Diario di viaggio VII giorno a Poznan per Italia-Croazia
La sveglia è alle sette, una colazione rapida, il tempo di chiudere la valigia e si va a prendere il bus direzione stazione. Il treno parte puntuale, questa volta si tratta di una carrozza pulmann, comoda, il cielo però e plumbeo e dopo pochi minuti inizia a scendere una pioggia battente che ci accompagnerà fino a destinazione, Poznan. La nuova super stazione, tanto decantata dall'otganizzazione, e' una mezza delusione, per quel che e' costata… Depositiamo i bagagli dopo aver preso sciarpa, bandierone e maglia, che indosso sopra un maglioncino con le maniche lunghe, fa infatti freddo e tira un vento fastidioso e gelido. Di italiani se ne vedono pochissimi in giro, i croati invece, tutti colorati, si vedono eccome.
Prendiamo un tram per andare in centro, si scende davanti alla fans zone, anche qua si vede solo del bianco e rosso…
Ma quello che mi colpisce e mi inquieta, appena mettiamo piede nella grande e monumentale piazza del mercato vecchio, e' vedere un 'autentica marea croata, sono dappertutto, nella piazza, nelle vie circostanti, nelle decine di dehors, sono migliaia, cantano, ma soprattutto, bevono.
Per la prima volta, da quando seguo gli azzurri, mi sento a disagio e non tranquillo, sciarpa e bandiera restano nelle tasche, ovunque ti giri vedi tipi grandi e grossi, con facce da galera, solo vent'anni fa molti questi, miei coetanei combattevano una tra le più feroci guerre del XX secolo, fratricida….
Ci allontaniamo nelle vie secondarie, c'e' più calma, ci fermiamo nella chiesa dei Gesuiti, uno dei più imponenti esempi di barocco in Polonia.
Si bighellona ancora un po, poi decidiamo di prendere il tram perlo stadio.
Lungo il percorso, davanti all'Hotel Sheraton, vediamo il bus pronto a portare gli azzurri alla partita.
Finalmente allo stadio, nel suo grande piazzale, si vede qualche gruppo di italiani, si entra dopo le solite perquisizioni, il Doc é costretto a buttare il suo bel fischietto con bussola, chissà perchè, visto quel che succederà nel secondo tempo.
Occupiamo i nostri posti tra metacampo e area di rigore, ottima vista questa volta , ma dalla nostra parte lacurva ha un piano in meno e vi si infila un vento freddo e violento.
Lo stadio si riempie lentamente, il rapporto è imbarazzante, italiani forse tre-quattromila, croati più prossimi ai venti che ai quindicimila! Inganniamo il tempo mangiando una baguette pizza con senape e con una Carlsberg analcolica, come normale all'interno degli impianti sportivi, peccati che quelli là si siano bevuti migliaia di litri di birra vera e super alcolici d'ogni tipo.
Dopo la suggestiva coreografia iniziale si va con gli inni, impressionante quello cantato a squarciagola dal popolo croato, quando tocca a noi ci diamo dentro come passiamo, oggi cantiamo tutti con piú trasporto, cuore ed orgoglio…
Poi si parte con gli stessi azzurri visti con la Spagna e con lo stesso copione, giochiamo bene e creiamo tanto senza peró concretizzare.
Ci prova subito Balotelli con una bella girata nel cuore dell'area con la sfera fuori d'un soffio, poi è Marchisio con un tiro da fuori che termina appena alto, la squadra si muove bene, la Croazia soffre e si limita a controllare, ci prova ancora Balotelli, questa volta il portiere si salva di istinto, se un appunto si può fare agli azzurri è di sbagliare troppe rifiniture, come quando Cassano si beve tre difensori in area e al momento decisivo si vede rimpallare la sfera.
Dal ventesimo abbassiamo i ritmni e la Croazia mette il naso fuori, Buffon para a terra iun tiro telefonato e controlla un paio di cross.
Nel finale di tempo l'Italia esce fuori, dopo un paio di situazioni mal sfruttate, sembra fatta quando Marchisio viene servito in area, ma esita quel tanto che basta al portiere per respingere la prima conclusione debole e vanificare con un un mezzo prodigio la successiva ribattuta.
L'Italia arttacca ancora, conquista un corner e poi una punizione dal limite, tira Pirlo che supera la barriera, il portiere parte tardi e può solo accompagnare la sfera in gol, esplodiamo come matti, i croati finalmente tacciono per un po'.
La ripresa vede gli azzurri ancora in controllo , ma sempre troppo leziosi, vengono vanificati un paio di contropiede in superiorità numerica.
Poi ancora una volta dal 65° la squadra va in riserva, Prandelli fa cambi banali e non giusti, Montolivo per Motta, poi Di Natale per Balotelli, infine Giovinco per Cassano, e la Croazia, sospinta dai suoi fans sale in cattedra, inizia ad attaccare a testa bassa.
I tifosi croati lanciano bengala fumogeni in campo, partita sospesa per qualche istante e altoparlante che minaccia sanzioni penali in italiano prima che in croato, pusillanimi!!!
Mischie paurose davanti a Buffon e tiri das lontano che sfiorano i pali, poi un traversone supera un mal piazzato Chiellini e pesca Mandukovic tutto solo, lo stop è perfetto , il tiro un po' meno ma prende il palo interno e gonfia la rete per il pareggio e il boato terrificante dei fans croati, è una bolgia ora.
L'Italia ci prova con un tiro di Montolivo che il portiere respinge e, dopo un intervento di Buffon da brivido, p'roprio all'ultimo istante una splendida azione di Montolivo , chiusa da un assist al bacio per un accorrente azzurro è vanificata da Di Natale, spalle alla porta, che gli soffia la sfera.
Finisce con un per noi deludente pareggio, che ci allontana dalla qualificazione e ci lascia l'amaro in bocca e tanta delusione.
Usciamo mogi dallo stadio, dopo aver tolto bandiera e sciarpa, non si sa mai, questa volta di tram ce ne sono parecchi e saliamo presto, direzione stazione, lungo il percorso siamo costantemente scortati da una camionetta della Policja, paura di scontri forse…
In stazione manciamo un panino a Lecroc e una torta di mele allo Starbuck, con tanta delusione e poca voglia di ridere.
Il treno arriva alle 22.30, ma partirà alle 23.30, nel binario di fronte un treno speciale riporta a Zagabria un migliaio di tifosi croati e tantti altri se ne vanno nei numerosissimi bus che abbiamo visto parcheggiati ovunque in città.
Ci accodiamo nel nostro scompartimento del vagone letto e partiamo alla volta di Cracovia.
Prendiamo un tram per andare in centro, si scende davanti alla fans zone, anche qua si vede solo del bianco e rosso…
Ma quello che mi colpisce e mi inquieta, appena mettiamo piede nella grande e monumentale piazza del mercato vecchio, e' vedere un 'autentica marea croata, sono dappertutto, nella piazza, nelle vie circostanti, nelle decine di dehors, sono migliaia, cantano, ma soprattutto, bevono.
Per la prima volta, da quando seguo gli azzurri, mi sento a disagio e non tranquillo, sciarpa e bandiera restano nelle tasche, ovunque ti giri vedi tipi grandi e grossi, con facce da galera, solo vent'anni fa molti questi, miei coetanei combattevano una tra le più feroci guerre del XX secolo, fratricida….
Ci allontaniamo nelle vie secondarie, c'e' più calma, ci fermiamo nella chiesa dei Gesuiti, uno dei più imponenti esempi di barocco in Polonia.
Si bighellona ancora un po, poi decidiamo di prendere il tram perlo stadio.
Lungo il percorso, davanti all'Hotel Sheraton, vediamo il bus pronto a portare gli azzurri alla partita.
Finalmente allo stadio, nel suo grande piazzale, si vede qualche gruppo di italiani, si entra dopo le solite perquisizioni, il Doc é costretto a buttare il suo bel fischietto con bussola, chissà perchè, visto quel che succederà nel secondo tempo.
Occupiamo i nostri posti tra metacampo e area di rigore, ottima vista questa volta , ma dalla nostra parte lacurva ha un piano in meno e vi si infila un vento freddo e violento.
Lo stadio si riempie lentamente, il rapporto è imbarazzante, italiani forse tre-quattromila, croati più prossimi ai venti che ai quindicimila! Inganniamo il tempo mangiando una baguette pizza con senape e con una Carlsberg analcolica, come normale all'interno degli impianti sportivi, peccati che quelli là si siano bevuti migliaia di litri di birra vera e super alcolici d'ogni tipo.
Dopo la suggestiva coreografia iniziale si va con gli inni, impressionante quello cantato a squarciagola dal popolo croato, quando tocca a noi ci diamo dentro come passiamo, oggi cantiamo tutti con piú trasporto, cuore ed orgoglio…
Poi si parte con gli stessi azzurri visti con la Spagna e con lo stesso copione, giochiamo bene e creiamo tanto senza peró concretizzare.
Ci prova subito Balotelli con una bella girata nel cuore dell'area con la sfera fuori d'un soffio, poi è Marchisio con un tiro da fuori che termina appena alto, la squadra si muove bene, la Croazia soffre e si limita a controllare, ci prova ancora Balotelli, questa volta il portiere si salva di istinto, se un appunto si può fare agli azzurri è di sbagliare troppe rifiniture, come quando Cassano si beve tre difensori in area e al momento decisivo si vede rimpallare la sfera.
Dal ventesimo abbassiamo i ritmni e la Croazia mette il naso fuori, Buffon para a terra iun tiro telefonato e controlla un paio di cross.
Nel finale di tempo l'Italia esce fuori, dopo un paio di situazioni mal sfruttate, sembra fatta quando Marchisio viene servito in area, ma esita quel tanto che basta al portiere per respingere la prima conclusione debole e vanificare con un un mezzo prodigio la successiva ribattuta.
L'Italia arttacca ancora, conquista un corner e poi una punizione dal limite, tira Pirlo che supera la barriera, il portiere parte tardi e può solo accompagnare la sfera in gol, esplodiamo come matti, i croati finalmente tacciono per un po'.
La ripresa vede gli azzurri ancora in controllo , ma sempre troppo leziosi, vengono vanificati un paio di contropiede in superiorità numerica.
Poi ancora una volta dal 65° la squadra va in riserva, Prandelli fa cambi banali e non giusti, Montolivo per Motta, poi Di Natale per Balotelli, infine Giovinco per Cassano, e la Croazia, sospinta dai suoi fans sale in cattedra, inizia ad attaccare a testa bassa.
I tifosi croati lanciano bengala fumogeni in campo, partita sospesa per qualche istante e altoparlante che minaccia sanzioni penali in italiano prima che in croato, pusillanimi!!!
Mischie paurose davanti a Buffon e tiri das lontano che sfiorano i pali, poi un traversone supera un mal piazzato Chiellini e pesca Mandukovic tutto solo, lo stop è perfetto , il tiro un po' meno ma prende il palo interno e gonfia la rete per il pareggio e il boato terrificante dei fans croati, è una bolgia ora.
L'Italia ci prova con un tiro di Montolivo che il portiere respinge e, dopo un intervento di Buffon da brivido, p'roprio all'ultimo istante una splendida azione di Montolivo , chiusa da un assist al bacio per un accorrente azzurro è vanificata da Di Natale, spalle alla porta, che gli soffia la sfera.
Finisce con un per noi deludente pareggio, che ci allontana dalla qualificazione e ci lascia l'amaro in bocca e tanta delusione.
Usciamo mogi dallo stadio, dopo aver tolto bandiera e sciarpa, non si sa mai, questa volta di tram ce ne sono parecchi e saliamo presto, direzione stazione, lungo il percorso siamo costantemente scortati da una camionetta della Policja, paura di scontri forse…
In stazione manciamo un panino a Lecroc e una torta di mele allo Starbuck, con tanta delusione e poca voglia di ridere.
Il treno arriva alle 22.30, ma partirà alle 23.30, nel binario di fronte un treno speciale riporta a Zagabria un migliaio di tifosi croati e tantti altri se ne vanno nei numerosissimi bus che abbiamo visto parcheggiati ovunque in città.
Ci accodiamo nel nostro scompartimento del vagone letto e partiamo alla volta di Cracovia.






