Eventi Feltrinelli Genova dal 25 al 27 giugno:
Mercoledì 25 giugno ore 18
Chiara Ferraris presenta “La signora del Neroli” (Piemme). Interviene Antonella Grandicelli. Letture di Lucia Caponetto.
A Vallebona, paesino sul litorale al confine tra Italia e Francia, si stendono lunghi, quasi infiniti campi di alberi d’arancio amaro. Emma fin da bambina è stata scelta per il delicato ruolo di raccoglitrice, perché ha mani piccole e una mente svelta. Ha sempre amato il suo compito: si inebria del forte aroma dei fiori, macchia le dita dell’olio profumato che la famiglia Fontana distilla, impara sempre più ogni aspetto di un’arte contadina e artigiana. Quest’anno avrà un compito nuovo e difficile: scegliere quali delle sue sorelle parteciperanno alla raccolta. Dovrà guardare le loro mani, valutare se sono piccole e adatte a toccare fiori fragili. Non è facile né piacevole scegliere, ma d’altronde crescere significa assumersi nuove responsabilità. Un’altra novità la attende in questa raccolta ed è l’attenzione che Emma suscita in un ragazzo: Domenico, il figlio dei signori Fontana, che l’ha sempre tormentata con scherzi e giochi e ora, invece, sembra volerle stare vicino per altri motivi. Lo stesso capita con Giordano, cugino di Domenico, molto diverso da lui, appena arrivato da Torino, dove ha studiato per diventare avvocato. La signora del Neroli è una storia di rivalsa e affermazione: pur di difendere la terra e il lavoro che ama, Emma dovrà affrontare l’amore e il contrario dell’amore, subire un destino infausto, e confrontarsi con un ragazzo che si è fatto uomo troppo in fretta, arrogante e violento. Chiara Ferraris, autrice ligure, scrive un romanzo appassionante e ricco di emozioni, raccontando la sua terra con grazia e grande ispirazione.
Nata a Genova, è biologa, insegnante, scrittrice e mamma. Vive in campagna con la sua famiglia. Ama leggere e stare a contatto con la natura. Il suo primo romanzo, L’impromissa, è stato semifinalista al John Fante Opera Prima 2020, selezionato per il Premio Città di Cuneo 2020 e finalista al Premio Letterario Città di Rieti. Ha successivamente pubblicato Anime qualunque (Sperling & Kupfer, 2022) e Lady Montagu, le cicatrici del cuore (Morellini Editore, 2023).
Giovedì 26 giugno ore 18
Andrea Staid presenta “Dare forme al mondo” (Utet) insieme a Maurizio Carucci.
L’attuale congiuntura globale impone una riconsiderazione radicale delle nostre pratiche quotidiane, orientandole verso una sostenibilità che superi la logica economica per abbracciare l’intricata interdipendenza degli ecosistemi ambientali. In un simile contesto, la responsabilità di coloro che intervengono attivamente nella configurazione del mondo materiale si estende oltre la funzionalità e l’efficienza immediata: implica una prospettiva ecocentrica, che riconosca il valore intrinseco del pianeta e della complessa trama di vita che lo abita, includendo non solo le società umane, ma anche le comunità animali e vegetali. Da dove possono trarre ispirazione architetti e designer per andare in questa direzione? Come si può inserire la natura stessa nel processo creati – vo che porta a nuovi progetti e nuove possibilità?
Andrea Staid è un docente di Antropologia culturale e visuale presso la Naba. Ha diretto per Meltemi la collana “Biblioteca Antropologia”. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo Le nostre braccia (Agenzia X, 2011),I dannati della metropoli (Milieu, 2014), Gli arditi del popolo (Milieu, 2015), Abitare illegale (Milieu, 2017), Contro la gerarchia e il dominio (Meltemi, 2018) e Essere natura (UTET, 2022). I suoi libri sono tradotti in Grecia e Spagna e adottati in varie facoltà universitarie.
Venerdì 27 giugno ore 18
Teatro della Tosse legge “Un giorno di fuoco” di Beppe Fenoglio.
«Una cronaca epica e priva di giudizi è il vero marchio di questa raccolta cosí autoriale e potente» (Matteo Nucci). Nel 1963, a pochi mesi dalla morte di Fenoglio, esce per Garzanti Un giorno di fuoco: si tratta di un’opera composita, che aggiunge sette narrazioni ai sei «Racconti del parentado» che l’autore in un primo tempo avrebbe voluto raccogliere sotto questo titolo. Quest’edizione, fedele all’impostazione voluta da Fenoglio, pubblica esclusivamente quei sei racconti: Un giorno di fuoco, La sposa bambina, Ma il mio amore è Paco, Superino, Pioggia e la sposa e La novella dell’apprendista esattore. Sono storie in cui Fenoglio coniuga il radicamento nella propria terra, le Langhe, con uno spirito epico che solleva la materia a una sorta di rustica chanson de geste. Di qui la necessità, quasi, di raccontare le storie del parentado che aveva sentito ripetere sin da bambino; di qui l’impulso a trasformare i fatti di sangue e di follia, e l’incombere di destini già segnati, in metafore di un mondo in guerra, mai rappresentato direttamente ma colto attraverso le deformazioni (e il filtro comico) della tradizione orale. Basterebbero queste pagine a dire quale posto abbia conquistato Fenoglio nel panorama della narrativa italiana del dopoguerra. Con una Nota introduttiva di Dante Isella, le schede ai singoli racconti e la cronologia della vita e delle opere.







