Bruxelles ospita,nel Parc Astrid, il decisivo match di Champions League tra Anderlecht e Milan, entrambe impegnate nella caccia del secondo posto nel girone, visto che il primo è già dal turno precedente in tasca al Malaga.
I rossoneri, ancora alla ricerca della loro vera dimensione, salgono in Belgio con i soliti dubbi di moduli e formazione, ma con due certezze : Montolivo e El Shaarawy, basteranno?
Intanto il pareggio tra Zenit e Malaga regala addirittura la possibilità della qualificazione matematica nel caso di successo dei rossoneri, Allegri ci prova puntando sul trio d’attacco Boateng, El Shaarawy e Bojan.
Anderlecht (4-2-3-1): Proto 6.5; Gillet 6, Kouyatè 6,5, Nuytinck 5, Deschacht 6; Biglia 6,5, Kljestan 5; Bruno 6 (20′ st Iakovenko 5,5), Praet 6 (30′ st De Sutter 6,5), Jovanovic 6 (33′ st Canesins.v.); Mbokani 6. A disp.: Kaminski, Safari, Wasilewski, Kanu. All.: Van den Brom 6
Milan (4-3-1-2): Abbiati 6,5; De Sciglio 7,5, Mexes 7(34′ st Zapata 5,5), Yepes 6,5, Constant 6 (29′ st Emanuelson 5,5), Montolivo 7, De Jong 5,5, Nocerino 6, Boateng 6,5, Bojan 5,5 (22′ st Pato 6), El Shaarawy 8. A disp.: Amelia, Flamini, Robinho, Pazzini. All.: Allegri 6,5
Arbitro: Damir Skomina (SVN)
Marcatori: 2′ st El Shaarawy, 26′ Mexes (M), 32′ st De Sutter (A), 45′ st Pato (M)
Ammoniti: Nocerino, Mexes, Abbiati (M), Biglia, Gillet (A)
Espulsi: Nuytinck (A)
I belgi iniziano con una difesa molto alta e nei primi minuti prima con Bojan, poi con El Shaarawy i rossoneri si presentano dalle parti di Proto ma sbagliano proprio l’ultimo controllo, quello decisivo.
I padroni di casa si sistemano meglio in campo a tra 12′ e 13′ sfiorano il gol due volte, prima con Jovanovic che si presenta solo davanti ad Abbiati che questa volta salva di piede, poi con Praet, lanciato dall’ennesimo svarione difensivo dei milanesi, che calcia dal limite spedendo la sfera a un metro dal palo lontano.
Il Milan fatica adannatamente a creare gioco, grazie al pressing alto dei belgi che soffocano le fonti di gioco e aumentano la pressione, che diviene costante attorno alla metà del tempo, deve salvare alla disperata Constant su Mbokani a due passi dalla linea di porta.
Nel finale di tempo il Milan si sistema meglio in campo e sale in cattedra Montolivo che dà sempre sfogo alla manovra sulla destra per l’attento e propositivo De Sciglio, ma è sempre l’ultima rifinitura quella che fa difetto ai rossoneri, un paio di volte Bojan sbaglia l’ultimo passaggio e si va al riposo sullo 0-0 che ben fotografa l’andamento del primo tempo.
Si riparte con le stesse formazioni di partenza.
Passano neppure due minuti nella ripresa che il match si decide, l’ennesima palla lanciata sulla fascia destra trova De Sciglio in progressione che scodella un preciso cross tagliato verso il secondo palo, dove El Shaarawy, stoppa e, ostacolato da Nocerino (si proprio il compagno), calcia al volo verso l’angolo opposto fuori dalla portata di Proto, rossoneri in vantaggio e faraone sempre più fenomenale.
l’Anderlecht si butta sconsideratamente in avanti ed il Milan nelle praterie che si aprono trova buone chances, peccato che un paio di volte Bojan aspetti un po’ troppo a servire i compagni e così prima El Shaarawy viene contrato sul più bello da un difensore, poi è anticipato in presa bassa da Proto su assist appena troppo verso la porta di Boateng.
La partita scorre via con i belgi che faticano a dare continuità alla propria azione e rossoneri in pieno controllo, esce Bojan sostituito da Pato, proprio il papero in contropiede causa l’espulsione per fallo da ultimo uomo del difensore Nuytinck, la punizione successiva la batte Montolivo verso il vertice dell’area dove Mexes, spalle alla porta, controlla di petto e si esibisce in una spettacolare sforbiciata volante che disegna una traiettoria a scendere che lascia Proto immobile, gol fantastico e 2-0 per il Milan al 71′.
Qua i rossoneri, in modo assurdo si chiudono in difesa, perdono distanze ed intensità e permettono al 77′ a De Sutter di toccare di piatto sotto porta battendo Abbiati e accorciando le distanze.
Il Milan si spaventa e per 5 minuti va in bambola soffrendo pur in 11 contro 10, clamoroso l’errore di Deschaat che svirgola a 5 metri da Abbiati, ma doveva essere una serata di festa e così sarà , al 91′ in contropiede se ne va El Shaarawy che, arrivato davanti a Proto lo elude servendo Pato tutto solo che deve solo appoggiare nella porta sguarnita per il 3-1 finale.
L’Anderlecht saluta la Champions dopo una partita orgogliosa e di coraggio, ma i limiti tecnici ci sono e si vedono, ad alto livello.
Il Milan espugna per la seconda volta nella sua storia il Parc Astrid e vola, con una giornata d’anticipo, negli ottavi di finale, l’biettivo minimo di questa stagione, fin qui disgraziate e piena più di ombre che di luci.
Lo fa dopo una partita che è stata la fotografia esatta di questa stagione, un primo tempo complicato, con poca qualità e nessuna occasione da rete importante, ed una ripresa indirizzata subito dal gol di El Shaarawy e poi filata via con belle giocate e altri gol, ma con le solite amnesie difensive e 5 minuti di black out che hanno rischiato di vanificare tutto.
Nota di merito per il faraone che anche in Europa dimostra di essere uno degli attaccanti più devastanti in circolazione, bravo nella fase difensiva, sontuoso in quella offensiva….
giuseppe floriano bonanno






