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Genova: “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg al cinema America dal 26 al 28 gennaio in versione originale e nell’edizione Director’s Cut

Genova – Torna in prima visione un film culto di Steven Spielberg, “Incontri ravvicinati dal terzo tipo” (“Close Encounters of the Third Kind”). Distribuito dalla Cineteca di Bologna, è in programmazione al cinema America (via Colombo 11, Genova, tel. 010 4559703) lunedì 26 e martedì 27 gennaio 2026 alle ore 21.15, mercoledì 28 gennaio alle ore 18.30. È proposto nell’edizione Director’s Cut, quindi nella sua interezza artistica senza tagli dovuti a logiche di mercato o problemi di budget, e in versione originale con i sottotitoli italiani. Una proposta autoriale fedele all’idea originale di Spielberg e un modo per ascoltare le voci originali degli interpreti, in cui figurano tra gli altri Richard Dreyfuss, François Truffaut, Teri Garr, Melinda Dillon.

 

“Incontri ravvicinati del terzo tipo” ha vinto due Premi Oscar e inaugura il filone fantascientifico di Spielberg, a cui il regista americano torna con il suo nuovo film “Disclosure Day”, atteso il prossimo 11 giugno, con Emily Blunt. Josh O’Connor e Colin Firth. In “Incontri ravvicinati”, in seguito alla comparsa di alcuni fenomeni magnetici insoliti (insieme ad avvistamenti di velivoli non identificabili) l’équipe del professor Lacombe, che sta studiando un misterioso messaggio musicale proveniente dallo spazio, raggiunge gli Stati Uniti. Si vorrebbe che tutto rimanesse segreto ma i media si impossessano della notizia e così, nella località denominata Picco del Diavolo in cui sono comparsi i fenomeni, si raduna un buon numero di curiosi. Tra loro ci sono Jillian, una mamma che si è vista assorbire da un fascio di luce il proprio figlio e Roy, un elettrotecnico che ha avuto una strana visione dopo essere stato avvolto da delle strane sorgenti luminose.

 

Terzo film di Spielberg (anche sceneggiatore, a partire da un ricordo d’infanzia) e primo completamente spielberghiano, presenta già i temi cardine del suo cinema a venire, la capacità di incidere nell’immaginario e di girare “le scene di vita quotidiana dandogli un aspetto un po’ fantastico, di rendere più quotidiane possibili le scene fantastiche”. A parlare è François Truffaut, che nel film è lo scienziato Lacombe. La comunicazione è il problema centrale del film, storia di un sogno di bambino che diventa realtà quando si è troppo grandi per accettare che possa essere reale. Se gli adulti del film sono molto spaventati, il piccolo Barry, dall’alto dei suoi tre anni, è pronto ad andare incontro ai lampi che vengono dal cielo. Sicuramente è un film sulla fiducia nell’altro, anche quando ci sarebbero molte ragioni per averne paura. Sono sufficienti le cinque note teorizzate da Lacombe per creare un canale di comunicazione, basta volere e sapere ascoltare. Un bel sogno a cui credere, di questi tempi.

 

 

 

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