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Festival della Scienza di Genova, programma del 24 ottobre

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Festival della Scienza

Genova – Prosegue domani, domenica 24 ottobre, la diciannovesima edizione del Festival della Scienza di Genova, rassegna dal format ibrido che vuole segnare un ritorno allo stare insieme e al vivere la scienza in prima persona con un importante programma in presenza e un rinnovato palinsesto online. Nel quarto giorno di Festival in programma quindici conferenze e uno spettacolo: A caccia di Leishmania in laboratorio (ore 10.30), Le tante mappe dell’adroterapia (ore 11), Raggiungere le stelle (ore 11), Da Dante a Papa Francesco (ore 15), Dalla Sardegna alle Isole Svalbard (ore 15), Ecco a voi COSMO-SkyMed! (ore 15), L’uomo tra le nuvole (ore 15.30), Smista, Ricicla, Ricerca (ore 15.30), Perché fidarsi della scienza? (ore 17), Opere in parole (ore 17) , Cosa c’entra San Tommaso con Google? (ore 17.30), E luce fu (ore 17.30), E Poi C’è M.C. Escher (ore 18), Il lungo viaggio delle onde gravitazionali (ore 18), Uomini e microbi (ore 18), Danzare nella tempesta (ore 21). In aggiunta al programma in presenza e online di conferenze e dello spettacolo, sono aperte le 17 mostre e i 42 laboratori, i cui orari sono disponibili su www.festivalscienza.it.

IL PROGRAMMA DI CONFERENZE PER APPASSIONATI E FAMIGLIE

Le conferenze di domenica 24 ottobre cominciano alle ore 10.30 all’Archivio Storico di Palazzo Ducale con Daniela Ferrarese, biotecnologa specializzata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, e Carlotta Scarzi, medico veterinario, che parlano di parassiti negli animali con A caccia di Leishmania in laboratorio. Sul tema delle immagini per la diagnosi e la terapia dei tumori conversano nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa (anche in streaming) alle ore 11 Maria Giuseppina Bisogni, docente dell’Università di Pisa ed esperta di imaging medicale, Simona Giordanengo, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Torino, e Marco Paganoni, fisico sperimentale delle particelle e docente all’Università di Milano Bicocca, nell’incontro Le tante mappe dell’adroterapia. Nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming) alle ore 11, l’esplorazione spaziale è il tema centrale della lectio magistralis Raggiungere le stelle, con protagonista la cosmologa e comunicatrice scientifica Maggie Aderin-Pocock, conduttrice del programma televisivo scientifico della Bbc “The Sky at Night”. Sul tema dell’emigrazione italiana in argentina e della conseguente contaminazione lessicale si esprime il giornalista e attore Sabatino Alfonso Annecchiarico nella lectio magistralis Da Dante a Papa Francesco alle ore 15 alla Biblioteca Universitaria di Genova (anche in streaming). Cristina Marras, primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche all’Istituto Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee, e Davide Peddis, professore di Chimica Fisica all’Università di Genova, sono i protagonisti dell’incontro Dalla Sardegna alle Isole Svalbard delle ore 15 all’Archivio Storico di Palazzo Ducale. Laura Candela, dirigente di ricerca dell’Agenzia Spaziale Italiana, e con la geofisica Carolina Aliano, nell’incontro Ecco a voi COSMO-SkyMed!, alle ore 15 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming) parlano della prima missione di osservazione terrestre dallo spazio concepita per scopi duali, civili e militari.

Sul fisico Ettore Majorana si focalizza l’incontro L’uomo tra le nuvole delle ore 15.30 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming), con Marco Ciardi, docente di storia della scienza e delle tecniche all’Università di Firenze e autore dell’omonimo libro, e Nadia Robotti, docente al Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova. Sul tema dell’economia circolare si esprimono Barbara Del Curto, dottore di ricerca in Ingegneria dei Materiali, e Simona Polo, responsabile del programma “Complessi molecolari e trasmissione del segnale” all’Istituto Firc di Oncologia Molecolare dell’Ifom, nella conferenza Smista, Ricicla, Ricerca delle ore 15.30 nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa (anche in streaming). Naomi Oreskes, docente di Storia della scienza e Scienze della Terra dell’Università di Harvard, tiene una conferenza online alle ore 17 sul ruolo cruciale del pensiero scientifico dal titolo Perché fidarsi della scienza?.

Alle ore 17 nella Sala Trionfo del Teatro della Tosse (anche in streaming) in Opere in parole, Marco Baliani, Giuseppe Fraizzoli, Tony Laudadio e Maria Giulia Marini raccontano il progetto che porta l’arte all’interno degli ospedali Humanitas Gavazzeni e Castelli a Bergamo. A offrire un itinerario tra mappe lessicali e semantic web è Marco Passarotti, docente di linguistica computazionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nella conferenza Cosa c’entra San Tommaso con Google? alle ore 17.30 all’Archivio Storico di Palazzo Ducale. A presentare il suo ultimo libro alle ore 17.30 alla Biblioteca Universitaria di Genova (anche in streaming), nella conferenza E luce fu, è Gabriele Ghisellini, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Giuseppe Rosolini, professore ordinario di Logica Matematica alla Scuola di Scienze dell’Università di Genova, Roberto Lucchetti, teorico dei giochi, Mattia Crivellini, direttore di ‘Fosforo’, la festa della scienza di Senigallia, e il matematico Luca Balletti sono protagonisti della conferenza spettacolo E Poi C’è M.C. Escher delle ore 18 nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa. Su una delle scoperte più rivoluzionarie della fisica moderna dialogano invece Marica Branchesi, astrofisica specializzata in radioastronomia, e Michele Punturo, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nella conferenza Il lungo viaggio delle onde gravitazionali alle ore 18 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming). Il medico e paleopatologo Francesco Maria Galassi conduce, alle ore 18 presso l’Ostello Bello, Uomini e microbi, un incontro sugli impatti delle grandi epidemie della storia, fino ai giorni nostri con l’emergenza Covid-19. Anche quest’anno è ospite al Festival della Scienza l’immunologa Antonella Viola con la lectio magistralis delle ore 21 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (anche in streaming) Danzare nella tempesta, un viaggio alla scoperta della fragile perfezione del sistema immunitario.

I biglietti e le prenotazioni sono acquistabili online sul sito del Festival: www.festivalscienza.it e tramite il call center (tel. 010 8934340). È attiva nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale una biglietteria, ma si incoraggia il pubblico a privilegiare l’utilizzo dei servizi e-commerce online e telefonico. Questi i costi dei biglietti: giornaliero intero 13 euro, ridotto 11 euro, ridottissimo 9 euro, abbonamento standard intero 21 euro, ridotto 18 euro, ridottissimo 12 euro, premium (con prenotazioni gratuite per il titolare dell’abbonamento) 30 euro; i bambini fino ai 5 anni non pagano. Gli abbonamenti standard hanno validità per tutti i giorni e tutti gli eventi del Festival e includono anche la fruizione degli eventi in streaming. Per l’offerta online è disponibile l’abbonamento live streaming al costo di 10 euro. Sono presenti in programma alcuni eventi gratuiti. Il biglietto Scuola, riservato agli studenti che partecipano al progetto scuole (costo 9 euro), equivale a un abbonamento standard e consente quindi di fruire di tutto il Festival, sia in presenza sia online. La prenotazione (costo 0,50 euro) agli eventi in presenza è fortemente consigliata per il pubblico generico, mentre è obbligatoria (e gratuita) per le classi.

Il Festival della Scienza online
Sito web: festivalscienza.it
Piattaforma streaming e on-demand: festivalscienza.online
Hashtag: #Festivalscienza #FDS2021
Facebook: www.facebook.com/Festivaldellascienza
Instagram: https://www.instagram.com/festivalscienza/
Twitter: @FDellaScienza
Youtube: FestivalScienza

 

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FESTIVAL DELLA SCIENZA 2021

IL PROGRAMMA DI DOMENICA 24 OTTOBRE CON APPROFONDIMENTI

ore 10.30, Archivio Storico del Comune di Palazzo Ducale

A caccia di Leishmania in laboratorio

Conversazione con Daniela Ferrarese, Carlotta Scarzi, modera Massimo Scarzi

Negli ultimi 20 anni c’è stata una lenta ma inesorabile espansione, in Italia, dell’areale della leishmaniosi, patologia del cane causata da un parassita. La sua distribuzione è cresciuta esponenzialmente lungo la direttrice Sud-Nord inglobando dapprima i litorali, poi i territori collinari, pedemontani e lacustri, e, infine, a causa delle alterazioni stagionali, le grandi pianure. Così quella che l’OMS definiva una patologia esotica (perché di origine extraeuropea) è diventata, in Italia, una malattia endemica. Vedremo come comportarsi in caso d’infezione e di malattia, ma conosceremo anche i presidi e le tecniche biotecnologiche (come esami di laboratorio specifici) di cui siamo fortunatamente in possesso oggi: tali tecniche, infatti, ci permettono di contrastare efficacemente questa minaccia attraverso il controllo della diffusione di questa patologia nei nostri amici a quattro zampe.

Daniela Ferrarese, biotecnologa specializzata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche (Università Degli Studi Di Genova), è analista di laboratorio Libera Professionista. Già Analista di laboratorio controllo di qualità alimentare (ITA SpA – Gruppo RINA SpA), ha conseguito anche un Master di Secondo livello in Management Farmaceutico (Sida Group SpA).

Carlotta Scarzi, medico veterinario con un Internship specialistico in Medicina Interna e Diagnostica per Immagini. Svolge attività come Medico Veterinario Libera Professionista. Ha collaborato a diversi progetti di investigazione e nella realizzazione di diversi articoli e comunicazioni in congressi.

Massimo Scarzi, medico veterinario e Direttore sanitario dell’ambulatorio veterinario Dott. Scarzi. Esperto in interventi assistiti con animali, è Consulente Tecnico del Tribunale di Genova e Giudice Conciliatore. È inoltre docente in numerosi congressi nazionali e regionali di zooantropologia didattica e corsi di formazione del Ministero Della Salute.

 

ore 11, Sala delle Grida di Palazzo Ducale e in live streaming

Le tante mappe dell’adroterapia

Conversazione con Maria Giuseppina Bisogni, Simona Giordanengo, Marco Paganoni, modera Piergiorgio Cerello

Il trattamento adroterapico (una forma avanzata di radioterapia) delle neoplasie è basato su molte tecnologie sviluppate per esperimenti di fisica nucleare: acceleratori e rivelatori di particelle, simulazioni complesse, metodi di ricostruzione ed analisi di dati. Nelle varie fasi del percorso del paziente (dalla diagnosi al completamento della terapia), queste tecnologie sono essenziali nel produrre le immagini (ovvero le mappe) che forniscono al medico le informazioni necessarie. Ripercorrere la storia di queste tecnologie permette di capire come fisica nucleare e medicina siano altamente legate tra loro, e come probabilmente lo saranno sempre di più in futuro. Capiremo come ottenere immagini, in 2D e 3D, in grado di favorire la corretta diagnosi e l’identificazione del volume tumorale, ma anche simulazioni sempre più precise, fondamentali per la pianificazione del trattamento, specifico per ogni paziente. Le mappe così ottenute permettono anche di calibrare al meglio la terapia, massimizzando l’effetto delle particelle indirizzate sulla massa tumorale e minimizzando il danno sui tessuti sani vicini – riducendo così il rischio di effetti collaterali.

Maria Giuseppina Bisogni, docente presso l’Università di Pisa, si occupa di rivelatori a stato solido e delle loro applicazioni al settore dell’imaging medicale. Tra i risultati più significativi ci sono lo sviluppo di un concetto innovativo di rivelatore PET basato su un cristallo monolitico e lo sviluppo del rivelatore INSIDE per la verifica in tempo reale della qualità dei trattamenti in adroterapia.

Simona Giordanengo, ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Torino, svolge attività di ricerca in fisica applicata alla medicina. Si occupa dello sviluppo di tecniche e strumentazioni per la cura dei tumori con l’uso di radiazioni ionizzanti. Ha contribuito alla realizzazione del sistema di controllo del fascio di particelle per il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia.

Marco Paganoni, docente all’Università di Milano Bicocca, è Fisico Sperimentale delle Particelle nell’esperimento CMS, in presa dati al collisore LHC (CERN). Ha sviluppato il calorimetro elettromagnetico di CMS ed attualmente svolge attività di ricerca nell’ambito di cristalli scintillanti ultraveloci che permetteranno di realizzare dispositivi per la PET molto più sensibili

Piergiorgio Cerello, ricercatore presso la sezione di Torino dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. È stato tra i fondatori del progetto ALICE al Large Hadron Collider del CERN e responsabile del progetto INFN/MAGIC5, che ha sviluppato un sistema di ricerca automatica di noduli in tomografie del polmone. Si occupa prevalentemente di applicazioni mediche, in collaborazione con varie istituzioni, tra cui il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Pavia).

ore 11, Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale e in live streaming

Raggiungere le stelle

Lectio Magistralis con Maggie Aderin-Pocock

Fin dall’infanzia tanti/e di noi hanno guardato allo spazio con stupore, meraviglia e curiosità, ispirati/e da film e programmi di fantascienza. Sguardo all’insù, a chiedersi “sarà mai possibile andare davvero là fuori?”. In questo incontro esploreremo i confini della conoscenza astronomica odierna, guardando al futuro prossimo, nel quale – forse – gli esseri umani nello spazio saranno la norma. Scopriremo alcuni dei più grandi progetti scientifici di esplorazione spaziale di ESA e Nasa, tra cui il Telescopio Spaziale Ames Webb, il più grande mai costruito, il cui lancio è previsto per la fine di quest’anno. Al contempo capiremo cosa vuol dire per una scienziata sfruttare ogni opportunità, superare ogni ostacolo e, letteralmente, raggiungere le stelle…

Maggie Aderin-Pocock, cosmologa e comunicatrice scientifica. Ha un dottorato in ingegneria meccanica. Ha realizzato strumentazione innovativa e su misura sia in ambito industriale che accademico. Ha fondato “Science Innovation Ltd”. Ad oggi ha parlato direttamente a più di 350.000 persone in tutto il mondo; è anche autrice e presentatrice televisiva e co-conduce il programma televisivo scientifico più longevo del mondo, The Sky at Night.

ore 15, Biblioteca Universitaria di Genova e in live streaming

Da Dante a Papa Francesco

Lectio Magistralis con Sabatino Alfonso Annecchiarico

Molti tra noi hanno, o hanno avuto, parenti che hanno lasciato l’Italia per cercare fortuna verso il Sud America, soprattutto in Argentina. Ma quanto ha inciso l’emigrazione linguistica italiana sulle radici lessicali argentine? In un ipotetico viaggio linguistico, con un mix di parole, gestualità e immagini, tracceremo una mappa idiomatica che parte dall’entroterra italiana, attraversa l’oceano -dove, in alto mare, avvenne una sorta di prima scuola dell’obbligo per l’unità linguistica degli italiani- e sbarca nelle lontane terre argentine stravolgendo come uno tsunami lessico e cultura del paese sudamericano. Scopriremo il cocoliche, quella che Edmondo De Amicis definì “la strana lingua parlata dalla nostra gente del popolo dopo molti anni di soggiorno nell’Argentina”, che all’improvviso diventò una sorta di unità idiomatica tra gli emigrati italiani. Conosceremo anche il lunfardo, l’altro fenomeno linguistico argentino emerso da un multilinguismo arricchito dalla vivace sonorità lessicale italiana: un vocabolario composto di parole di origini diverse che gli argentini e in particolare gli abitanti di Buenos Aires utilizzano, mutandole, in opposizione allo spagnolo. Elementi linguistici che affondano le radici in fenomeni storici e sociali tutti da scoprire, che raccontano molto di noi e del nostro passato.

Sabatino Alfonso Annecchiarico, giornalista, scrittore, drammaturgo, attore, docente e ricercatore italo-argentino. Coordinatore Scientifico della Rete di Scienziati Argentini in Italia, Rete del Programma RAICES del Ministero della Scienza, Tecnologia e Innovazione dello Stato Argentino. Inoltre, è Membro Ordinario della Commissione Scienze Sociali e Umane della stessa Rete e docente presso l’Università degli Studi dell’Insubria.

 

ore 15, Archivio Storico del Comune di Palazzo Ducale

Dalla Sardegna alle Isole Svalbard

Conversazione con Cristina Marras, Davide Peddis

La ricerca scientifica plurilingue e multidisciplinare può essere strumento per l’innovazione e modello di costruzione di comunità e saperi condivisi. In questo incontro la metafora del viaggio è il filo conduttore, modello di conoscenza come continua esplorazione dei confini e delle possibilità del sapere. Il Polo Nord, emblematico e simbolico territorio di confine, le spedizioni scientifiche, i documenti di ricerca e i diari di esploratori e esploratrici sono al centro della conferenza. Le fonti iconografiche e i documenti sono gli strumenti dell’indagine conoscitiva e del racconto che descrive il viaggio che parte da Iglesias e dalla zona mineraria del Sulcis, in Sardegna, fino alle miniere delle isole Svalbard e alla cittadina di Ny-Ålesund. C’è un ponte ideale che li unisce: 4.404 km di tappe e temi comuni (nel tempo e nello spazio) tra suolo e sottosuolo: il territorio minerario come laboratorio di ricerca e memoria culturale, i problemi delle zone fragili e a rischio, la necessità della valorizzazione e cura dell’ambiente. Temi che aprono a un dialogo diretto tra scienze umane e scienze della terra, oceanografia, chimica, e a un confronto sui contenuti, le tecniche, le pratiche.

Cristina Marras è Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee; di formazione interdisciplinare, sviluppa la sua ricerca nel campo della filosofia, della filosofia del linguaggio e dell’umanistica digitale, con particolare attenzione allo studio della terminologia di cultura e delle metafore. Esplora i diversi linguaggi e le tecnologie che favoriscono la condivisione e la valorizzazione di metodi, pratiche e risultati della ricerca.

Davide Peddis è professore associato di Chimica Fisica presso il DCCI dell’Università di Genova e ricercatore associato presso CNR-ISM (Roma). La sua attività di ricerca si sviluppa nel campo della chimica fisica dei materiali magnetici nanostrutturati ed è rappresentata in oltre 130 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. È membro dell’associazione ScienzaSocietàScienza e vicepresidente dell’associazione Science is Cool.

 

ore 15, Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale e in live streaming

Ecco a voi COSMO-SkyMed!

Conversazione con Carolina Aliano, Laura Candela

COSMO-SkyMed è la prima missione di Osservazione della Terra concepita per scopi duali, civili e militari. I suoi satelliti di prima e seconda generazione sono occhi in grado di scrutare la Terra dallo spazio metro per metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo: in questo modo aiutano a prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o incendi, a controllare dall’alto le aree di crisi. Sviluppato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in cooperazione con il Ministero della Difesa, COSMO-SkyMed si basa su una costellazione di satelliti dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado, quindi, di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare). La costellazione è in fase di espansione con il lancio del secondo satellite della Seconda Generazione, programmato ad oggi a novembre 2021. Grazie al contributo di alcune esperte di ASI e di e-GEOS (società Telespazio 80%, ASI 20% che commercializza ed elabora i dati di COSMO-SkyMed a livello mondiale) scoprirete le caratteristiche tecniche di questi satelliti, le modalità di acquisizione dei dati, l’evoluzione delle loro performance con i satelliti di seconda generazione e le tante soluzioni e applicazioni progettate attraverso i dati COSMO-SkyMed, che spaziano dall’agricoltura e produzione alimentare al monitoraggio delle foreste, dalla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici alla gestione del territorio e delle infrastrutture.

Carolina Aliano, geofisica, da più di dieci anni lavora in azienda nel settore “Osservazione della Terra”: prima in Eurimage S.p.A e poi, dal 2011, in e-GEOS S.p.A., come Technical Support Specialist U.O. COSMO-SkyMed and Satellite Data. Nel 2021 ha conseguito il Master di II livello Scienza e Tecnologia Spaziale dell’Università di Roma Tor Vergata, con una tesi in Comunicazione Scientifica.

Laura Candela è dirigente di ricerca presso l’Agenzia Spaziale Italiana, dove è Responsabile dell’unità operativa Osservazione della Terra

ore 15.30, Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale e in live streaming

L’uomo tra le nuvole

Conversazione con Marco Ciardi, Nadia Robotti, modera Silvano Fuso

A partire dal libro L’uomo tra le nuvole, tratteremo uno dei misteri più emblematici della storia della scienza, quello del celebre fisico Ettore Majorana. Majorana, pur pubblicando relativamente poche cose, in molti casi ha compreso fenomeni fisici e formulato teorie originali anticipando i suoi contemporanei: ha intuito, ad esempio, l’esistenza del neutrone prima che Chadwick ne desse notizia; ha descritto le forze nucleari come forze di scambio precedendo Heisenberg; ha formulato la teoria simmetrica dell’elettrone e del positrone. Poi, nel 1938, è letteralmente svanito nel nulla. Ecco allora che, attraverso il racconto di un giovane giornalista scientifico che in epoca di pandemia si avvicina al ‘caso Majorana’, viaggeremo tra indizi mai presi in considerazione e situazioni imprevedibili, collezioni di fumetti e vecchie audiocassette, trovando così negli studi di Majorana stesso una pista di indagine inedita che, tra letteratura e scienza, ci condurrà verso la soluzione del mistero più celebre della storia della scienza.

Marco Ciardi, docente di storia della scienza e delle tecniche all’Università di Firenze e Direttore Scientifico del Museo Galileo. Si occupa dello sviluppo del pensiero scientifico moderno e contemporaneo, dei rapporti tra scienza e letteratura, e delle relazioni tra cultura scientifica, educazione e democrazia. Ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni, fra cui monografie, curatele ed edizioni di opere. L’uomo tra le nuvole (Aras, 2021) è il suo primo romanzo.

Nadia Robotti, docente presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova. Si occupa di storia della fisica atomica, meccanica quantistica, fisica nucleare e strumentazione scientifica. Su questi argomenti ha pubblicato più di cento articoli su riviste internazionali, numerosi libri, relazioni a congressi in Italia e all’estero. È una delle principali specialiste della biografia e delle opere di Ettore Majorana.

Silvano Fuso, dottore di ricerca in scienze chimiche e docente, si occupa di didattica e divulgazione. Ha pubblicato diversi libri, tra cui Il segreto delle cose (Carocci, 2021). È socio effettivo del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e membro del Comitato di Redazione di ‘La Chimica nella Scuola’. Il 27 gennaio 2013 è stato intitolato a suo nome l’asteroide 2006 TF7 in orbita tra Marte e Giove.

 

ore 15.30, Sala delle Grida di Palazzo della Borsa e in live streaming

Smista, Ricicla, Ricerca

Conversazione con Barbara Del Curto, Simona Polo, modera Federico Mereta

L’Economia Circolare: un sistema finalizzato a reintegrare e rivalorizzare le risorse e i materiali, senza compromettere l’ecosistema. Le sue strategie? Recupero dei materiali, minimizzazione degli sprechi e dello sfruttamento delle risorse. Il suo ambito d’azione? Dalle scienze ambientali all’ingegneria dei materiali alle scienze biomediche. Compiremo un viaggio trasversale tra due ambiti di ricerca apparentemente lontani, l’ingegneria dei materiali e la biologia molecolare, prendendo le mosse dal principio dell’Economia Circolare come denominatore comune in sistemi diversi ma straordinariamente affini. Una conversazione interdisciplinare tra un’esperta di materiali applicati all’individuazione di soluzioni innovative e sostenibili per il packaging alimentare e un’esperta di biologia molecolare specializzata nello studio dell’ubiquitina (una proteina che identifica le proteine difettose e le contrassegna con una sorta di etichetta molecolare grazie su cui si legge “si prega di riciclare”). Un incontro che ci condurrà alla scoperta di ricerche all’avanguardia, dai materiali bio-based nel packaging alimentare all’autofagia, sistema super-efficiente che ci permette di riciclare proteine e organuli cellulari non più funzionanti, tutelando così la nostra salute.

Barbara Del Curto, dottore di ricerca in Ingegneria dei Materiali e professore ordinario di Design presso il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” – Politecnico di Milano. Studia il design dei materiali e delle superfici, con particolare attenzione ai materiali innovativi e funzionali, alle nanotecnologie e ai trattamenti funzionali di superficie e il loro trasferimento industriale. L’attività di ricerca ha portato anche allo sviluppo di PolyPaper; un materiale composito per packaging ad alta sostenibilità ambientale.

Simona Polo, responsabile del programma “Complessi molecolari e trasmissione del segnale” all’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare dell’IFOM di Milano e docente di Patologia Generale presso il Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università degli Studi di Milano. Ha all’attivo oltre 60 pubblicazioni su autorevoli riviste scientifiche internazionali. In riconoscimento dei suoi studi, nel 2016 è stata nominata membro dell’EMBO, la prestigiosa Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare e nel 2018 il Sindaco di Milano le ha assegnato l’Ambrogino d’Oro.

Federico Mereta, nato a Genova nel 1959, si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova nel 1985. Dal 1988 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e si occupa di divulgazione scientifica. Collabora regolarmente con testate quotidiane e siti web.

 

ore 17, live streaming

Perché fidarsi della scienza?

Lectio Magistralis con Naomi Oreskes, modera Eugenio Fazio

I medici sanno davvero di cosa stanno parlando quando ci dicono che i vaccini sono sicuri? Dovremmo prendere in parola gli esperti del clima quando ci mettono in guardia sui pericoli del riscaldamento globale? Perché dovremmo credere agli scienziati quando i nostri politici non lo fanno? Partendo da queste domande mostreremo in che modo il carattere sociale della conoscenza scientifica sia la sua forza più grande e la ragione migliore per darle fiducia. Questo processo sociale non è perfetto – niente lo è mai quando sono coinvolti gli esseri umani – come dimostrano alcune delle tesi più bizzarre e discutibili della storia della scienza: da quella dell’energia limitata, secondo la quale le donne non potevano dedicarsi agli studi e all’istruzione superiore senza indebolire le proprie funzioni riproduttive; a quella dell’eugenetica, i cui programmi statunitensi di inizio Novecento ispirarono la Germania nazista. Eppure, anche nei momenti di maggior diffusione di queste teorie, esisteva una comunità scientifica che non offriva il proprio consenso, e metteva in evidenza gli aspetti ideologici e gli interessi nascosti che si celavano dietro a quei risultati. Il punto è che la nostra fiducia non deve andare agli scienziati – per quanto saggi o autorevoli possano essere – ma alla scienza in quanto processo sociale, proprio perché garantisce il suo consenso solo dopo avere sottoposto le proprie tesi a una rigorosa analisi.

Naomi Oreskes, docente di Storia della scienza e Scienze della Terra presso l’Università di Harvard. Ha lavorato come consulente per la United States Environmental Protection Agency e la US National Academy of Sciences. È nei consigli di amministrazione del National Center for Science Education e del Climate Science Legal Defense Fund. Ha scritto diversi libri, di cui l’ultimo è Perché fidarsi della scienza (Bollati Boringhieri, 2021).

Eugenio Fazio, professore di Fisica Sperimentale alla Sapienza Università di Roma e velista non professionista. Ha pubblicato più di 150 articoli scientifici su riviste internazionali e diversi capitoli di libri. Come velista, ha iniziato da bambino, passando per i Windsurfers e approdando definitivamente alla vela da altura. Ha al suo attivo molti campionati italiani di diverse classi veliche e regate nazionali e internazionali.

ore 17, Sala Trionfo al Teatro della Tosse

Opere in parole

Conversazione con Marco Baliani, Giuseppe Fraizzoli, Tony Laudadio, Maria Giulia Marini, modera Tatiana Debelli

Come far dialogare tra loro cura, bellezza, malattia e arte? È la sfida di due ospedali di Bergamo, Humanitas Gavazzeni e Castelli, che hanno portato la meraviglia dell’arte del museo Accademia Carrara, in un formato inedito e immersivo, nelle sale di attesa, nei corridoi, nei reparti e nella terapia intensiva, incontrando pazienti, personale e visitatori. Al progetto Opere in Parole hanno partecipato anche 12 autori che, ispirati dei dipinti, hanno creato opere inedite – racconti, spartiti, menù, fumetti – e podcast dedicati ai pazienti e agli operatori sanitari di Humanitas Gavazzeni e Castelli. Un originale progetto vicino alla medicina narrativa, nato con l’obiettivo di cambiare il modo di vivere il luogo di cura e l’esperienza umana di fronte alla malattia e un esperimento unico in Italia che sarà raccontato anche con la presenza scenica di 2 dei suoi autori, nella loro poliedrica veste di attori, narratori, scrittori e che in un mix tra musica e parole, narreranno al pubblico le loro storie dando vita a ritratti pittorici di giovani donne e uomini.

Marco Baliani è attore, scrittore, autore e regista. Con lo spettacolo Kohlhaas del 1989, attraverso un originale percorso di ricerca, ha dato vita al teatro di narrazione segnando la scena teatrale italiana. Figura eclettica e complessa del teatro italiano contemporaneo, ha sperimentato drammaturgie corali come spettacoli di impegno civile. Come scrittore ha pubblicato romanzi, racconti e saggi.

Giuseppe Fraizzoli è amministratore delegato degli ospedali Humanitas di Bergamo e Torino. Sua l’idea di dare spazio in un luogo di cura altamente tecnologico alla cultura attraverso l’arte, le parole e le voci con l’obiettivo di cambiare il modo di vivere l’ospedale, per i pazienti e per gli operatori sanitari.

Tony Laudadio, diviso fin da piccolo tra musica, teatro e scrittura, ha continuato a coltivare le tre arti per tutta la vita. Accanto alla carriera d’attore, che lo ha portato a collaborare al cinema, in tv e a teatro con molti grandi registi, sviluppa la passione per la scrittura, pubblicando cinque romanzi e una raccolta di testi teatrali. Pur sullo sfondo, la musica rimane la sua vera vocazione.

Maria Giulia Marini, epidemiologa e counselor, presidente della European Narrative Medicine Society e direttore scientifico Fondazione Istud. Con 30 anni di esperienza professionale in Sanità, ha messo a punto un metodo innovativo e scientifico per effettuare la medicina narrativa. Autrice di volumi e pubblicazioni internazionali, editor per Springer della Collana “New Paradigms in Health Care”.

Tatiana Debelli, giornalista professionista, fa parte dell’ufficio stampa e comunicazione di Humanitas Gavazzeni e Castelli Bergamo.

ore 17.30, Archivio Storico del Comune di Palazzo Ducale

Cosa c’entra San Tommaso con Google?

Conversazione con Marco Passarotti, modera Annachiara Sacchi

Alla fine degli anni Quaranta il gesuita Roberto Busa ebbe un’intuizione: realizzare un’analisi dei testi di Tommaso d’Aquino utilizzando i computer della IBM. Fu l’avvio del “trattamento automatico del linguaggio”, i cui risultati pervadono oggi le vite di miliardi di persone, che quotidianamente usano, producono e interagiscono con dati linguistici sul web. L’obiettivo di Busa era realizzare la “mappa del sistema lessicologico” di un testo, tramite una descrizione del suo intero vocabolario, prodotta (e riproducibile) attraverso l’analisi computazionale del testo stesso. Ai nostri giorni, questo tipo di analisi permette di organizzare le enormi masse di dati linguistici presenti sulla Rete in termini d’informazione strutturata, che sta allo spazio testuale come le mappe e le bussole stanno all’orientamento spaziale. Attraverseremo così più di mezzo secolo di storia dell’analisi linguistica automatica, mostrando quanto le intuizioni di Busa, messe in pratica sugli enormi computer degli anni Cinquanta, siano il fondamento di tanti servizi che sono parte integrante della nostra quotidianità: dai traduttori automatici ai motori di ricerca.

Annachiara Sacchi, giornalista, dopo la laurea in Lettere ha frequentato la scuola di giornalismo Istituto Carlo de Martino (Milano). Nel 2000 arriva al Corriere della Sera, dove tuttora lavora: dopo 15 anni alla Cronaca di Milano, nel 2015 arriva alla redazione Cultura, che si occupa anche dell’inserto culturale settimanale la Lettura.

Marco Passarotti, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha avviato e conduce il progetto della Index Thomisticus Treebank presso il centro di ricerca CIRCSE, che dirige e che ha contribuito a fondare. È Principal Investigator di un ERC Consolidator Grant, e co-chair del workshop ‘Corpus-based Research in the Humanities’. È autore di una monografia e di un centinaio di articoli, pubblicati su riviste scientifiche e atti di conferenze di livello internazionale

ore 17.30, Biblioteca Universitaria di Genova e in live streaming

E luce fu

Lectio Magistralis con Gabriele Ghisellini

Lo studio della luce ha accompagnato tutta la scienza moderna. La costanza della velocità della luce ha permesso lo sviluppo della relatività speciale, aprendo la strada verso una nuova comprensione dello spazio e del tempo. Scoprendo come la luce è influenzata dalla gravità, Einstein ha addirittura dimostrato che la gravità cambia il fluire del tempo e contorce lo spazio. Indagando la natura della luce si è sviluppata la meccanica quantistica e si è arrivati a un nuovo modo di interpretare la realtà, in cui le particelle diventano onde e le onde si comportano come particelle. Un mondo bizzarro e anti-intuitivo, ma sorprendente e affascinante. Abbiamo dovuto abbandonare il quieto e rassicurante determinismo per avventurarci in un realtà nuova, sfumata e probabilistica. “Dio non gioca a dadi” esclamava Einstein, e Bohr gli rispondeva: “Non dire a Dio a quale gioco deve giocare!” e Hawking rincarava la dose: “Non solo Dio gioca a dadi, ma poi li nasconde…” E dopo cento anni, sappiamo bene come funziona la meccanica quantistica, ma non sappiamo il perchè. È la teoria fisica che funziona meglio, con un accordo tra le predizioni teoriche e i risultati degli esperimenti che ha del magico, ma non l’abbiamo ancora capita.

Gabriele Ghisellini, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, lavora all’Osservatorio Astronomico di Brera. È autore di oltre 400 pubblicazioni su riviste internazionali e nel 2005 è stato nominato Commendatore per meriti scientifici dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Si occupa di astrofisica di alte energie, di buchi neri e delle sorgenti cosmiche più potenti. Autore di numerosi testi di divulgazione, è autore di E la luce fu (Hoepli, 2021).

ore 18, Sala delle Grida di Palazzo della Borsa

E Poi C’è M.C. Escher

Conferenza/Spettacolo con Luca Balletti, Mattia Crivellini, Roberto Lucchetti, Giuseppe Rosolini

Dall’inizio del XX secolo la matematica ha sempre più approfondito l’analisi astratta della realtà. Comunicare intuizioni dell’astrazione matematica è diventato sempre più difficile ma, poco prima della seconda guerra mondiale, un artista olandese – Maurits Cornelis Escher – ha iniziato a sondare i mondi matematici astratti alla ricerca dell’eterno e dell’infinito. Dopo anni passati a studiare e approfondire le tecniche grafiche, M.C. Escher inizia a realizzare stampe in cui riesce a trasformare intuizioni mentali astratte in oggetti visibili, quasi reali. L’autore stesso dichiara che questi tentativi derivano da discussioni con scienziati che gli raccontavano le scoperte e i risultati della matematica del tempo. Affinando sempre di più la visione grafica delle proprie intuizioni mentali, per Escher diventa preponderante la realizzazione di un mondo astratto fatto di oggetti topologici, forme geometriche, pavimentazioni, illusioni ottiche e geometrie non euclidee. I riferimenti alla matematica classica, moderna e contemporanea sono molteplici e sfaccettati, e accompagnano l’opera di Escher in un crescendo di richiami scientifici che l’hanno reso un artista tra i più apprezzati nel mondo scientifico. Proviamo a ripercorrere questo viaggio nell’astrazione matematica con un dialogo tra un informatico e tre matematici, visitatori della mostra su Escher che attualmente fa tappa a Genova.

Luca Balletti è matematico e divulgatore scientifico per l’Unità comunicazione e relazioni con il pubblico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in una sezione che progetta eventi culturali, mostre scientifiche interattive e altre attività di outreach dell’Ente. In particolare si occupa di attività di didattica informale per la scuola: laboratori divulgativi, kit didattici, incontri di comunicazione della matematica per gli studenti e formazione docenti.

Mattia Crivellini è laureato in Informatica presso l’Università di Bologna, è appassionato di tecnologie digitali e intelligenza artificiale, ha studiato negli Stati Uniti Scienze Cognitive presso l’Indiana University. Dal 2011 è direttore di Fosforo, la festa della scienza di Senigallia. Organizza in l’Italia e all’estero attività, conferenze e spettacoli di comunicazione e divulgazione della scienza tramite l’Associazione Culturale NEXT. È autore della collana Pazzi per la Matematica edita da White Star Kids e della collana Esperimenti che passione edita da National Geographic Kids, collabora con Clementoni per la realizzazione di giochi scientifici.

Roberto Lucchetti si occupa di teoria dei giochi, che insegna e ha insegnato in diverse Università, dove è stato ed è relatore di tesi magistrali e di dottorato. E’ autore di libri di divulgazione, è editor della rivista Serdica, e membro dell’Accademia Peloritana.

Giuseppe Rosolini è professore ordinario di Logica Matematica presso la Scuola di Scienze dell’Università di Genova. È un ricercatore di fama internazionale in teoria delle categorie e applicazioni alla logica matematica. Ha svolto importanti collaborazioni con ricercatori di università italiane e straniere. È Accademico Virgiliano e membro della Commissione per le Olimpiadi della Matematica dell’Unione Matematica Italiana.

ore 18, Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale e in live streaming

Il lungo viaggio delle onde gravitazionali

Conversazione con Marica Branchesi, Michele Punturo, modera Paola Catapano

Dopo una caccia durata un secolo, da quando Einstein ne aveva predetto l’esistenza, la scoperta delle onde gravitazionali ha spalancato le porte di una dimensione inedita, che consente di indagare la natura dei corpi celesti non solo attraverso la radiazione elettromagnetica ma anche ascoltando le vibrazioni della tessitura dello spazio-tempo provenienti da luoghi remoti del cosmo, dove la gravità è estrema. Cosa vuol dire essere testimoni in diretta di una delle scoperte scientifiche più importanti del nostro secolo? A raccontarlo saranno proprio i protagonisti di questa rivoluzionaria scoperta, portandovi dietro le quinte della ‘big science’, tra premi Nobel e ricercatori meno noti al grande pubblico ma altrettanto partecipi: vi trascineranno nell’ emozionante e imprevedibile storia che ha portato a un evento eccezionale per la scienza contemporanea. Con loro ripercorreremo le tappe di un viaggio cominciato nel 2015 con le osservazioni degli esperimenti Ligo e Virgo, e che non si è mai fermato, collezionando ad oggi oltre 50 osservazioni del fenomeno, e gettando le basi dei nuovi futuristici strumenti che gli scienziati stanno preparando per spingere l’esplorazione fino a raccogliere i suoni dello spazio-tempo provenienti dal Big Bang.

Marica Branchesi, professore ordinario di astrofisica presso il Gran Sasso Science Institute, partecipa al progetto internazionale LIGO/Virgo. È stata inserita tra le dieci persone più influenti del 2017 dalla rivista scientifica Nature e fra le cento persone più influenti dell’anno, secondo la rivista americana Time. È attualmente Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e coordinatrice del gruppo internazionale che sviluppa il caso scientifico di Einstein Telescope.

Michele Punturo è dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), membro della collaborazione VIRGO, co-chair del sotto-comitato 3a generazione del Gravitational Wave International Committee e coordinatore internazionale della proposta europea per la realizzazione di un interferometro per onde gravitazionali di terza generazione, l’osservatorio Einstein Telescope.

Paola Catapano affianca alla carriera di comunicatrice al CERN, l’attività̀ di giornalista scientifico, documentando spedizioni di ricerca dal Polo Nord ai deserti del pianeta. E’ autrice dei libri Minidarwin in Amazzonia (2011, Giunti) e Il Lungo Viaggio delle Onde Gravitazionali (2021, Textus).

 

ore 18, Ostello bello

Uomini e microbi

Caffè scientifico con Francesco Maria Galassi

Gli eventi epocali dei nostri giorni possono trovare un’originale ed efficace chiave di lettura nella riscoperta della storia delle malattie infettive e delle loro manifestazioni epidemico-pandemiche: in questo incontro cercheremo dunque di capire come l’umanità abbia modificato – o non abbia affatto modificato – la propria maniera di reagire a questi fenomeni, tanto a livello pratico (prevenzione e cura) quanto a livello teorico-comunicativo (comprensione del problema sanitario e sua comunicazione alle persone). Ripercorreremo la storia delle grandi epidemie, dalla peste di Atene a quella di Giustiniano, dalla “morte nera” del 1348 vissuta e descritta da Boccaccio a quella “peste bianca” che fu la tubercolosi, all’influenza spagnola che seguì la prima guerra mondiale, fino ad arrivare a oggi, con il COVID-19, il primo virus globale nell’era dei social.

Francesco Maria Galassi, medico e paleopatologo, è direttore del FAPAB Research Center (Avola, Sicilia), e si occupa dello studio delle malattie nel passato e della loro evoluzione. Esperto di mummie e cold case storici, è docente di archeologia al College of Humanities, Arts and Social Sciences della Flinders University (Adelaide, Australia). È autore di molte pubblicazioni internazionali storicomediche paleopatologiche. Nel 2017 Forbes lo ha inserito tra i 30 scienziati under 30 più influenti in Europa. E’ autore del libro Uomini e microbi: l’eterna battaglia (Espress edizioni 2021).

 

ore 21, Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale e in live streaming

Danzare nella tempesta

Lectio Magistralis con Antonella Viola, modera Elisa Manacorda

Ogni giorno dentro di noi si svolge una sorta di danza, nella quale il nostro sistema immunitario ascolta i segnali provenienti dal corpo e dall’ambiente per difenderci dagli attacchi esterni. Grazie ad essa, il nostro organismo è pronto ad affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria, la stessa che abbiamo imparato a generare con i vaccini. Oggi il mondo è colpito da una calamità che ci ha trovati impreparati e, di certo, sappiamo che questa pandemia non sarà l’ultima. Di fronte a questa trasformazione epocale le risposte della politica sono spesso dettate dalla paura e dallo sgomento. Ma come possiamo allora cambiare la nostra attitudine nei confronti del mondo, che ormai è già cambiato sotto i nostri occhi? In questo incontro scopriremo che, forse, il primo passo per superare questa rivoluzione è rivolgere lo sguardo proprio dentro noi stessi, per capire la razionalità del nostro organismo: un meraviglioso sistema in cui ogni parte comunica e collabora con l’altra. Senza sosta si misura con l’ignoto che viene da fuori e lo affronta. Capiremo quindi che nessuno di noi può prescindere dagli altri e dall’ambiente in cui vive. Abbiamo la responsabilità di imparare questa lezione, perché non possiamo più fingere di non vedere le contraddizioni di un mondo globalizzato che trascura la catastrofe del clima e non si occupa delle disuguaglianze sociali.

Antonella Viola è un’immunologa. È professoressa ordinaria di Patologia generale presso il dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova e direttrice scientifica dell’Istituto di ricerca pediatrica (Irp-Città della Speranza); è autrice di Danzare nella tempesta (Feltrinelli, 2021) e, con Federico Taddia, Virusgame (Mondadori, 2021).

Elisa Manacorda è giornalista, direttrice di “Galileo. Giornale di scienza”, il giornale che dal 1997 racconta la ricerca e l’innovazione sul web. Ha scritto e scrive di scienza per le principali testate italiane. E’ docente di linguaggi giornalistici al Master SGP di Sapienza Università di Roma, collabora con il Master MSC dell’Università di Ferrara. E’ autrice de “Il fattore X”, il primo libro sulla medicina di genere rivolto al grande pubblico.

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