlandia, conquistò il titolo mondiale Gruppo N.
Il dramma del Rally di Monte Carlo
Il 1989 fu anche l’anno del tragico incidente al Rally di Monte Carlo. Durante la quinta prova speciale, la Lancia di Fiorio uscì di strada e travolse alcuni spettatori.
L’equipaggio formato da Fiorio e Pirollo rimase illeso. L’incidente provocò però la morte di due persone.
Fiorio continuò a gareggiare ai massimi livelli. Nel 1990 conquistò il suo ultimo podio nel WRC al Rally d’Australia. Chiuse inoltre il campionato al nono posto.
Dopo il ritiro della Lancia dalle competizioni, disputò una breve esperienza nei rally con la Ford.
L’esperienza nel Motomondiale
La carriera di Fiorio proseguì anche lontano dai rally. Nel 2000 assunse il ruolo di team manager della Honda Benetton Playlife Racing Team nella classe 125 del Motomondiale.
In quella stagione lavorò con Masao Azuma, Mirko Giansanti e Stefano Bianco. Il team conquistò il titolo costruttori.
Dal 2001 al 2004 Fiorio fu invece team manager del BMW Cibiemme Team nel campionato FIA Super Produzione e Turismo.
Negli ultimi anni aveva continuato a raccontare la propria esperienza nel mondo dei motori anche sui social network. I suoi contenuti erano dedicati alla guida e alle esperienze maturate al volante.
La notizia della sua scomparsa ha raccolto numerosi messaggi di cordoglio da parte degli appassionati. Fiorio lascia il padre Cesare, la madre Francesca, il fratello Cristiano, la sorella Giorgia, la moglie Oxana e le figlie Mariapaola e Francesca.







