Folto pubblico al Ristorante La Meridiana (Salita S. Francesco 2; Tel. 010.8440960). in occasione della presentazione del libro “Tiqqun – il Pianto Senza Voce“ di Gina Sparapani Manzo edito da Studio 6 , una proposta di Liberodiscrivere Edizioni (www.liberodiscrivere.it).
Alla presentazione erano presenti, oltre all’autrice, Maria Cristina de Felice direttore di redazione di Liberodiscrivere®edizioni, Angela Lucue, colombiana e laureata in psicologia externato di Colombia, e Manuela Magalhaes, esperta in comunicazione, per parlare, oltre che del romanzo, anche del complicato tema dell’adozione. “La speranza – ha raccontato l’autrice – è che il mio libro possa suscitare emozioni, raccontando una storia d’amore che coinvolge tante persone del nostro tempo”.Gina Manzo Sparapani è nata a Genova dove vive tutt´ora. Ha quattro figli e due nipoti, ma è affettuosamente accompagnata anche da tre cani che lei “adora”. Nei momenti difficili della sua vita ha trovato rifugio nella scrittura, scrivendo poesie e piccoli racconti. Questo è il suo primo libro.
Presentazione del Libro.
Alina è una donna molto sensibile e sta attraversando uno dei momenti più duri della sua vita, malgrado tutto ha la forza di continuare certa che le sue speranze non saranno disattese. Intanto si sta concretizzando un progetto da lei avviato tempo addietro, prendere in affidamento familiare un minore in difficoltà . Questa scelta l’aveva maturata dentro di sé sentendo proprio il “bisogno†di compiere un gesto gratuito, un gesto d’amore verso chi poteva averne necessità . Per lei il significato della vita era dare amore, sempre, in ogni momento, fosse anche solo una briciola. Dare amore, per avere amore, per generare ancora amore. La storia è vera solo per ciò che riguarda l’affidamento del piccolo Marco. Anche la storia del piccolo Gabriele è, purtroppo, vera. L’amore sa riempire la vita, guarire le ferite più profonde, infondere coraggio trasformando così una vita insignificante, in qualcosa di meraviglioso
Profili.
Gina Manzo è nata a Genova dove ha sempre vissuto e tutt’ora abita, e mai ha pensato di lasciare. Ha quattro figli, ma dal suo matrimonio ne sono nati tre, l’ultimo è stato un dono del destino tramite un affidamento familiare che poi si è tramutato in adozione. Ha anche due nipoti che adora, e tre cani che fanno ormai parte della sua famiglia, della sua quotidianità , i suoi compagni di fiducia. Nei momenti più duri della sua vita ha trovato rifugio scrivendo quello che sentiva dentro, poesie e racconti per fissare sia i ricordi belli che quelli più tristi. Recentemente ha deciso di compiere un salto di qualità scrivendo un libro dal titolo “Tiqqun – Il pianto senza voce. Perchè proprio un libro da un titolo così…. diciamo così “triste”? Se un pianto non ha voce, vuol dire che c’è qualcosa che non va, sicuramente. Lei ha voluto scrivere e raccontare, inserendolo dentro ad una bella storia d’amore, l’affidamento del suo quarto figlio, affido che poi è diventato adozione. Niente della storia raccontata nel libro le appartiene, soltanto la storia dell’affidamento è storia vera, e pure storia vera è quella del piccolo Gabriele che viene citato in quanto è stato compagno di giochi del piccolo Marco, seppure per poco tempo, come verrà detto e spiegato. Se la vita a volte ci delude togliendoci spesso affetti e persone, qualcosa di buono lascia sempre, dobbiamo lavorare su ciò che ci rimane. Moltiplichiamo i nostri tre pani e due pesci, armiamoci di buona volontà e andiamo sempre avanti. Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo. Non è solo una mera speranza, a volte può tramutarsi in realtà . Alina è una donna molto forte, ma subisce diverse sofferenze, trovare un compagno in Fabio era lungi dalle sue aspettative, tanto più che lo conosceva da molti anni, però, pur conoscendolo non sapeva niente di lui e non lo avrebbe mai saputo se non avesse accettato…..Di fronte alle difficoltà di vario tipo non si dovrebbe lottare contro il destino, ma andargli incontro dando amore, specialmente quando questo amore lo indirizziamo verso i più deboli, così divenitamo veramente persone libere, non più schiacciate e sminuite nei nostri sentimenti e qualità più intime. Scopriamo la vera vita.
Angela Lucue è nata a BOGOTA’ (COLOMBIA); E’ laureata in psicologia externato di Colombia. Ha lavorato presso l’Istituto colombiano de “Bienestar familiar” che si incarica delle procedure per adozioni e affidamento familiare dei bambini. Ha lavorato nelle carceri maschili (reati minori) del distretto di Bogotà , dove si è occupata soprattutto delle famiglie dei carcerati, quindi anche dei loro figli. Ha lavorato anche nella scuola sia elementare che media con bambini dai 5 ai 14 anni. La tesi di laurea di Angela Lucue tratta delle emigranti colombiane che sono qui a Genova, dove sono venute per prostituzione. Lei le ha seguite e avvicinate percorrendo i carrugi di Genova in lungo e in largo e poter capire la loro situazione. E’ qui anche per pubblicare la sua tesi ritenuta molto interessante.
Manuela Magalhães nata a Salvador de Bahia nel 1979, Laureata in Comunicazione Sociale nel 2001 presso l’Università Salvador, in Brasile, vincitrice di assegno di ricerca nel 2004 presso il Dipartimento di Scienza della Comunicazione Linguistica e Culturale della Facoltà di Lingue e Letteratura Straniere dell’Università di Genova. Master nel 2006 in Traduzione Letteraria presso l’Università di Siena. Laurea Magistrale in Scienze Politiche in Italia nel 2011, presso l’Università di Genova con la tesi “La Politica Educativa a Genova: mediazione, intercultura, adozione ed azione sul campoâ€. La sua esperienza decennale nel campo della Mediazione Interculturale tanto in Brasile, quanto in Italia e della Mediazione Educativa l’ha condotta ad approfondire queste tematiche, dopo alcuni saggi in gran parte dedicati alle reciproche influenze delle letterature brasiliana ed italiana, nel volume: “Mediazione interculturale e adozione internazionale†Liberodiscrivere® edizioni






