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La Commissione Agricoltura della Camera approva il Testo Unico sull’agricoltura biologica. Si attende il SI della Camera

In Italia e nel mondo si può ormai parlare di “bio mania”. Il biologico conquista grandi quote di mercato.

La spinta verso uno stile di vita che sia sempre più sostenibile ed il desiderio di nutrirsi con cibi sani e il più naturali possibile, ha condotto il mondo dell’agricoltura verso nuove frontiere.

La filosofia dietro a questo modo di coltivare le piante e allevare gli animali non è semplicemente legata all’intenzione di offrire prodotti sani, ma anche quella di non determinare nell’ambiente impatti negativi a livello d’inquinamento di acque, terreni e aria.

Il biologico, entrato nel mercato in punta di piedi, negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente, diventando, oggi, un vero e proprio fenomeno economico. Un fenomeno che fino a poco tempo fa veniva definito di “nicchia” e che ora sta diventando sempre più un trend dei nostri tempi.

In merito a questo, la Commissione Agricoltura della Camera ha approvato il Testo Unico sull’agricoltura biologica per mettere finalmente ordine in un settore in grande crescita dal punto di vista economico e che, negli ultimi anni, ha avuto un picco di richieste tra i consumatori.

“Si tratta di un primo fondamentale passaggio atteso da anni dall’intero comparto” così come dichiarato – riferisce una nota dell’ANSA – i deputati Pd Massimo Fiorio e Alessandra Terrosi, rispettivamente primo firmatario e relatore della proposta di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”.

Adesso si attende solo l’approvazione dalla Camera entro aprile. Il testo presenta infatti norme innovative capaci di supportare un settore, che ha superato nel 2016 i 4,8 miliardi di euro di cui 1,6 legati all’export, ma che registra tutt’ora dati comunque inferiori ai mercati di Francia e Germania.

Nel provvedimento sono inseriti anche norme che stanziano risorse per l’apposito fondo, rafforzano il ruolo della ricerca, promuovono l’aggregazione imprenditoriale della filiera e disciplinano la vendita delle sementi biologiche.

Dunque è di fondamentale importanza visto che negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più il cosiddetto “Km zero”, un nuovo approccio al consumo, il cui interesse è rivolto alla filiera di provenienza dei prodotti, che permette ai consumatori di acquistare direttamente dai produttori, essa si basa, quindi, sul rapporto diretto fra produttore e consumatore. Si crea un rapporto diretto con il produttore, un legame con il territorio, il rispetto dell’ambiente e vi è la sicurezza di un prodotto fresco.

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