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Genova: “Il mare al centro”, nuova rassegna di Teatro Pubblico Ligure a Palazzo San Giorgio

Il mare al centro
Il mare al centro - Teatro Pubblico Ligure

Genova – “Il mare al centro”, il nuovo progetto di Teatro Pubblico Ligure per Ports of Genoa – Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, è un racconto che attraversa tre millenni, ponendo il Mediterraneo come luogo cardine della cultura occidentale nel passato e nel presente. Con il ruolo preminente di Genova, città che nel Mediterraneo ha sempre avuto un ruolo da protagonista, punto di riferimento, di guida e d’avanguardia. La rassegna si svolge da giovedì 4 dicembre 2025 a giovedì 19 marzo 2026, sempre alle ore 17, nella Sala del Capitano.

Nel corso di sette incontri affrontano questo tema l’assiriologo dell’Università La Sapienza di Roma Franco D’Agostino, il giornalista e scrittore Massimo Minella, il matematico, logico e saggista Piergiorgio Odifreddi, l’attore, scrittore e viaggiatore Giuseppe Cederna, il regista Sergio Maifredi, l’archeologo dell’Università La Sapienza di Roma Marco Ramazzotti, l’egittologa dell’Università La Sapienza di Roma Loredana Sist. Il loro racconto acquista ulteriore importanza a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e luogo rappresentativo del rapporto secolare che la Città ha con il mare, generatore di incontri, di scambi e di storie.

«La cultura del mare in una città al centro del Mediterraneo – dichiara Sergio Maifredi, ideatore e direttore artistico della rassegna – deve tornare a costituire un modello di riferimento per la politica: solo decifrando i segni della storia antica si comprendono le rotte e le linee di faglia che attraversano questo nostro mare, solo sentendo la forza poetica che il mare racchiude si ritrova lo slancio che ha fatto grandi i popoli affacciati sul Mediterraneo. “Il mare al centro” spazia dall’archeologia alla geopolitica contemporanea per comprendere le culture che abitano la sottile linea di terra che delimita questo mare, culture che si affacciano sul Mediterraneo e che su questo mare definiscono i poteri economici e culturali oggi come nel passato».

L’ingresso agli appuntamenti è libero con prenotazione obbligatoria a [email protected] o al numero whatsapp 351 4472182 Informazioni su www.teatropubblicoligure.it e www.portsofgenoa.com

“Il mare. Filosofia e poesia” inizia giovedì 4 dicembre 2025, ore 17, nella Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio a Genova, con Franco D’Agostino, assiriologo dell’Università La Sapienza di Roma, titolare dell’unica cattedra in Italia su questo settore dell’archeologia, responsabile di uno scavo in Siria, nazione in cui svolge la sua attività insieme all’Italia. Il suo intervento ruota intorno al tema “Il Mediterraneo prima del Mediterraneo. La Mesopotamia”. I popoli che resero grande la Mesopotamia nel lunghissimo periodo del suo sviluppo storico, a partire dal IV millennio a.C. posero le basi per ogni aspetto della vita sociale dall’amministrazione statale alla gestione del lavoro comune, dotandosi al contempo per la prima volta nella storia umana di quello strumento fondamentale che fu la scrittura. Questa straordinaria tradizione di cultura e civiltà interagì strettamente con il Mediterraneo, che da essa trasse ispirazione e modelli.

Il secondo appuntamento è giovedì 11 dicembre 2025, alle 17, con il giornalista e scrittore Massimo Minella, protagonista de “Gli occhi del mare”. Che cosa ci spinge a prendere il mare? Che cosa cerchiamo, da che cosa fuggiamo? Necessità, desiderio di avventura, ricerca di una nuova occasione di vita, fuga dalla miseria, dalla disperazione, dalle persecuzioni. Da quando l’uomo ha issato la prima vela, il mare non ha mai smesso di raccontarci storie e di diventare paradigma delle virtù e delle miserie umane.

Giovedì 22 gennaio 2026, alle 17, si prosegue con “Il Mediterraneo, mare matematico” con il matematico, logico e saggista Piergiorgio Odifreddi. La storia della matematica antica si può raccontare come una metaforica crociera, che attracca in vari luoghi del Mediterraneo. La prima tappa porta in Egitto, dove fu inventata la geometria per delimitare i campi attorno al Nilo, e dove furono costruite le piramidi. La seconda tappa attracca a Mileto, patria di Talete, il cui famoso teorema gli permise di misurare appunto l’altezza delle piramidi. La terza tappa è Crotone, sede della scuola di Pitagora: da lì arrivano il suo ancor più famoso teorema, e la scoperta della sezione aurea e del dodecaedro. La quarta tappa ci riporta in Egitto, ad Alessandria, dove aveva sede la grande scuola di Euclide. La quinta tappa fa scalo a Siracusa, patria del più grande matematico dell’antichità: Archimede. Con l’ultima tappa si sbarca in Spagna, per giungere a Granada e ammirare le piastrellature matematiche dell’Alhambra.

Giovedì 29 gennaio, alle 17, Giuseppe Cederna, noto soprattutto come attore ma anche scrittore e viaggiatore, è il protagonista di “Un racconto mediterraneo”. Ci sono due isole nel cuore del Mediterraneo: Kastellorizo, in cui venne girato “Mediterraneo”, il film di Gabriele Salvatores che vinse il premio Oscar nel 1992, e Karpatos, l’isola dove Cederna torna ogni anno a ritrovare il ritmo della terra e del mare. Sono le sue isole del tesoro. Il suo racconto mediterraneo si dipana a partire da questi luoghi, quasi mitici, capaci di nascondere come l’isola di Calipso o capaci di accogliere e di ascoltare come l’isola dei Feaci.

Il quinto appuntamento è giovedì 12 febbraio, ore 17, con Sergio Maifredi, regista e direttore artistico dell’intera rassegna. Da anni lavora sui testi classici greci e in questa occasione racconta “La rotta di Ulisse, la rotta di Enea”. Ulisse ed Enea partono da Troia a poca distanza di tempo l’uno dall’altro. Le loro rotte si incrociano nel Mediterraneo. Il viaggio di Ulisse è un ritorno, con una meta ben chiara: Itaca, la terra dei padri. Il viaggio di Enea è una fuga da una città che brucia, verso un destino da decifrare. Entrambi arrivano in terre straniere, spinti dal mare e dai venti avversi. Entrambi vengono accolti e entrambi si fanno cantori per continuare ad esistere.

Giovedì 19 febbraio, alle 17, l’archeologo dell’Università La Sapienza di Roma Marco Ramazzotti descrive analogie e differenze tra “I popoli del mare e i Fenici”, portando a ribaltare la prospettiva fino a osservare il Mediterraneo da un punto di vista opposto al nostro abituale. Il Mare Nostrum è visto non come centro da cui partire ma come periferia, ovvero come l’estremo occidente dell’Eurasia in contatto ombelicale, attraverso l’Eufrate, con il Mare Arabico, che è la sezione nord-occidentale dell’Oceano indiano.

La rassegna si conclude giovedì 19 marzo con l’egittologa dell’Università La Sapienza di Roma Loredana Sist e il suo racconto su “L’Egitto e i due mari”. Gli antichi Greci percepirono la civiltà egizia come una realtà monolitica e immutabile. Tale visione statica si è incredibilmente protratta fin quasi ai nostri giorni. In realtà l’antico Egitto rappresenta un sofisticato esempio di civiltà dinamica che, fin dai tempi più remoti, interagì non solo coi paesi limitrofi ma anche con quelli raggiungibili solo via mare, creando una fitta rete di rapporti commerciali e culturali.

BIOGRAFIE

Franco D’Agostino insegna Assiriologia presso il Dipartimento – Istituto Italiano di Studi Orientali della Sapienza – Università di Roma, di cui è al momento anche Direttore. Ha al suo attivo volumi e studi sulla storia letteraria, la lingua, la società e l’economia dei Sumeri e dei Babilonesi, tra cui “Gilgameš. Il re, l’uomo, lo scriba”; “Testi umoristici babilonesi e assiri”; “La lingua di Babilonia”; “La lingua dei Sumeri”; “I Sumeri”; “Storia della Terza Dinastia di Ur”. Si è occupato inoltre a lungo della Siria del III millennio a.C. (Ebla). Ha inoltre pubblicato due romanzi (“Le finestre su via Baccina”, “La Rosella di Pennant”), due volumi di poesie (“L’emarginazione superiore”, “Abram Efros, sonetti erotici”) e recentemente un disco come cantautore (“Non è follia”).

Massimo Minella, nato a Voghera, vive a Genova dalla metà degli anni Ottanta. Vicecaporedattore di Repubblica e responsabile delle pagine economico-marittime dell’edizione ligure del quotidiano, è autore di numerose pubblicazioni di narrativa per l’infanzia e di argomento storico-economico. Nel 2014 e 2022 ha vinto il premio Mare Nostrum Awards per i suoi reportage sul Mediterraneo e nel 2016 il premio Marincovich Cultura del Mare per il suo libro “Storie di navi e principesse che non fecero ritorno”. Dai suoi libri sono tratti testi che l’autore stesso racconta nei festival teatrali, a cura del Teatro Pubblico Ligure.

Piergiorgio Odifreddi (1950) ha studiato matematica in Italia, Stati Uniti e Unione Sovietica, insegnato logica matematica presso l’Università di Torino e la Cornell University (Usa), e collaborato con La Stampa, Repubblica e Le Scienze. Nel 2011 ha vinto il Premio Galileo per la divulgazione scientifica. I suoi libri divulgativi più noti sono Le menzogne di Ulisse (2004) sulla logica, C’è spazio per tutti (2010) sulla geometria, e Il museo dei numeri (2013) sull’aritmetica. È autore di best-seller che hanno diviso i lettori tra ammiratori e detrattori, quali Il Vangelo secondo la Scienza (1999), Il matematico impertinente (2005), Perché non possiamo essere cristiani (2007), Il dizionario della stupidità (2016) e La democrazia non esiste (2018). Ha discusso per nove anni di fede e ragione con Benedetto XVI, pubblicando con il papa emerito Caro papa teologo, caro matematico ateo (2013) e In cammino alla ricerca della verità (2022). I suoi ultimi libri scientifici sono Il Dio della logica (Longanesi, 2018), Il

Giuseppe Cederna attore, scrittore, viaggiatore. Tra i protagonisti del film “Mediterraneo” di G. Salvatores, premio Oscar 1992, ha lavorato con Scola, Bellocchio, Comencini, Monicelli, i fratelli Taviani, Soldini, Brizzi, Rob Marshall, Gianni Amelio. In teatro ha interpretato testi di numerosi autori, da Stevenson a Molière, a Daniel Pennac con “Storia di un corpo”, a Cechov con “Zio Vanja”, all’Odissea e alle migrazioni mediterranee di Gianmaria Testa. Racconta e interpreta il viaggio e le sue passioni poetiche e letterarie da Kostantin Kavafis, a John Berger da Wislawa Szymborska, da Chandra Candiani a Claudio Damiani. Ha pubblicato con Feltrinelli “Il Grande Viaggio” un pellegrinaggio himalayano alle sorgenti del Gange e “Piano Americano”; “Ticino, le voci del Fiume” ed. Excelsior 1881. Collabora da molti anni con Teatro Pubblico Ligure per cui è stato protagonista di spettacoli sui testi classici e i poeti.

Sergio Maifredi, nato a Genova nel 1966, regista, presidente e direttore artistico di Teatro Pubblico Ligure, da lui fondato nel 2007. È direttore artistico del Teatro Cavour di Imperia. È ideatore di festival, progetti di audience engagement e community development (le stagioni di Soriteatro a Sori, il progetto “Atlante del Gran Kan” tra gli altri) per Amministrazioni Pubbliche e Comuni, Fondazioni, Istituti Italiani di Cultura e Istituzioni internazionali. Dal 2019 al 2021 è stato direttore artistico per la Città di Barletta dell’evento storico “La Disfida di Barletta”. Direttore artistico di “Cinque Terre Art Festival”, “Portus Lunae Art Festival” di Luni e “Albintimilium Theatrum fEst” di Ventimiglia. Ideatore del progetto di rete STAR sistema teatri antichi romani. Curatore delle mostre d’arte “Yves Klein, judo e teatro, corpo e visioni” (2012) con Bruno Corà e “Tutto il Teatro in un manifesto, il manifesto d’arte in Polonia a vent’anni dalla caduta del Muro” (2009) a Palazzo Ducale di Genova. “Wisława Szymborska. La gioia di scrivere” (2023) al Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova. Ha diretto oltre cinquanta spettacoli, fra cui i recenti “La città invisibile”, “Aiace” e “Filottete” di Sofocle.

Marco Ramazzotti, insegna alla Sapienza Università di Roma Archeologia e Storia dell’Arte dell’Asia Occidentale e del Mediterraneo Orientale Antichi, presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità. Dirige il Laboratorio di Archeologia Analitica e Sistemi Artificiali Adattivi, l’Atlante del Vicino Oriente antico, la Missione Archeologica della Sapienza nella Penisola Arabica e nel Golfo, e presiede il Corso di Studi in Scienze del Turismo Sostenibile presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Loredana Sist ha insegnato Egittologia e Antichità Copte alla Sapienza Università di Roma e Lingua e Letteratura egiziana al Pontificio Istituto Biblico; ha ricoperto la carica di direttore del Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo della Sapienza. Ha partecipato a scavi in Egitto e Sudan per circa 40 anni e ha fondato e diretto la Missione Archeologica in Basso Egitto, scoprendo nel Delta occidentale la probabile capitale del VII nomo, una delle 42 suddivisioni amministrative dell’antico Egitto.