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I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE

Minuto di silenzio per il capitano la Rosa

 

Il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone ha aperto la seduta ricordando il capitano Giuseppe La Rosa del Terzo Reggimento Bersaglieri della Brigata Sassari, morto in Afghanistan l’8 giugno scorso.

Il presidente, dopo avere espresso il cordoglio dell’Assemblea legislativa alla famiglia della vittima, ha rinnovato «a tutti coloro che in questo momento sono impegnati sul difficile fronte afghano, la profonda gratitudine, l’unanime sostegno e la piena solidarietà dell’istituzione regionale».

Al termine dell’intervento, su invito del presidente, l’Assemblea ha osservato un minuto di silenzio.

 

Giuseppe Maggioni subentra ad Alessandro Cavarra

All’unanimità l’assemblea ha preso atto della surroga dal mandato di consigliere di Alessandro Cavarra (Pd), da poco eletto sindaco di Sarzana, Al suo posto è subentrato Giuseppe Maggiori già sindaco di Camogli. Edoardo Rixi (Lega Nord – Liguria Padania), Marco Melgrati (Pdl), Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente), Antonino Miceli (Partito Democratico) e Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando) hanno ringraziato Cavarra per il profilo istituzionale, la professionalità e l’imparzialità con cui ha presieduto la commissione bilancio del consiglio regionale. Melgrati in particolare ha sottolineato che Cavarra ha fatto una scelta difficile e coraggiosa: «quella di abbandonare le comodità che l’incarico di consigliere regionale offre per andare a fare un mestiere difficile, soprattutto in questo momento, come quello di sindaco. Una scelta che sicuramente gli fa onore». Tutti hanno fatto gli auguri di buon lavoro a Giuseppe Maggioni.

(allego breve biografia e foto)

 

Prosecuzione del dibattito su disoccupazione giovanile e abbandono scolastico

Nella seduta odierna il dibattito si è concluso su questi due temi con la replica della giunta.

Sono intervenuti l’assessore ai trasporti Enrico Vesco e l’assessore all’istruzione Sergio Rossetti

Giovanni Enrico Vesco ha dichiarato: Â«La sempre maggiore criticità della situazione dei giovani nel mondo del lavoro con il record assoluto di disoccupazione raggiunto dal nostro Paese è la dimostrazione del totale fallimento delle politiche di solo rigore portate avanti in questi anni, politiche che hanno creato recessione, maggiori disuguaglianze sociali e blocco dell’accesso delle nuove generazioni al mondo del lavoro. Dai dati che emergono risulta che dal febbraio 2013 fra i disoccupati il 33,8 per cento sono giovani fra i 15-34 anni mentre fra gli inoccupati, cioè fra quelli alla ricerca del primo lavoro, la percentuale nella stessa fascia di età si attesta sul 45 per cento. Sul complesso dei disoccupati e inoccupati i giovani fra i 15 e i 34 anni sono il 36 per cento. Una situazione che aggrava ulteriormente la condizione delle fasce più deboli della popolazione. Le cause di questa situazione – ha aggiunto – sono molte e diversificate: innanzitutto la lunga crisi economica che si accanisce sulla parte più fragile del mondo del lavoro, poi le politiche largamente insufficienti. E’ chiaro che è necessario un intervento nazionale che metta fra le priorità incentivi e investimenti diretti nei settori strategici». Secondo Vesco «la nostra più grande risorsa e più grande opportunità sono i giovani e bisogna introdurre da subito la “Garanzia Giovani” la raccomandazione adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 28 febbraio scorso, che raccomanda a tutti gli stati membri di garantire che tutti i giovani di età inferiore ai 25 anni ricevano un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi o tirocinio entro un periodo di 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale». Per favorire l’accesso al lavoro dei giovani è necessario intervenire, secondo l’assessore, in due direzioni: eliminare le cause strutturali che bloccano l’accesso al lavoro e al credito, necessario per sviluppare nuove imprenditorialità ed eliminare la crescente separazione fra scuola e lavoro, combattere i pesanti tassi di abbandono scolastico. «Come Regione di fronte alla crisi non siamo stati con le mani in mano – ha aggiunto -, ci siamo impegnati innanzitutto sul fronte sociale, nelle politiche passive cercando di garantire la cassa integrazione in deroga alle aziende in crisi e per fare questo abbiamo dovuto utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo che non era previsto fossero destinate a questo scopo. Inizialmente abbiamo usato per gli ammortizzatori sociali una quota del 30% salita poi dal 30 gennaio 2012 al 40%. Fortunatamente sono poi arrivati i fondi dal ministero del Tesoro per la cig in deroga e quella partita è finita».

L’assessore ha ricordato il Piano straordinario per i giovani finanziato con 20 milioni di euro, volto a sviluppare una politica regionale che prevenga la dispersione scolastica e garantisca l’occupabilità dei giovani. Il piano si compone di 16 azioni frutto di un’analisi ragionata delle migliori esperienze fatte a livello regionale, nazionale ed europeo. Obiettivo fondamentale è non generare contrapposizioni fra le generazioni e dare opportunità di crescita per tutti. «Fra le varie azioni del Piano giovani – ha spiegato Vesco – la più importante è il programma sperimentale integrato di interventi per la promozione dei tirocini e dei contratti di apprendistato che mette a disposizione circa 2 milioni e mezzo di euro. Gli interventi attivabili sono: un percorso di primo ingresso al lavoro per i giovani che ancora frequentano scuola o università; un percorso per i giovani fino a 30 anni ormai fuori dal sistema scolastico; percorsi di assunzione destinati a giovani fra i 31 e 35 anni inoccupati o disoccupati. Ai giovani che partecipano al percorso è erogata per tutto il periodo di svolgimento del tirocinio un’indennità di partecipazione di 500 euro mensili. Tale importo è a carico di Regione Liguria per i primi tre mesi, per un totale di 1500 euro e del datore di lavoro per gli ultimi tre mesi per un totale di ulteriori 1500 euro. Il datore di lavoro che proceda all’assunzione riceve dalla Regione il rimborso dei 1500 euro spesi negli ultimi tre mesi di tirocinio. Nel caso di assunzione a tempo indeterminato viene inoltre concesso un contributo di 2200 euro per il percorso di primo ingresso al lavoro e per il percorso di inserimento o reinserimento».

Sergio Rossetti, assessore alle Risorse finanziarie, istruzione, formazione, università ha ribadito che lo sviluppo dell’economia dipende in gran parte dai processi di formazione che i vari paesi riescono a mettere in campo. «Il nostro obiettivo – ha detto – è stato quello di mettere funzione un sistema di formazione professionale capace di utilizzare al massimo i fondi del Fondo sociale europeo. Lo abbiamo fatto al punto che rischiamo di avere un overbooking e cioè di impegnare in progetti formativi più di quanto il FSE ci mette a disposizione. Abbiamo allora puntato a sfruttare anche i fondi Fesr e cioè quelli europei destinati allo sviluppo e alla ricerca. Vogliamo avviare fra il 2014-2020 un processo di formazione continua che, analogamente a quanto già avviene in altri paesi, veda la partecipazione delle imprese alla formazione dei giovani. Oggi il nostro sistema di orientamento professionale è troppo autoreferenziale e sganciato dal concreto mercato del lavoro. Questo aggrava il preoccupante fenomeno dell’abbandono scolastico e del precariato. Abbiamo immaginato che in futuro l’orientamento segua percorsi a filiera: quella produttiva, dei servizi, l’economia del mare, la green economy, e così via integrando periodi di stage in azienda nel processo formativo con un’integrazione fra scuola dell’obbligo e impresa». Secondo l’assessore «occorre avviare processi di apprendistato durante il periodo dell’obbligo scolastico e creare l’apprendistato in fase di alta formazione che è una novità assoluta nel paese, con un’alternanza scuola – lavoro che consenta di creare una continuità fra scuola e azienda. Pensiamo ad 8 poli di ricerca e innovazione che guardino alla tecnologia marina, ai trasporti, all’automazione intelligente e facciano capo ai due distretti industriali del mare e dell’information tecnology. In ogni caso non dobbiamo guardare alla formazione con un’unica lente, quella dell’attuale struttura occupazionale. Già oggi l’analisi del mercato del lavoro in Liguria ci dice che complessivamente il numero e il tipo di laureati che produciamo è superiore alla domanda sul territorio. Sappiamo invece che in alcuni campi, l’estetica e l’assistenza fra gli altri, abbiamo un’offerta di specialisti insufficiente. Occorre quindi capire di quali professionalità avremo bisogno in futuro e sviluppare sul territorio un sistema che ci consenta di avere professionisti competitivi sul mercato globale».

 

Garantire il Piano dell’offerta formativa

E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Ezio Chiesa del gruppo Misto-Liguria Viva) e sottoscritto da gruppi di maggioranza e minoranza, relativo al rispetto del Piano dell’offerta formativa stabilito nel decreto n.81 del 20 marzo 2009. Il documento “impegna la giunta a sensibilizzare il Governo attraverso il competente ministero affinché vengano individuate le risorse finanziarie necessarie affinché quanto previsto dalla legge sia rispettato nell’interesse dei bambini, delle famiglie e dello stesso corpo docente, chiamato ad assolvere il difficile compito di assicurare un corretto insegnamento”

 

Non ignorare il meeting della Confindustria

E’ stato approvato, con il voto contrario di Giacomo Conti (Federazione della sinistra), l’ordine del giorno (primo firmatario Edoardo Rixi della Lega Nord Liguria-Padania), e sottoscritto anche da Marco Scajola e Marco Melgrati del Pdl sul convegno di Confindustria che si è svolto a Santa Margherita Ligure. Nel documento si “impegna la giunta a tenere conto delle considerazioni emerse nel meeting per la futura attività legislativa della giunta regionale”.

Intervenendo il presidente della Giunta Claudio Burlando ha subito annunciato a nome della Giunta il voto favorevole all’ordine del giorno «apprezzando la voglia di cambiamento che emerge da questo tipo di iniziativa». In merito alla polemica sui giovani industriali apparsa sui giornali ha invitato a discuterne «dopo aver ascoltato le affermazioni che ho fatto in diretta streaming. È evidente che, se io dico “da vent’anni”, non mi posso riferire ai giovani». Poi Burlando ha riassunto il senso di quello che ha detto durante al riunione di giunta: «Siamo di fronte a una drammatica crisi di rappresentanza politica, sindacale e associativa: abbiamo una politica che fatica a rappresentare i cittadini, sindacati che fanno fatica a rappresentare i lavoratori e associazioni che fanno fatica a rappresentare l’impresa. Questa è una delle difficoltà maggiori del Paese. Ringraziando chi, comunque, sceglie la Liguria per fare iniziative, ho pregato la mia giunta di dare ascolto alle realtà operative: amministratori locali, lavoratori, imprenditori su cinque grandi obiettivi che ho indicato. E’ necessario ascoltare, altrimenti il rischio per chi ha ruoli di rappresentanza è di parlarsi addosso senza cogliere il disagio forte che c’è nella collettività, nell’impresa e nel mondo del lavoro. Uno degli interventi che mi hanno fatto più piacere a Palazzo Ducale è stato quello del console della Compagnia, che ha esordito così: “Questo non è un convegno”. Ecco, stiamo cercando di trovare sedi di confronto che non siano concepite come convegnistica, anche perché c’è una distanza enorme tra la convegnistica e la sofferenza diffusa tra cittadini, lavoratori e imprenditori. Ho pregato, e cominceremo venerdì, di fare approfondimenti in cui andiamo a scavare di più in questa realtà difficile. Parlando ci può scappare anche la frase non felice, tutti siamo uomini, ma il senso politico è quello che ho spiegato».

Marco Melgrati (Pdl) ha ribattuto: «Il presidente è abile a rigirare la frittata, ma dispiace non aver sentito scuse da parte sua per quello che ha detto».

Roberto Bagnasco (Pdl) ha aggiunto: «Spiace che Burlando non fosse a Santa Margherita perché ogni tanto fa bene anche ascoltare perchè fra quelle dette dai giovani industriali non c’erano solo parole ma anche idee interessanti».

Marco Scajola (Pdl) ha auspicato che la giunta compia azioni vere e concrete.

Della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani), ribattendo alle dichiarazioni di Burlando, ha replicato«Non condivido le opinioni secondo cui ci sono convegni di serie A, e convegni di serie B» ha detto riferendosi all’iniziativa a palazzo Ducale organizzata dallo stesso presidente e quella organizzata da Confindustria a santa Margherita Ligure.

 

Politiche di sostegno contro disoccupazione giovanile e emigrazione dalla Liguria

E’ stato approvato all’unanimità, con alcune modifiche proposte da Antonino Miceli, capogruppo del Pd, un ordine del giorno, (primo firmatario Marco Scajola del Pdl ) e sottoscritto dai gruppi di minoranza, che, fra le altre cose, “impegna la giunta a verificare i risultati ottenuti dal Piano giovani, a prevedere sgravi fiscali o contributi e agevolazioni alle imprese che assumono giovani e per i giovani imprenditori, come previsto anche in alcune iniziative legislative consiliari presentate in questa legislatura, a incentivare contratti che inneschino meccanismi virtuosi di accesso al mercato del lavoro puntando anche su apprendistato, percorsi formativi professionalizzanti e di alternanza scuola-lavoro e a sensibilizzare il governo sull’introduzione di forme di reddito minimo di inserimento che evitino lavoro nero e situazioni di illegalità.

 

Crisi del sistema regionale della formazione professionale

E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Gino Garibaldi del Pdl) che impegna “la giunta a intraprendere tutte le iniziative e gli atti necessari per comporre un tavolo concertativo fra i vari enti interessati (Regione, enti di formazione e sindacato confederale) per giungere alla soluzione migliore e fattibile per sostenere il sistema della formazione professionale in Liguria”.

 

Buono scuola per studenti meritevoli

E’ stata respinta con i voti contrario della maggioranza una mozione sottoscritta da Raffaella Della Bianca del Gruppo misto-Riformisti italiani, e sottoscritta dal gruppo Pdl, che impegna la giunta a farsi promotrice di riforme nell’ambito del sistema educativo d’istruzione e formazione, che potenzino l’autonomia delle scuole nel selezionare gli insegnanti, a costruire percorsi formativi qualificati e professionalizzanti nell’adattare una cultura della valutazione non formale ma orientata al miglioramento e, infine, a valutare l’introduzione del buono scuola, o dote, come riconoscimento di merito per gli studenti che si sono distinti, dando così un segnale che il Governo regionale intende inaugurare azioni politiche d’investimento sulle persone. Come ha spiegato Raffaella Della Bianca, la mozione proponeva di trasferire il finanziamento dato oggi agli istituti ai singoli studenti al fine di dare loro la possibilità di scelta della scuola a cui iscriversi. L’assessore Sergio Rossetti nel motivare il no della maggioranza, ha spiegato: «Con la sua mozione Della Bianca vorrebbe ribaltare in modo inaccettabile la struttura della formazione in Liguria».

 

Borse di studio universitarie agli studenti liguri

E’ stata respinta con il voto contrario della maggioranza la mozione, primo firmatario Edoardo Rixi, e sottoscritta da Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania), che impegna la giunta a stipulare un protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per differenziare su base regionale i criteri di attribuzione delle borse di studio universitarie, attraverso una valutazione oggettiva delle competenze adeguando il valore delle borse di studio al costo della vita in Liguria, al fine di garantire un effettivo diritto allo studio

Supporto economico per universitari che studiano in altre regioni

E’ stato respinto con il voto contrario della maggioranza un ordine del giorno, primo firmatario Raffaella Della Bianca del Gruppo misto-Riformisti italiani e sottoscritto dai gruppi di minoranzache impegna la giunta a sviluppare politiche per poter trattenere e valorizzare i giovani liguri, compresi quelli a rischio di dispersione scolastica, nella nostra università ligure, e prevedere per coloro i quali sono costretti a recarsi fuori regione per corsi di laurea non attuati sul nostro territorio, un supporto economico in base al loro reddito.

 

Discarica nel Comune di Borghetto Vara

Contro l’ipotesi relativa alla realizzazione di una discarica nel Comune di Borghetto Vara, in località Mangina, sono state illustrate due interpellanze, una ha come primo firmatario Luigi Morgillo (Pdl) e l’altra Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania). 

Luigi Morgillo in particolare ha rimarcato che la discarica è inserita in un piano dei rifiuti della Provincia della Spezia, oramai datato e che l’iniziativa risulta essere in contrasto con il distretto biologico esistente in Val di Vara. Il consigliere ha sottolineato, inoltre, che il territorio di questa zona ha dimostrato un grosso problema di tenuta legato alla fragilità ed è a costante rischio frane, «come dimostrano le cronache di questo periodo». Morgillo ha chiesto, quindi, alla giunta se non ritenga  «di dover provvedere all’esclusione di siti in aree a rischio dissesto idrogeologico dai piani provinciali dei rifiuti e, nello specifico, per quali motivi non ritenga di escludere il sito di “Mangina” dal piano dei rifiuti della Provincia della Spezia vista sia la fragilità del territorio sia la concomitanza di insistere all’interno del distretto del biologico della Liguria. Morgillo ha chiarito che il progetto non è stato  presentato in Regione e che, quindi, ne ha avuto notizia soltanto a mezzo stampa. Ha insistito sulla “vetustà” del piano provinciale dei rifiuti, che ha almeno dieci anni e, quindi, di gran lunga antecedente all’alluvione del 25 ottobre  2011 che ha martoriato il territorio, rilevandone la sua fragilità. e provocando vittime.

Francesco Bruzzone con il documento, sottoscritto anche da Maurizio Torterolo e Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) , ha chiesto alla giunta per quali motivi non sia ancora intervenuta per bloccare il progetto. A suo avviso, infatti, l’iniziativa è  «totalmente inopportuna per evidenti motivi logistici, ambientali e di dissesto idrogeologico». Ha sottolineato, inoltre, la caratterizzazione della zona, legata alla produzione biologica, voluta dalla stessa Regione.  Bruzzone, al pari di Morgillo, ha ribadito che l’area in questione si trova nel cuore del distretto biologico della Val di Vara «che – ha detto – rischia di diventare la Valle della rumenta». Ha quindi sottolineato che il suo intento è quello di comprendere l’orientamento della giunta, al di là dei piani e dei progetti. Ha quindi fatto cenno ad «un uso strumentale dei piano industriale di Acam, la società  a carattere pubblico che gestisce lo smaltimento rifiuti nello spezzino che – ha detto – traballa, per il mantenimento  o meno dell’azienda». 

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente, Renata Briano. Â«Al momento si sta lavorando con piani a livello provinciale che individuano  possibili discariche sul territorio, per completare il ciclo dei rifiuti, come accade alla Spezia per Mangina» ha esordito l’assessore, spiegando che la Regione sta lavorando ad una programmazione a livello regionale di un piano per il  ciclo dei rifiuti, che dovrà essere approvato a fine anno. Ha altresì ribadito che finora Acam (la società gestisce lo smaltimento dei rifiuti nello spezzino) ha solo illustrato un’ipotesi progettuale. Nessuna procedura, quindi, è stata ancora aperta in Regione. «Le procedure sono di carattere tecnico e noi, quindi, ad oggi non siamo in grado di esprimere valutazioni» ha affermato l’assessore.

Bruzzone nella replica  ha insistito sulla necessità, da parte della giunta, di esprimere comunque una valutazione, al di là delle questioni tecniche, ma in considerazione della realtà nella quel si andrebbe ad intervenire: «Se qualcuno propone di buttare giù la lanterna, va fermato, al di là delle valutazioni di tipo tecnico, per la insensatezza dell’iniziativa».

Morgillo si è detto parzialmente soddisfatto della risposta dell’assessore «perché – ha detto – traguarda il superamento della programmazione a livello provinciale della gestione dei rifiuti, per andare, invece, verso una programmazione regionale. Questo superamento già si sarebbe già dovuto fare dieci anni fa e la programmazione a livello provinciale si è rivelata un fallimento. Ricordo che per quel vecchio famigerato piano chiesi il commissariamento.  Fornisco la mia disponibilità ad accelerare questo iter, questo passaggio. Non ho dubbi che, alla luce di quanto accaduto, che non si deciderà di costruire una discarica dove un anno e mezzo fa è crollata addirittura una montagna. Ringrazio fin d’ora l’assessore».

 

 

Contributi per iniziative sportive

E’ stato approvato all’unanimità il disegno di legge: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 40 (Testo unico della normativa in materia di sport) ed alla legge regionale 3 maggio 2006, n. 10 (Disciplina della diffusione dell’esercizio cinematografico, istituzione della Film Commission regionale e istituzione della mediateca regionale)”.

La legge prevede che la Regione, sulla base dei criteri e delle modalità stabiliti dall’apposito Programma regionale, promuove e sostiene, in collaborazione con altri soggetti pubblici o privati, o organizza autonomamente, la realizzazione di manifestazioni sportive di particolare rilievo che presentino caratteristiche tali da recare lustro all’immagine della Regione e rivestano particolare interesse nel panorama sportivo internazionale. Inoltre la Regione concede contributi per la realizzazione di manifestazioni di rilevanza regionale o sovra regionale che interessino in tutto o in parte il territorio della regione. Le istanze per le iniziative sono presentate da: comuni singoli associati e enti parco; amministrazioni provinciali; istituzioni scolastiche e Università; CONI, CIP, Federazioni Sportive, Discipline Associate e Associazioni Benemerite del CONI, Enti di Promozione sportiva; società sportive dilettantistiche che propongono e organizzano direttamente le iniziative; gruppi sportivi senza scopo di lucro e comitati organizzatori appositamente costituiti per la realizzazione di specifici eventi sportivi. La mancata realizzazione delle manifestazioni sportive oggetto di finanziamento regionale comporta la revoca del contributo assegnato.

Per l’anno 2014 e relativamente alle domande presentate entro il 31 ottobre 2013, i contributi in conto capitale previsti vengono concessi, in via prioritaria, per il completamento, la manutenzione straordinaria e la messa a norma di impianti sportivi scolastici.

Nel dibattito in aula sono stati presentati e approvati due emendamenti: il primo, nell’ottica di riduzione dei costi dell’amministrazione regionale, stabilisce che la partecipazione ai lavori delle commissioni da parte del presidente e dei suoi componenti è gratuita; il secondo emendamento modifica dal 31 ottobre al 30 novembre il termine per la richiesta di contributi per partecipare alle manifestazioni sportive nazionali e internazionali. Questa modifica ha il duplice scopo di agevolare le associazioni che intendano prendere parte alle iniziative del settore organizzate sul territorio regionale e permette alla Regione una migliore pianificazione nell’attribuzione dei contributi.

 

Ventiquattro mesi di sospensione per il Durc degli ambulanti

All’unanimità stato approvato il disegno di legge “Sospensione temporanea della presentazione del Documento Unico di Regolarità Contributiva da parte degli operatori del commercio sulle aree pubbliche di cui all’articolo 36 bis della legge regionale 3 gennaio 2007, n. 1 (testo unico in materia di commercio)”.

La legge prevede – per non aggravare la grave crisi che ha colpito il settore – la sospensione di 24 mesi della presentazione del Durc da parte degli operatori del commercio sulle aree pubbliche (ambulanti) previsto dalla legge regionale 1/2007, il Testo Unico in materia di commercio. Non si tratta di una moratoria dal pagamento di imposte e contributi, ma di una semplice sospensione dell’obbligo di presentare la relativa attestazione. Sull’argomento la scorsa settimana era stato approvato un ordine del giorno  del Consiglio regionale.

Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha ribadito alcune perplessità rispetto al disegno di legge: «Con questo provvedimento si attua una disparità di trattamento fra categorie e appare come un condono fiscale e una sorta di amnistia. In conclusione pare un esempio che legalizza l’evasione del contribuente».

Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania), nell’annunciare il suo parere favorevole al provvedimento, ha sottolineato: «La situazione per chi opera in questo settore è molto peggiorata e noi cerchiamo, con i mezzi a nostra disposizione, di consentire la sopravvivenza di coloro che vogliono lavorare nella legalità. Non si vuole certo agevolare i furbi. Si concede il tempo necessario a chi vuole farlo, di  mettersi in regola. – ha detto – Il piccolo artigiano che si è tolto la vita perché aveva un debito di diverse centinaia di euro aveva dichiarato in un’intervista che non vedeva la luce: cerchiamo di fare in modo che mai più nessuno si trovi in una situazione analoga».

Marco Melgrati (Pdl) ha ribadito che il provvedimento in approvazione non rappresenta un condono: «Si tratta di un provvedimento teso a consentire agli operatori del settore di risistemare i conti, di eliminare le pendenze per poter poi lavorare perfettamente in regola. La loro situazione era particolarmente delicata, in quanto l’irregolarità del Durc impediva loro di lavorare».

Sergio Scibilia (Pd) ha ringraziato tutti i componenti della commissione e, più in generale, tutti coloro che hanno contribuito al varo del provvedimento. Ha insistito sul fatto che concedere del tempo agli operatori per mettersi in regola, contribuisce a sconfiggere l’abusivismo del settore. Ha anche sottolineato che molti ambulanti si sono spesso trovati soffocati dalle cartelle esattoriali di Equitalia. «Vogliamo evitare che chi già vive in una situazione di difficoltà, alla fine perda anche l’impresa»

Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha ribadito che questo è l’unico caso per il quale la Regione Liguria può intervenire con un simile provvedimento «Purtroppo per le altre categorie non si può fare. – ha detto – Questo è un provvedimento di buon senso che consente agli operatori di restare nella legalità». 

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha sottolineato la valenza del provvedimento «in un momento di difficoltà quale è quello attuale. Non bisogna lasciare senza speranza gli operatori del settore».

Raffaella della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani), ha commentato: «In un momento di grave difficoltà, è nostro dovere non essere troppo rigidi. Auspico altri provvedimenti che possano aiutare altre categorie».

L’assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli, ha puntualizzato: «Non si tratta di un condono. Non sospendiamo l’obbligo di pagare: si assegnano due anni di tempo per regolarizzare. Il quadro normativo in questo specifico settore  è stato costruito dalle Regioni. Sono state loro, anni fa, a introdurre la obbligatorietà del durc. Così ha fatto anche la Liguria.  Il permanere di questa situazione, visto il momento attuale, ci pareva una sorta di punizione, eccessiva, nei confronti di chi vive con angoscia una fase difficile e vorrebbe continuare a pagare regolarmente a far fronte agli obblighi di legge, esercitando la su attività nella piena regolarità. Se impediamo ad un operatore in difficoltà di lavorare, come possiamo pensare che resti fra i regolari? Se non prevedessimo questa sospensione, aumenterebbe il numero di ci non può più lavorare e creeremo situazioni ancor più drammatiche. Diamo una mano a chi ne ha bisogno, non ai furbi»

 

Cedere alla città la caserma Gavoglio

E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Stefano Quaini di Sel) e sottoscritto da gruppi di maggioranza e minoranza, che “impegna la giunta a attivarsi presso il governo e il ministero della difesa per verificare la possibilità di una restituzione della caserma Gavoglio alla cittadinanza con la sua eventuale cessione gratuita alle istituzioni locali”. Nel documento si ricorda che la struttura ocucpa un’area di 60 mila metri quadrati e che il Piano regolatore del Comune di Genova del 2001 determinava l’obiettivo di restituire la caserma alla città.

 

No alla soppressione di 43 uffici postali in Liguria

E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Stefano Quaini di Sel) e sottoscritto da gruppi di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “attivarsi presso Poste Italiane nel far presente il grave disagio che comporterebbe alla cittadinanza anziana delle località più isolate la chiusura degli sportelli ipotizzata dall’azienda” , e che in Liguria riguarderebbe 43 uffici. Nel documento si ricorda che anche la sezione ligure dell’Associazione nazionale dei Comuni ha espresso parere contrario rispetto alla riduzione degli sportelli.

 

 

Assenti:Montaldo Gasco Scialfa

Quorum: 19 voti

 

Biografia
Giuseppe Maggioni

Giuseppe Maggioni, detto Beppe, 49 anni, avvocato.
E’ stato sindaco di Camogli dal 1998 al 2008.
Subito dopo è stato assessore al Bilancio e all’Urbanistica del Comune di Camogli, incarico che ha ricoperto fino al 2013.
Attualmente è consigliere comunale a Camogli
Ha ricoperto in passato l’incarico di presidente dell’Area Marina di Portofino