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Installare il motore su una barca d’epoca, il video didattico a bordo di Barbara 1923

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L'imbarco del motore a bordo di Barbara (Foto P. Maccione)

Ogni barca a vela d’epoca ha una sua propulsione supplementare. Non fa eccezione Barbara, splendido yawl bermudiano varato nel 1923 dal cantiere inglese Camper & Nicholsons di Gosport, già protagonista di tanti raduni. Approfittando della pausa dovuta alla pandemia il motore Yanmar è stato sbarcato, revisionato e poi reinstallato. Un’occasione unica per “visitare” la sala macchine e documentare le operazioni di reimbarco, eseguite in questo caso dalla Ancomar Sarda presso il Marina di San Vincenzo, in Toscana. Il risultato è stato un video didattico ora a disposizione di tutti i velisti … spesso poco abituati ad avere a che fare con il mondo dei motori.

COME INSTALLARE IL MOTORE SU UNA BARCA D’EPOCA?
Come si installa un motore negli spazi spesso angusti della sala macchine di una barca d’epoca in legno? Ecco l’esempio di ciò che è stato fatto su Barbara, yawl bermudiano lungo fuori tutto 18 metri , varato in Inghilterra nel 1923 dal cantiere Camper & Nicholsons di Gosport su progetto di Charles Ernest Nicholson, famoso yacht designer britannico. Nel 2015 la barca, iscritta all’Associazione Vele Storiche Viareggio, fu affidata alle cure del cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio, che ne completò il restauro filologico. Nel 2019 Barbara si è aggiudicata la Coppa AIVE del Tirreno nella categoria ‘Yachts d’Epoca’ (varo antecedente al 1950), il trofeo istituito annualmente dall’Associazione Italiana Vele d’Epoca. Prima della nuova stagione di regate 2021 è stato sbarcato il propulsore di bordo, uno Yanmar da 55 kW del 2001, per una serie di lavori di revisione e ricondizionamento eseguiti dalla Ancomar Sarda di Antonio Farigu. Barbara nacque nel 1923 con un motore ausiliario bicilindrico a paraffina con 4 1/4” di alesaggio e 6 3/8” di corsa della scozzese Bergius (attualmente Kelvin Diesels). La successione reinstallazione del motore è stata eseguita presso il Marina di San Vincenzo, in provincia di Livorno, alla presenza dell’armatore e del comandante di Barbara, il velista fiorentino Vincenzo Zaccagni. E proprio in questa occasione è stato realizzato un video didattico, pubblicato sulla piattaforma YouTube, nel quale sono state spiegate passo dopo passo gran parte delle operazioni compiute.

Video:

COME È FATTA UNA SALA MACCHINE?
Chiamatela sala macchine oppure vano motore, il concetto non cambia. Qui sono concentrate gran parte delle apparecchiature meccaniche ed elettriche che gestiscono l’impiantistica, l’accessoristica e l’apparato propulsore di bordo. La sala macchine di Barbara occupa un volume di circa 4 metri cubi e vi si accede dopo avere sollevato il piano di calpestio che ricopre il pozzetto. Lo spazio è sicuramente limitato e al suo interno ci si muove con abili contorsionismi. A motore sbarcato ci si può sistemare al centro, ove è posizionata la piccola vasca in acciaio per la raccolta delle eventuali fuoriuscite di olio o gasolio, e visionare a 360° le attrezzature presenti.

IL ‘TOUR’ NEL VANO MOTORE
Scendiamo nel vano motore. Farigu mostra innanzitutto la paratia verso prua, opportunamente insonorizzata, che separa la sala macchine dalla cabina armatoriale di poppa. Lì accanto sono presenti il serbatoio giornaliero del gasolio con il filtro Racor utile per trattenere le impurità, la sonda per la verifica ottica del livello di riempimento del serbatoio, il galleggiante mobile inserito nella (profonda) sentina di poppa, il meccanismo manuale per l’interruzione di emergenza del flusso del gasolio e lo staccabatterie per il posizionamento in serie o in parallelo delle batterie di bordo, riunite in un vano separato. Verso poppa è visibile il filtro dell’acqua di mare con la relativa saracinesca di intercettazione (verticale quando è aperta, orizzontale quando è chiusa), i filtri del dissalatore di bordo, l’asse dell’elica a tenuta stagna con il condotto per la lubrificazione e il raffreddamento, il boiler e le pompe delle sentine, i cosiddetti ‘clarinetti’ utili per gestire, tra l’altro, l’acqua calda e fredda dell’impianto, il pannello per la gestione manuale del dissalatore. Il piano di calpestio del pozzetto poggia su uno scatolato metallico opportunamente sagomato per raccogliere l’acqua che dovesse entrare in pozzetto e che viene scaricata attraverso due grossi tubi collegati direttamente con l’esterno.

DAL CAMION … AI ‘SILENT-BLOCK’ DI BARBARA
A dirigere le operazioni di reimbarco del motore il suddetto Antonio Farigu, classe 1964, nato a Capoterra (CA), ragioniere mancato che ha scelto di lavorare nel mondo della nautica dall’età di 20 anni diventando un abile motorista. Senza entrare in tecnicismi da esperti cerchiamo di capire quali sono state le operazioni fondamentali per imbarcare e installare il propulsore di Barbara, uno Yanmar modello 4JH3-TE del peso a secco di circa 230 chilogrammi, dal momento in cui ha fatto il suo ingresso in sala macchine a quando è stata girata la chiave per la prima accensione. Il motore calato lentamente dal camion-gru viene posato innanzitutto sui 4 silent-block, i supporti coi terminali metallici che riducono le vibrazioni generate dal propulsore.

LA PREPARAZIONE DEL MOTORE
Successivamente si procede all’allineamento del motore con l’asse portaelica (… e non il contrario), verificando con uno spessimetro il perfetto allineamento della flangia affinchè l’asse non vibri. Poi si rimonta l’aspirazione dell’acqua di mare per il raffreddamento, i tubi del boiler, il miscelatore di scarico, i cavi di massa, i relè, i cavi dell’acceleratore e delle marce, i cavi dell’alternatore dei servizi, i tubi del gasolio e il collegamento elettrico dell’impianto del motore a quello della barca. Prima dell’accensione vengono rabboccati i serbatoi dell’olio motore, dell’acqua e dell’olio invertitore.
Queste a grandi linee le operazioni fondamentali, anche se bisogna tenere presente che ogni motore fa storia a sé e ogni nuova installazione potrebbe richiedere altre o differenti attività. Il video YouTube ben riassume tutto questo. Nel frattempo Barbara può tornare sui campi di regata in occasione dei più importanti raduni di vele d’epoca del Mediterraneo a partire dalle Vele d’Epoca nel Golfo AIVE e al primo Capraia Sail Rally VSV.