Pieve Ligure (Genova) – I reportage di Georges Simenon portati per la prima volta a teatro nello spettacolo musicale “Il Mediterraneo in barca” con Mino Manni, la prima nazionale di “Medusa, Scilla e la Sfinge” con Arianna Scommegna, Simone Regazzoni con “Oceano Okeanòs” sono i tre appuntamenti dello “Scali a mare Pieve Ligure Art Festival 2026”, la diciannovesima edizione del festival ideato e diretto da Sergio Maifredi, prodotto da Teatro Pubblico Ligure con il sostegno del Comune di Pieve Ligure e la collaborazione della Pro Loco Pieve Ligure. Vanno in scena sulle scogliere chiamate “scali a mare”, dal 27 luglio all’8 agosto 2026, luoghi unici che si raggiungono dall’Aurelia attraverso strette creuze, le tipiche stradine pedonali liguri che in fondo si aprono sul mare e sull’orizzonte aperto. Palcoscenici eccezionali, che una volta l’anno diventano un teatro all’aperto. Tutti gli spettacoli iniziano al calar del sole. Appuntamento alle 21. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. In caso di pioggia gli spettacoli si terranno al Teatro Michele Massone. Informazioni al numero 351 4472182 solo whatsapp o [email protected] o al numero 010 3462247 del Comune di Pieve Ligure o alla mail [email protected] della Pro Loco Pieve Ligure. Per aggiornamenti www.teatropubblicoligure.it
Lo “Scali a mare Pieve Ligure Art Festival” inizia sabato 27 giugno (ore 21) allo scalo Torre con la prima regionale del nuovo spettacolo di Teatro Pubblico Ligure, “Il Mediterraneo in barca” tratto dal libro di Georges Simenon (Adelphi), con Mino Manni e la musica di Roberto Frati eseguita dal vivo da Fabio Battistelli al clarinetto, Riviera Lazeri al violoncello e Clarice Binet al violino. Il regista Sergio Maifredi per la prima volta porta in scena i reportage di viaggio di uno dei più grandi e prolifici romanzieri del Novecento, Georges Simenon, noto per i gialli con il commissario Maigret, ma se possibile ancora più apprezzato per le storie dove non compare l’investigatore belga e dove si è misurato con altre forme di scrittura. “Il Mediterraneo in barca” è una di queste. Infatti fra il 1931 e il 1946, è stato un reporter abile e singolare. Singolare perché, lungi dal considerarsi un inviato speciale, i suoi reportage li ha scritti «per sé», per viaggiare, per finanziare la sua curiosità. Lo dimostra questo resoconto di una crociera compiuta nel Mediterraneo – da Porquerolles alla Tunisia passando dall’Elba, Messina, Siracusa, Malta – a bordo di una goletta: una lunga crociera durante la quale Simenon, che si era ripromesso di capire e descrivere il Mare nostrum, non potrà che confermarsi nella sua vera vocazione, la stessa di Stevenson: raccontare storie. “La miglior cosa che puoi dire a qualcuno sul Mediterraneo, è di rileggersi l’Odissea”, scriveva Simenon.
Il Festival prosegue martedì 14 luglio (ore 21) allo Scalo Chiappa di Pieve Ligure con la prima nazionale di “Medusa, Scilla e la Sfinge. Donne, maghe e mostri”, nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure con la regia di Sergio Maifredi. A portare in scena le figure femminili mitiche e immortali, descritte attraverso la drammaturgia di Giorgio Ieranò, è Arianna Scommegna, anche protagonista di “Ecuba di Euripide”, nuovo spettacolo diretto da Sergio Maifredi che il 1° agosto va in scena a Segesta. Per dare voce a Medusa, Scilla e la Sfinge, Scommegna è affiancata dal polistrumentista Edmondo Romano, che esegue le sue musiche dal vivo. I mostri hanno spesso un volto femminile. Spaventoso ma anche seducente, dove la bellezza si congiunge con il terrore, il divino con l’infernale. I mostri spesso hanno anche una storia, un passato, una biografia. Medusa e Scilla erano un tempo ragazze bellissime e innocenti trasformate in creature orrende da una magia crudele. A volte, nel loro cuore, dietro la maschera dell’orrore, sembra abitare una malinconia nascosta. Nello sguardo di Medusa, nella voce suadente della Sirene, nella solitudine della Sfinge, nella furia delle Erinni è custodito un mistero che allude a quanto di indicibile c’è nelle nostre vite. Sottotraccia corre una paura del femminile come dimensione incomprensibile e inquietante.
Sabato 8 agosto (ore 21) allo Scalo Chiappa, lo “Scali a mare Pieve Ligure Art Festival” si conclude con “Oceano okeanòs” di e con Simone Regazzoni, filosofo e scrittore. La crisi ecologica che colpisce il nostro pianeta è una crisi cosmologica che ci obbliga oggi a ripensare l’idea stessa di pianeta e di vita al di là di quel costrutto culturale a misura d’uomo che abbiamo chiamato pianeta Terra. Per fare questo serve una nuova filosofia della natura che guardi a ciò che, agli albori del pensiero, venne chiamato Okeanós: il flusso primordiale da cui tutto ha origine e che tutto avvolge come un enorme grembo materno. È quanto si propone Simone Regazzoni in questo racconto che è al contempo un corpo a corpo con la filosofia presocratica, i miti orientali della creazione, il Moby Dick di Melville, l’arte del surf, i quadri di Turner e il racconto del soggiorno di Simone Regazzoni sull’isola di Maupiti, un atollo corallino della Polinesia Francese dove il libro è stato scritto. La riflessione si mescola con le sensazioni che attraversano il corpo del filosofo mentre nuota o affronta le onde su una tavola da surf in questo sperduto angolo di mondo, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, poco distante dall’isola in cui, nel 1842, Melville soggiornò per un mese dopo aver disertato dalla baleniera Acushnet. Produzione Teatro Pubblico Ligure.
Per chi usa i mezzi privati è disponibile il parcheggio nei pressi della stazione Ferroviaria di Pieve Ligure. Informazioni al numero 010 346 2247 del Comune di Pieve Ligure o al 370 379510 (solo whatsApp) della Pro Loco di Pieve Ligure o su www.teatropubblicoligure.it. In caso di pioggia gli spettacoli avranno luogo al Teatro Massone di Pieve Alta.
Lo “Scali a mare Pieve Ligure Art Festival” è prodotto da Teatro Pubblico Ligure, con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Liguria e Comune di Pieve Ligure, con la collaborazione della Pro Loco di Pieve Ligure.







