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Il Napoli ha il suo leader, Marekiaro Hamsik

marek hamsik

marek hamsik

 foto © Italo Cuomo – SSC NAPOLI

Forse lo fanno anche in altri raduni delle Alpi e comunque l’esercizio al quale Walter Mazzarri ha sottoposto stamane i suoi bomber azzurri ha divertito loro e ancor più i tifosi napoletani che di nuovo hanno riempito la tribuna del campo di Carciato in ogni ordine di posti. Di che si tratta? Semplicemente di un tiro dal limite dell’area un po’ soft, quasi a palombella, che deve centrare la traversa di modo che poi lo stesso attaccante sulla ribattuta possa infilare la palla in rete. Di testa o di piede, non importa. Fatto sta che Marekiaro Hamsik ci ha preso gusto almeno otto volte su dieci a centrare i pali della porta sguarnita, ma poi, per una ragione o per l’altra, ci ha impiegato quasi un buon quarto d’ora per fare gol e per fare esplodere lo stadio neanche fossimo tornati indietro di qualche mese. Lui se la ricorda bene quella notte del 20 maggio all’Olimpico: la finale con la Juve e la sua splendida rete in diagonale sul lancio perfetto di Pandev: 2-0 e Coppa Italia in bacheca. “Però in campionato spero di non prendere altrettante traverse”., ha confessato nella conferenza stampa del pomeriggio incrociando le dita e sorridendo sbarazzino.

Marek Hamsik compirà venticinque anni il prossimo 27 luglio e giocherà nel Napoli chissà per quante stagioni ancora. Intanto questo sarà il suo sesto campionato in maglia azzurra. In più ha appena rinnovato con De Laurentiis il contratto sino al 30 giugno del 2016. Venne acquistato nell’estate del 2007 dal Brescia di Luigi Corioni. Lo volevano anche la Juve e l’Inter, ma l’offerta del Napoli fu la migliore: cinque milioni di euro che non sono pochi. E neanche lo erano. Se il capitano degli azzurri è Paolo Cannavaro, e nessuno si sogna di strappargli la fascia di capitano, di questo squadra lo slovacco è invece sicuramente il leader. Lui, gli occhiali da vista e non per tendenza, la cresta mohicana ben scolpita in testa, un orecchino al lobo e un altro al sinistro, si schernisce: “Tutti i giocatori del Napoli, non solo io, sono rappresentativi e idoli di questa città nella quale sono nati i miei due figli: qui sto bene, sento che mi amano, la tifoseria è fantastica. Insomma,  per nessuna ragione al mondo vorrei mai lasciare Castel Volturno”.

Tanti, forse troppi, tatuaggi: gliene abbiamo contati sino a quindici, ma potrebbero essere anche di più. L’ultimo è quello che ha disegnato sull’avambraccio sinistro, accanto al 17, il numero che non porta più sfortuna ai napoletani da quando lui l’ha scritto sulla maglia: la Coppa Italia datata per l’appunto 20-05-2012. Gli altri tatuaggi sono una geisha col mantello azzurro, il nome del primo figlio sul petto, un maori sul braccio sinistro e una lettera giapponese sul collo. Ma se vincesse lo scudetto che farà? Troverà ancora spazio per inserirlo sulla sua pelle? “Tranquilli,  questo sarà eventualmente l’ultimo dei miei pensieri”. Perché infatti basta andare a leggere una intervista rilasciata lunedì scorso a Antonio Giordano su Il Corriere dello Sport per scoprire che lui sogna, eccome, il tricolore. Anche se “Il Milan è sempre il Milan nonostante abbia ceduto il miglior centrale al mondo, Thiago Silva, e un bomber vincente come Ibrahimovic. Poi c’è l’Inter. E forse anche la Lazio. Però non escluderei che potremmo essere proprio noi l’anti-Juve di questo campionato. I bianconeri restano i favoriti, non fosse altro perché si sono più di altri rinforzati, ma in una partita secca non si sa mai, si possono benissimo di nuovo battere come già è successo all’Olimpico nella finale di Coppa Italia. Noi infondo siamo un gran bel gruppo, cementato nel tempo da Mazzarri, e questo è quel qualcosa in più che potrebbe fare ancora la differenza con la Juve e con tutte le altre avversarie”.

Una conferenza stampa dai contenuti forti e piacevoli dalla quale traspare con chiarezza sempre e ovunque l’orgoglio di essere il vero opinion leader del progetto Napoli di Aurelio De Laurentiis. “Però questo è il calcio. Vedi il Pocho: si va e si viene. E alle volte anche si ritorna. Io comunque sto bene e sono contento. La prima settimana di allenamento è sempre molto dura e c’è poco tempo per rilassarsi. Abbiamo organizzato anche un piccolo torneo di ping pong nel quale, c’è poco da fare, non c’è proprio storia: vince sempre Eduardo Vargas”. È ovvio: Marekiaro Hamsik vorrebbe che anche suo cognato, Walter Gargano, restasse al Napoli. Però, da ragazzo serio ed intelligente qual è, non tira acqua al proprio mulino. Così come non scende in disputa con Cavani: “I rigori li tirerà chi in quel momento se la sentirà”.

Tra i due affollatissimi allenamenti e un entusiasmo che in Trentino non si riscontrava dai tempi del ritiro della Juventus a Pinzolo ha fatto un salto in Val di Sole anche Tiziano Mellarini, assessore provinciale al turismo e deus ex machina dei raduni estivi del pallone nella sua regione, per incontrarsi con i vertici della società partenopea e il sindaco di Dimaro, Romedio Menghini, e preparare la trasferta di venerdì a Arco, dove il Napoli affronterà il Bayern Monaco. Tutto ok e così Mellarini ha potuto in tempo raggiungere la sua Inter a Rovereto per l’amichevole con gli sloveni del Koper.

   
PROGRAMMA DI DOMANI 16 LUGLIO 2012

ORE 8.30 – APERTURA STORE SSC NAPOLI (STADIO COMUNALE)

ORE 9.00/11.00 – FOTO CON LA COPPA ITALIA – Importante iniziativa per i tifosi azzurri. Dalle ore 9.00 alle ore 11.00, presso il Teatro Comunale di Dimaro, sarà possibile farsi fotografare con la Coppa Italia 2012.

ORE 9.30 – ALLENAMENTO MATTINA SUL CAMPO DI DIMARO

ORE 11.30 – FOTO E AUTOGRAFI con Andrea Dossena e Marco Donadel  (ANTISTANTE STADIO)

ORE 15.30 – CONFERENZA STAMPA DI WALTER MAZZARRI (PRESSO IL TEATRO COMUNALE DI DIMARO)

ORE 16.00 – APERTURA STORE SSC NAPOLI (STADIO COMUNALE)

ORE 17.00 – INIZIO ALLENAMENTO DEL POMERIGGIO SEMPRE AL CAMPO DI DIMARO

ORE 19.00 – FOTO E AUTOGRAFI con Walter Mazzarri, Miguel Angel Britos e Davide Bariti (ANTISTANTE STADIO)