L’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofinoâ€, guidata da Raffaello Uboldi (Presidente) e Marco Delpino (Vice Presidente Vicario) rilancia la sfida sul territorio e, di fronte all’assenza di iniziative pubbliche, getta le basi per dar vita, questa prossima primavera, a un articolato Convegno sui temi dell’ambiente e del turismo.
Il concetto di partenza è questo: di fronte all’evidente e inarrestabile crisi economica, occorre valorizzare l’esistente e non stare alla finestra a guardare o semplicemente criticare (esercizio, quest’ultimo, che rischia di diventare, alla lunga, monotono e ripetitivo oltre che inconcludente).
Posto che le grandi risorse da valorizzare e collocare in vetrina sono il territorio, l’ambiente, le nostre tradizioni, le peculiarità artistiche e artigianali che hanno fatto grande (negli anni) le capacità stretegico-turistiche di molti operatori nel valorizzare le risorse di cui il Tigullio dispone, c’è bisogno oggi di ricollocare nella scala dei valori queste scelte culturali e sociali, perché fonte di nuova linfa anche sul piano economico.
Assistiamo invece, con sempre maggior preoccupazione, all’abdicazione di questo “ruolo-guida†da parte degli enti pubblici (Regione e Comuni), i quali limitano la loro azione (come nel caso dei Comuni di S. Margherita Ligure e Camogli) a un ruolo subalterno, per non dire “passivoâ€, lasciando sovente ai privati ogni iniziativa. Ovviamente i privati guardano all’interesse fine a se stesso e non a quello del “bene comuneâ€, per cui oggi viene a mancare quell’importante funzione di stimolo e di controllo che, in passato, è stata (anche se non sempre con successo) esercitata dall’ente pubblico locale.
Ecco allora l’esigenza di un Convegno che «ricollochi sul piedestallo da una parte la tutela dei beni comuni e dall’altra le linee guida. Il tutto per far sì che le risorse siano poste a beneficio della collettività e non di pochi, come sovente accade attraverso un uso meramente “speculativo†del territorio».
Gli “Amici del Monte†vogliono essere protagonisti con i cittadini, i quali, alla fine, restano i soli arbitri delle scelte future del territorio.
Le vicende legate alle soluzioni del Porto, del Piano urbanistico e (di conseguenza) dell’ambiente hanno dimostrato l’assenza (per non parlare di “latitanzaâ€) non solo dello Stato ma persino di quegli enti (Comune, Parco di Portofino, eccetera) che dovrebbero rivestire un ruolo di “proposta†e di garanzia al tempo stesso. Al contrario, questi enti spesso assumono la funzione di “passacarte†di proposte altrui che, ovviamente, tengono conto del tornaconto privato e non pubblico dei risultati.
A questo proposito, anche in linea con le considerazioni espresse televisivamente con successo da Roberto Benigni sul “ruolo-guida†dei cosiddetti “padri della Patria†(per comprendere, soprattutto, com’era diverso lo “spirito di servizio†verso il cittadino dall’amministratore pubblico molti anni fa), l’associazione ha ritrovato documentazione di estremo interesse (che sarà esibita nel corso dello stesso Convegno), come (per fare un esempio) un documento di quasi sessant’anni fa in cui l’allora Prefetto di Genova Angelo Vicari (persona colta e preparata, divenuta poi Capo della Polizia negli anni Sessanta), nel fornire indicazioni-guida, si asteneva dall’uso di un linguaggio “burocratese†o contortamente legislativo, ma andava al nocciolo della questione in maniera chiara, incisiva, quasi “poeticaâ€, laddove, parlando della valorizzazione del territorio di questa fetta di Tigullio occidentale, metteva in guardia dal mero “consumoâ€, «per non perdere la partita, col rischio di vedere avviliti e commercializzati i tesori di bellezza tra i più preziosi che il nostro Paese possiede», sostenendo che la «speculazione edilizia toglierebbe al territorio quella sua caratteristica di “segreti e di silenzi†(la sua legge secolare) che ne ha fatto una mèta, un’oasi, una parentesi aperta all’invadenza. Per questo – asseriva Vicari, che non era un “poeta†ma uno zelante funzionario dello Stato – una valorizzazione turistica in senso speculativo si fonderebbe su un criterio errato di collocare, al posto di una gemma, un’imitazione. E tutto questo a vantaggio di chi? – si chiedeva l’allora Prefetto – Non certamente dei cittadini e dell’antico principio dell’intangibilità . Perché quando la “gemma†fosse tolta dall’astuccio e sostituita con un’imitazione, non mancherebbero i compratori, ma non sarebbero compratori di classe, e la mirabile vetrina perderebbe alquanto del suo prestigio». Parole (scritte nell’aprile 1956) che la dicono lunga sulla “qualità †e sui “valori†che all’epoca stavano alla base (come giustamente ha rimarcato il grande Benigni nel suo monologo sulla Costituzione) di una classe politica e dirigenziale assai più lungimirante (e culturalmente preparata) di quella che oggi esiste sulla piazza.
Un Convegno – che rappresenterà dunque un punto fermo per il futuro – che sta già registrando autorevoli adesioni da altre realtà associative, come a esempio “Legambiente†del Tigullio, una realtà associativa del Golfo Paradiso e la Pro Loco “Terra e mare†di Rapallo, che già si sono dichiarati favorevoli a organizzare l’evento con gli “Amici del Monteâ€.






