
Da tempo non si vedevano tante facce nuove nei dintorni del Reparto Corse mentre altre “figurine” sono state irrimediabilmente stracciate.
I movimenti degli ultimi giorni riguardano soprattutto il rinforzo del settore sviluppo e del supporto tecnico ai due piloti (Vettel e Raikkonen) che dovranno scendere in pista.
Innanzitutto ha salutato la compagnia Pedro De La Rosa che era stato fortemente, se non imposto, da Alonso che lo aveva già avuto al suo fianco proprio in McLaren, di contro é arrivato prima Esteban Gutierrez poi Jean Eric Vergne.
Gutierrez é un 23enne messicano che ha al suo attivo due anni in Sauber oltre un buon ma non brillante percorso agonistico nelle categorie minori. Sarà lui il terzo pilota oltre che collaudatore. Come dire che se tutto va bene passerà tante ore al simulatore e e qualche ora in pista il venerdì delle gare sempre se Vettel o Raikkonen saranno in vena di generosità.
Purtroppo l’ingaggio di Gutierrez é il prezzo che la Ferrari ha dovuto pagare per poter mettere le mani su un bel malloppo di dollari che arriverà dalla multinazionale messicana America Movil , una delle prime quattro società mondiali della telefonia, cui appartengono grossi marchi sempre nel settore della comunicazioni presenti in Sud America e in Europa (Telmex, Telcel, Claro). Li vedremo sulle fiancate della monoposto 2015.
Vergne invece sarà un semplice collaudatore…il simulatore lo attende. C’era proprio il bisogno di portare a Maranello un pilota scaricato anche dalla Toro Rosso? Come pilota Vergne non é neppure male ma tanto in pista non ci andrà. Al suo fianco sono stati confermati Marc Gené e Davide Rigon.
Un bel gruppo non c’é che dire. Peccato che tutto questo segni la fine e il fallimento della Ferrari Driver Academy diretta da Luca Baldisserri il cui compito sarebbe di selezionare e far crescere giovani piloti da cui pescare in vista di un utilizzo secondo le necessità.
A parte il povero Jules Bianchi e Davide Rigon dall’Academy sono controllati anche i vari Raffaele Marciello, Antonio Fusco oltre ai giovanissimi Lance Stroll, il padre é il proprietario della Ralph Lauren, al cinese Guan Yu Zhou per non parlare dei vari Brandon Maisano o Mirko Bortolotti.
Per loro chiaramente con la nuova “politica” il futuro é chiuso. Un capitale umano, di energie e di euro investiti per il mantenimento di tutta la struttura e per quanti ci girano intorno in pratica buttato al vento . Complimenti !!
Di certo di uno come Vergne o di uno come Genè che viene utilizzato come commentatore televisivo “politico” per una emittente televisiva come pure Fisichella che é l’uomo Ferrari in Rai se ne poteva tranquillamente fare a meno . Comunque sia oggi l’Academy può tranquillamente abbassare le saracinesche non avendo raggiunto alcuno degli obiettivi assegnatole. Tutto questo è molto triste , altrove, vedi Red Bull o McLaren tanto per fare un esempio, tutti gli anni si sfornano piloti non per la Formula Abarth o altri campionati propedeutici , si badi bene, ma addirittura per uno dei sedili di F.1.
Mentre a Maranello si pensa a mettere, o rimettere, in piedi una squadra per il prossimo anno a Ginevra é andata in scena una battaglia i cui esiti potrebbero avere rilevanza anche per il futuro della F.1.
Da Londra era arrivata la voce che annunciava Montezemolo presidente della F.1 Group, la società che gestisce in pratica i capitali (premi e bonus vari) che i Team devono spartirsi. Della società ovviamente fa parte anche la Ferrari. Per Marchionne sedersi a un tavolo e ritrovarsi a sottostare a Montezemolo in veste di Presidente deve aver fatto la stessa sensazione che tracannare un litro di olio di ricino…. così si è attaccato al telefono facendo il numero di Ecclestone….. L’esito della telefonata era scontato…. ……Montezemolo non più presidente ma semplice consigliere “indipendente” ovvero ridotto, di nuovo a figurina come avvenuto dopo il Gran Premio di Monza.
Marchionne pensa di aver vinta una nuova battaglia. Apparentemente sì, chi ha vinto però é Ecclestone che ha tutto da guadagnare dall’avere uno contro l’altro….”divide et impera” dicevano i latini…(Franco Liistro)
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