Home Altro Varie

La seduta odierna del Consiglio regionale

La seduta odierna del Consiglio regionale- pomeriggio

Trattazione congiunta su Sesto bacino:
Aldo Siri, (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un’interpellanza con la quale ha chiesto alla giunta «in quale maniera intenda attivare i percorsi necessari per portare a compimento l’imprescindibile progetto di realizzazione del sesto bacino, tenendo presente l’indubbia valenza della destinazione presso l’area di Sestri Ponente». Il consigliere, inoltre, ha chiesto, sempre alla giunta, come «intenda garantire ai residenti dei quartieri prospicienti le aree del porto di Genova, attualmente occupate dai bacini delle riparazioni navali, che tale zona sarà esclusa da ogni differente ipotesi di localizzazione del nuovo maxi-bacino». Secondo Aldo Siri diventa sempre più importante per il porto di Genova dotarsi in tempi rapidi, di una nuova sesta vasca, caratterizzata da eccezionali volumi per adeguarsi al mercato delle riparazioni navali sempre più contrassegnato da navi di crescenti dimensioni. Siri ha dichiarato di condividere l’ipotesi del Presidente Claudio Burlando e dell’Autorità Portuale genovese di collocare questo super bacino all’interno del progetto di ribaltamento a mare a Sestri Ponente e che questa soluzione potrebbe trasformare Sestri Ponente in quello che è stato definito un “polo cantieristico polifunzionale”.

Raffaella della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) è intervenuta in aula sulla proposta di costruire il Sesto Bacino davanti al porticciolo Duca Degli Abruzzi. Il consigliere ha ricordato: «Prima di dare il via alla procedura per la realizzazione di questa sesta vasca, bisognerebbe conoscere il business che tale opera sarebbe in grado di attrarre. Già in passato, infatti, il porto di Genova era dotato di un super bacino che per inattività fu regalato alla Turchia». Secondo Della Bianca, inoltre, «quest’opera costituirebbe un terribile impatto ambientale e metterebbe a serio rischio la possibilità di creare quel tanto auspicato collegamento pedonale tra la Fiera del Mare e il Porto Antico». Per questi motivi il consigliere ha interpellato la giunta «per conoscere, considerata l’importanza del comparto delle riparazioni navali ma anche l’aspetto turistico della nostra città, se esiste uno studio economico che accompagni la progettazione del sesto bacino per valutare alla luce dei numeri se andare avanti su tale intervento o soprassedere». Della Bianca ha anche chiesto al presidente della giunta, Claudio Burlando, benché l’argomento non fosse oggetto dell’interrogazione, di fare il punto sulle ultime vicende dell’aeroporto di Genova.
Il presidente della giunta, Claudio Burlando, ha risposto: «In questo momento il porto di Genova sta sviluppando finalmente investimenti attesi da tempo: a Calata Bettolo e Ronco Canepa si stanno effettuando i dragaggi, anche con l’utilizzo di microcariche, per cui si è risolto il problema con gli abitanti, nonché i lavori per il “compendione”. Inoltre, sono stati avviati i lavori di pavimentazione al sesto modulo e al porto di Voltri, necessari per garantire maggiore stabilità al bacino portuale di Voltri. Risulta evidente che la programmazione dei classici interventi del porto commerciale sono praticamente finiti; bisogna solo eseguirli. Rimangono soltanto le questioni del ribaltamento e della sesta vasca. Sul ribaltamento dovremmo essere arrivati in fondo: ci saranno due finanziamenti, uno da 50 milioni di euro e l’altro da 20 milioni di euro. Il finanziamento da 50 milioni di euro riguarda la riprogrammazione di un mutuo già precedentemente acceso a favore di altri porti presso il Monte dei Paschi di Siena; peraltro, ho già parlato della questione con il nuovo Presidente del Monte dei Paschi, Alessandro Profumo, il quale mi ha assicurato di aver avviato le pratiche per la devoluzione delle risorse economiche richieste. Il finanziamento di 20 milioni di euro deriverebbe, invece, direttamente dal Governo; quindi si costituirebbe una massa di 70 milioni di euro, promessa ormai oltre un anno fa con l’accordo di programma siglato nell’estate del 2011. A questo punto l’Autorità portuale può sviluppare la gara. Ricordo che abbiamo definito, insieme all’Autorità portuale e al Comune di Genova, l’aspetto idraulico: con questo intervento si mette in sicurezza anche la parte terminale del rio Molinassi, che ha causato ingenti danni a Sestri due anni fa. Abbiamo preso in considerazione anche l’ipotesi di usare quel ribaltamento per realizzare una grande vasca di riparazione o di costruzione; tuttavia, al momento la trattativa aperta con i gruppi imprenditoriali e le organizzazioni sindacali di gran parte del mondo del lavoro non ha dato esito favorevole. I gruppi genovesi più importanti hanno vinto appalti per cantieri significativi a Marsiglia; porto di Marsiglia va male sotto il profilo commerciale. Anche il finanziamento di Vado è in dirittura di arrivo». Il presidente ha quindi chiarito: «Se non andasse in porto l’operazione del bacino a Sestri, rimarrebbero aperte tre possibilità: quella del Duca degli Abruzzi; quella della vecchia collocazione del superbacino e l’adeguamento di un bacino storico. Naturalmente questa scelta spetta in primis alle autorità portuali. È una decisione ancora non assunta definitivamente, anche se da qui a breve la si dovrà prendere. Quanto a noi, parteciperemo alla discussione con attenzione, ascoltando i pro e i contro delle diverse ipotesi». Infine, per quanto riguarda l’aeroporto, Burlando ha affermato: «Il Presidente Merlo ha portato al Comitato portuale, venti giorni fa, quello che credo sia chiamato pre-bando. Il Comitato portuale ha infatti chiesto agli altri soci, ossia la Camera di Commercio e ADR (Aeroporti di Roma), se intendono aderire alla cessione delle loro quote e, in tal caso, se intendono concordare il bando. Del resto, se questa procedura non riguarda solo le quote del Porto di Genova, della sua Autorità portuale, di cui siamo parte in quanto istituzione, è evidente che vanno concordate le procedure con gli altri soci eventualmente disponibili a vendere. Mi pare, anche stando a quanto riportato dai giornali, che ADR stia in questo percorso e Camera di commercio no. A questo punto, si prova con un secondo tentativo che non garantirebbe l’intero finanziamento per la sesta vasca, ma una parte significativa. Quindi, diciamo che nel giro di qualche settimana dovremmo avere il finanziamento effettivo, non solo giuridico, ma anche fisico, del ribaltamento; dovremmo sbloccare quella vicenda e definire una volta per tutte se c’è un intreccio o no , che al momento non sussiste, tra vasca e ribaltamento. Infine, se si avrà successo, si comincerà a costruire eventualmente, con il finanziamento, nell’area centrale della città, una soluzione che l’Autorità portuale sceglierà dalle diverse opzioni che ho richiamato».
Siri ha ribadito che la collocazione della sesta vasca presso la fFera del mare è quella meno opportuna ed ha insistito sulla necessità di ascoltare i differenti pareri della società civile
Della Bianca ha auspicato che la questione del super bacino si concluda presto «perché – ha detto – noi potremmo uscire prima degli altri dalla crisi, se guardiamo davanti a noi, al Mediterraneo».

Trasparenza degli atti della pubblica amministrazione
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un’interpellanza «per conoscere quali siano le motivazioni per cui, a distanza di quasi cinque mesi dall’approvazione di un ordine del giorno, presentato da lui stesso che «impegnava la Giunta ad adottare provvedimenti che impongono la pubblicazione e la consultazione degli atti dell’Amministrazione e delle Società del sistema regionale risulti del tutto disatteso, risulti del tutto disatteso».
Il consigliere ha ricordato che nella seduta del Consiglio regionale del 29 febbraio 2012 era stata approvata la proposta di legge “Iniziative regionali per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione delle cultura della legalità” e ha sottolineato come «una delle forme più efficaci di contrasto alla corruzione, all’infiltrazione delle organizzazioni criminali nell’economia e nelle procedure amministrative e all’inefficienza delle pubbliche amministrazioni è la trasparenza dei procedimenti e degli atti delle amministrazioni e delle aziende pubbliche» e che proprio sulla base di questa considerazione aveva presentato l’ordine del giorno, che fu approvato all’unanimità solo dopo che era stata accolta la proposta della maggioranza di modificare l’impegnativa cancellando le parole “entro 60 giorni” e “senza limiti di tempo” ed aggiungendo le parole “più ampia” prima di “pubblicazione”, eliminando di fatto ogni pur minimo riferimento temporale nell’impegnativa. Non c’è notizia di maggiore trasparenza dell’amministrazione. Pellerano ha aggiunto: «A luglio il Presidente della Regione aveva detto che le delibere delle Asl devono essere pubblicate online., ma questo non è avvenuto».
Ha risposto il presidente della giunta Claudio Burlando: «Preferisco dire come stanno le cose: lei ha ragione e noi abbiamo torto. Non so perché le Asl non provvedano alla pubblicazione. Non c’è alcun motivo per non farlo e mi scuso di quanto sta accadendo. Porrò la questione alle Asl. Noi, del resto, abbiamo il potere di obbligarle. Chiederò con forza che si proceda alla pubblicazione e spero che questa volta lo facciano».
Pellerano ha ringraziato il presidente per la franchezza e l’onestà intellettuale. Ha aggiunto: «Abbiamo dato grandi poteri alle Asl, ma credo che la politica non abbia abdicato del tutto. Faccio presente che, a distanza di pochi giorni, non si ha più traccia delle delibere Asl ».

Divieto di esproprio della residenza del debitore
Della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) ha illustrato un’interrogazione affinché la giunta «si adoperi, in modo concreto, per sollecitare il cambio della norma nazionale, inserendo il divieto di esproprio e successiva vendita dell’immobile casa se l’abitazione del debitore è quella di residenza o comunque la prima casa». Il consigliere ha denunciato che più volte «emergono comportamenti poco “corretti” da parte di Equitalia» di cui l’ultimo caso eclatante è stato quello in cui «per alcune decine di euro di debito è stata messa in vendita la casa di un debitore, con evidente sproporzione tra il valore dell’immobile e la cifra dovuta».
Per la giunta ha risposto l’assessore al bilancio, Sergio Rossetti: «Adesso l’agente di riscossione è autorizzato all’ esproprio immobiliare solamente in casi ben determinati e soltanto per crediti superiori ai ventimila euro. Questo è previsto da una nuova disposizione della legge 16 del 2012. La soglia è stata innalzata, dunque, dagli ottomila euro previsti precedentemente a ventimila. La materia era stata normata precedentemente con un Dpr del 1973 che ha subito successive modificazioni. Da allora ad oggi sono cambiate molte cose. Bisogna riflettere sulla possibilità di inserire la impignorabilità della prima casa, tenendo anche conto delle condizioni familiari. Il Consiglio regionale, quindi, potrebbe, con un ordine del giorno, richiamare la necessità di riprendere questa discussione all’interno dei rapporti Regioni-Stato. Forse un atto politico ci consentirebbe di rivedere la norma nazionale, del resto già migliorata».
Della Bianca ha replicato che sarà sua premura presentare la più un ordine del giorno su questo argomento.

Finanziamento di progetti per la cooperazione allo sviluppo
Matteo Rosso (Pdl) ha presentato un’interrogazione su una delibera, approvata il 3 agosto 2012 su “Interventi per la cooperazione allo sviluppo, la solidarietà internazionale e la pace” con cui vengono finanziati alcuni progetti a Santa Fé, in Argentina, a Lima in Perù, nella Repubblica Centroafricana ed in altre parti del mondo per un totale di 250 mila euro. «Considerando il grave momento di crisi ed i pesanti tagli previsti ai servizi indispensabili per i cittadini liguri – ha spiegato Rosso – intendo conoscere il motivo per cui sia stata approvata la delibera visto il periodo di carenza di risorse economiche, specialmente per la sanità e se sia intenzione dell’Amministrazione ritirare la delibera».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla cooperazione allo sviluppo, Lorena Rambaudi che, dopo aver ricordato l’attenzione suscitata dal forum della cooperazione e dello sviluppo, svoltosi ad ottobre, ha sottolineato: «Questi soldi sono quelli già stanziati nel 2010. Si tratta di fondi inseriti nel bilancio 2010, affidati in gestione a Filse, già finalizzati e bloccati. E’ impossibile usarli diversamente. Finora questi soldi non sono stati usati perché ho condiviso molte delle osservazioni fatte da Rosso sulle modalità di cooperazione e sviluppo: sono da evitare i piccoli interventi a pioggia, che è difficile monitorare. Abbiamo invece ritenuto opportuno finanziare progetti grossi, con la possibilità di essere monitorati per comprendere le reali ricadute. In conclusione, quindi, i soldi appartengono al vecchio bilancio e sono stati spostati nel tempo per usarli meglio».
Rosso ha ribattuto: «Credo che questi soldi si potessero usare diversamente, anche se già finalizzati. Si poteva pensare a come fare».

Investimenti in sanità
È stato approvata all’unanimità la “Presa d’atto del Programma Attuativo regionale (PAR) FAS 2007 – 2013 a seguito della riprogrammazione”. La proposta di riprogrammazione è finalizzata a: promuovere investimenti infrastrutturali in ambito sanitario, nel processo di razionalizzazione e riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale; a garantire interventi di ripristino delle infrastrutture viarie e dei servizi danneggiati dagli eventi alluvionali 2011; a eliminare gli interventi non più attuabili o per i quali i beneficiari hanno espresso formale rinuncia.
Gli obiettivi specifici trovano attuazione attraverso 11 progetti, di seguito sintetizzati

Obiettivo specifico Progetti
Razionalizza-zione dei presidi ospedalieri 1. Ospedale Gallino (GE) rifunzionalizzazione struttura: realizzazione nuova volumetria ed interventi di razionalizzazione e potenziamento degenziale ed ambulatoriale nella struttura esistente. Impianti tecnologici di pertinenza dell’intero presidio (ASL 3);
2. Ampliamento e adeguamento funzionale del Padiglione 9 dell’Ospedale Villa Scassi (GE) (ASL 3);
3. Costruzione nuova radioterapia in località Felettino (Spezia) (ASL 5);
4. Ristrutturazione piano terra Padiglione n. 7 “Paita” infettivi Ospedale S. Andrea (SP) (ASL 5);
5. Ristrutturazione Pad. 5 “Chirurgie” piano terra, piano 1° e 2° e nuovo blocco operatorio e Padiglione 6 “Casavecchia” Osp. S. Andrea (ASL 5)
Potenziamento delle strutture territoriali 6. Ristrutturazione, adeguamento e manutenzione straordinaria di strutture centro diurno comunità alloggio di Villa Livi a Pietra L., di n. 2 centri terapeutici a Savona (via alla Marina e villa Bugna) ed un centro terapeutico a Pietra L. (Villa Frascaroli) (ASL 2);
7. Costruzione nuovo edificio distrettuale nell’area dell’ex Ospedale Martinez (Genova Pegli) (ASL 3);
8. Area psichiatrica Piazza Daneo Ristrutturazione dei Padiglioni n. 7 e n. 9 dell’ex Ospedale Psichiatrico di Pratozanino Cogoleto (ASL 3);
9. Edificazione palazzina ambulatori e servizi comprensiva di nuovo SPDC presso l’area ospedaliera di Lavagna (ASL 4);
10. Ristrutturazione e adeguamento immobile di via XXIV Maggio alla Spezia per realizzazione sede Distretto 18 (ASL 5);
11. Area psichiatrica: ristrutturazione fabbricato ubicato nelle vicinanze del nuovo Ospedale di Sarzana.
Rinnovo attrezzature 12. Sostituzione di due acceleratori lineari presso il Servizio di Radioterapia dell’Ospedale di Savona;
13. Sostituzione di un acceleratore lineare presso l’Ospedale San Martino – IST

I nuovi interventi (di cui si attende l’avvio) riguardano: la radioterapia al Felettino della Spezia, la piastra ambulatoriale del Martinez di Pegli, la sostituzione di un acceleratore lineare al San Martino di Genova e di due acceleratori lineari presso l’ospedale di Savona. In tutti e tra i casi si tratta della sostituzione di attrezzature ormai obsolete

Marco Melgrati (capogruppo Pdl, constatato che in aula molti consiglieri della maggioranza erano assenti e che il quorum veniva mantenuto grazie alla presenza della minoranza, ha chiesto una sospensione dei lavori che è stata accolta dal presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone.

Modifiche al testo unico in materia di sport
All’unanimità è stato approvato il disegno di legge “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 ottobre 2009, numero 40 (Testo unico della normativa in materia di sport). Le modifiche apportate alla legislazione regionale in materia di sport riguardano la concessione dei contributi in conto interessi e l’abrogazione delle norme sugli interventi a favore degli impianti sportivi danneggiati da eventi naturali. Obiettivo della legge è in una maggior efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa. L’abrogazione della norma che prevede un’espressa riserva di fondi a favore degli impianti danneggiati dagli eventi naturali non determina, comunque, l’esclusione di questi dalla concessione dei contributi “ordinari” a favore dell’impiantistica sportiva. Il nuovo Programma regionale di promozione sportiva dovrà, pertanto, essere adeguato introducendo nuovi criteri nella concessione dei contributi per l’impiantistica sportiva, prevedendo specifici punteggi proprio per il ripristino degli impianti sportivi danneggiati dagli eventi naturali. La legge si pone quindi l’obiettivo di incentivare la concessione dei contributi in conto interessi che negli ultimi anni hanno garantito, nonostante le limitate disponibilità di bilancio, il soddisfacimento di tutte le richieste pervenute, prevedendo un’estensione delle finalità dei contributi. Infatti i contributi in conto interessi, oltre che per la realizzazione, il completamento e la manutenzione straordinaria di impianti sportivi, potranno essere concessi per la manutenzione ordinaria e per la dotazione di attrezzature di stretta pertinenza. La Regione da anni coordina la propria attività di promozione sulla concessione dei contributi con quella svolta dagli Istituti di credito, in particolare con l’Istituto del Credito Sportivo, con il quale il 20 giugno 2012 è stata rinnovata la convenzione prevista dall’art.17 della Legge Regionale n. 40 /2009. Nell’ambito del coordinamento, per agevolare l’accesso al credito nell’impiantistica sportiva di uso pubblico, si è voluto modificare la norma che già prevede la possibilità di convenzionamento con Istituti di credito, eliminando la riserva delle agevolazioni ai soli destinatari dei contributi consentendo a tutti i soggetti che intendano realizzare o migliorare impianti sportivi di uso pubblico, le agevolazioni derivanti dalle migliori condizioni di mutuo eventualmente proposte dagli Istituti di Credito convenzionati.

Vendita di alloggi di edilizia sociale ai profughi italiani: varata la legge regionale
All’unanimità è stata approvata la proposta di legge “Alienazione degli alloggi di edilizia sociale riservati ai profughi italiani”, che ha come firmatario Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente). La norma approvata, si applica, dunque, agli alloggi di edilizia residenziale assegnati ai profughi italiani, secondo quanto previsto due leggi nazionali. I profughi assegnatari degli alloggi hanno titolo ad acquistarli alle condizioni di miglior favore, secondo quanto determinato dalla legge 560 del 1993 (Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica). Il prezzo di cessione è corrisposto in un’unica soluzione al momento della stipula dell’atto di compravendita. La possibilità di alienazione è estesa anche agli immobili comunque destinati, realizzati, assegnati o utilizzati dai profughi o dalle loro associazioni in cui si svolgono o si sono svolte attività culturali e sociali a favore degli stessi. Gli enti proprietari provvedono, entro novanta giorni dalla data dell’entrata in vigore della legge, a dare informazione i soggetti interessati, anche tramite pubblicazione nell’albo pretorio, nelle proprie sedi di decentramento, nonché nei propri siti informatici.
La necessità di varare un’apposita legge regionale, è stata motivata dal firmatario, Aldo Siri,: «La legge 137 del 4 marzo 1952 aveva previsto due tipologie di interventi per la soluzione delle problematiche abitative dei profughi italiani, disponendo la riserva di un’aliquota del 15 per cento degli alloggi costruiti e assegnati dagli Istituti autonomi case popolari, dall’U.N.R.R.A. Casas e dall’INCIS (Istituto nazionale case impiegati dello Stato) e la costruzione a spese dello Stato di alloggi a carattere popolare e popolarissimo per la sistemazione dei profughi ricoverati nei centri di raccolta, con il pagamento di un canone in misura ridotta che per il 50% andava a ripagare il costo della costruzione. Tuttavia, a seguito dell’entrata in vigore della legge 560 del 1993, che concedeva ai profughi di riscattare le case a condizioni di grande favore, si sono succeduti interventi normativi e prassi discordanti che non hanno consentito la tempestiva soluzione delle vicende concrete. In questo contesto è stato risolutivo l’intervento del Difensore civico della Regione Liguria, che ha sostenuto l’opportunità di questo intervento normativo, un doveroso sigillo di un’interpretazione già consolidata. Grazie alla legge tra l’altro viene estesa l’applicazione delle norme alle associazioni culturali dei profughi».
Numerosi consiglieri hanno aggiunto la propria firma alla proposta di legge.
Marco Melgrati (Pdl) ha ringraziato il consigliere Siri per aver avanzato una proposta di legge che finalmente rende giustizia, anche se tardiva, ai profughi giuliano dalmati.

Testo unico delle norme sul terzo settore
Con 20 voti a favore, e 8 astenuti (Garibaldi, Melgrati, Bagnasco, Rosso del Pdl, Della Bianca del Gruppo misto-Riformisti italiani, Bruzzone di Lega Nord Liguria-Padania e Siri e Pellerano di Liste civiche per Biasotti presidente) è stata approvata la proposta di legge di Giancarlo Manti (Pd) “Testo unico delle norme sul Terzo settore”. Come ha spiegato il proponente nella sua relazione, «la legge riconosce l’importanza del terzo settore quale coprotagonista nelle fasi di programmazione progettazione e realizzazione in materia di politiche sociali, nell’ottica dell’attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale introdotto dall’articolo 118 della costituzione e li inserisce fra gli obiettivi prioritari del programma di governo della Giunta regionale». Scopo della legge è anche promuovere lo sviluppo dei soggetti del Terzo settore salvaguardandone l’autonomia, favorendo il loro apporto all’esercizio della funzione sociale, alla realizzazione di servizi e interventi e al conseguimento di finalità sociali, civili, educative e religiose. La legge mette a disposizione degli enti locali strumenti operativi aggiornati per consentire un miglioramento dei rapporti con il mondo del terzo settore nonché l’avvio della revisione dei registri regionali che raccolgono le varie associazioni e cooperative di volontariato. Il testo, inoltre, integra in un’unica normativa le disposizioni ora contenute in diversi testi di legge regionale e disciplina l’inserimento nel sistema locale dei servizi sociali i soggetti del terzo settore. Questi ultimi sono: organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato, organizzazioni di volontariato, enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore della programmazione, nella organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Nell’elenco sono incluse le società di mutuo soccorso e le imprese sociali diverse dalle cooperative sociali. Viene inoltre individuato l’organismo associativo di rappresentanza dei soggetti del Terzo settore nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e le modalità di iscrizione al futuro registro regionale del Terzo settore.

“Programmazione turistica regionale 2013-2015
E’ stato approvato all’unanimità il provvedimento amministrativo 91 “Programmazione turistica regionale 2013-2015- articolo 7 della legge regionale 4 ottobre 2006 n..28 (Organizzazione turistica regionale)”.
Il provvedimento individua le finalità a favore dell’economia turistica della Liguria su cui indirizzare gli investimenti pubblici nei tre anni in cui il piano è in vigore. Per redigere il piano sono state utilizzate le analisi fornite dall’Osservatorio turistico regionale e un sistema di ascolto e di confronto con i cittadini e le imprese del settore attraverso apposite ricerche e l’attivazione di un apposito blog partecipativo “Liguria, il turismo che vorrei!”.
Il piano, nato da uno stretto confronto con il territorio, definisce quindi le linee guida su cui si dovrà sviluppare il turismo regionale: le risorse finanziarie sono i trasferimenti dello Stato, quelli della programmazione europea per il periodo 2014-2020 e fondi propri regionali.

Impianti di produzione energia rinnovabile e impatto ambientale
Con 25 voti a favore, e 2 astenuti (Francesco Bruzzone, Lega Nord e Raffaella Della Bianca, Gruppo Misto – Riformisti italiani) è stata approvata la delibera 86 che modifica alcune voci inerenti gli impianti di produzione di energia rinnovabile adeguandosi alla normativa nazionale ed europea. Il provvedimento si riferisce agli allegati 2 e 3 della legge regionale 38/98: “Disciplina della valutazione di impatto ambientale”. Approvato un emendamento sottoscritto da Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente).
Secondo quanto deciso dalla Giunta regionale il primo giugno 2012, vengono modificano le soglie dimensionali di assoggettamento a verifica-screening o di VIA (Valutazione impatto ambientale) stabiliti dalla normativa regionale, in recepimento della normativa nazionale. In particolare si eleva ad 1 MW la soglia entro la quale gli impianti eolici non sono assoggettati a procedura di VIA o di screening nelle aree non soggette a vincolo paesaggistico; si assoggettano alla sola VIA regionale gli impianti di produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento, nelle aree soggette a vincolo paesaggistico, per impianti aventi potenza nominale superiore a 20 kW; si assoggettano a procedura di verifica-screening gli impianti fotovoltaici a terra di potenza superiore a 200 kW.

Programma triennale artigianato
Con 21 voti a favore e 8 astenuti (Garibaldi, Melgrati, Bagnasco, Rosso e Rocca del Pdl, Bruzzone di Lega Nord Liguria-Padania e Siri e Pellerano di Liste civiche per Biasotti presidente), è stato approvato il Programma triennale degli interventi in materia di artigianato 2012-2014 ai sensi della legge regionale 3/2003: Riordino e semplificazione della normativa in materia di artigianato”.
Si tratta di un documento di programmazione fino al 2014 e prevede la promozione e tutela delle lavorazioni artigianali artistiche, tradizionali, tipiche di qualità, soprattutto attraverso un sistema di certificazione basato su un marchio di origine; il sostegno alle imprese artigiane nei loro progetti di investimento, con priorità al miglioramento – dal punto di visto localizzativo, infrastrutturale e della dotazione strumentale – delle unità produttive, attraverso l’accesso al credito agevolato e garantito; il sostegno alla nascita di nuova imprenditorialità giovanile e femminile, con azioni di accompagnamento nella fase di avvio e di formazione professionale specifica.
Per quanto riguarda l’artigianato artistico, tipico e di qualità il programma si prefigge di incentivare le imprese artigiane che operano nell’ambito delle produzioni e lavorazioni individuate dalla Regione e che utilizzano il marchio Artigiani In Liguria; incentivare strumenti innovativi quali il matching (termine che identifica le opportunità di incontro dedicate alle imprese artigiane per scambiarsi informazioni, conoscenze, esperienze, opportunità per superare la crisi), incentivare lo sviluppo di filiere corte e centri stabili di valorizzazione delle produzioni di eccellenza e iniziative di internazionalizzazione, il sostegno anche grazie ad artigiancassa dell’accesso al credito e a progetti plurisettoriali (ad esempio turismo, cultura, agricoltura, ecc.) integrati su base territoriale e transfrontalieri.
In Liguria sono presenti oltre 47 mila imprese artigiane che rappresentano il 33% delle imprese totali. Nel 2007-2011 lo stock delle imprese artigiane in Liguria ha registrato una crescita del 2,6%, in controtendenza con quanto rilevato nell’area del Nord Ovest (-1,1%) e in Italia (-2,2%). In Liguria la crescita delle imprese artigiane si presenta superiore a quella delle imprese totali (+1,8%); anche in Italia e nel Nord Ovest si registra un incremento del numero complessivo di imprese (rispettivamente +1,6% e +1,9%).
Resta piccola, invece, la dimensione delle aziende. Infatti la media addetti risulta inferiore al valore delle aree Nord Ovest e Italia e in peggioramento nel periodo 1991-2001 . In Liguria nel 2001 circa il 98% delle imprese aveva un numero di addetti non superiore alle 9 unità. I settori nei quali è maggiore la presenza di imprese artigiane sono le costruzioni (81,5%), l’industria in senso stretto (71,2%) ed i trasporti (59,2%).

Programma attuativo degli interventi regionali in materia di emigrazione per l’anno 2012
Con 18 voti favorevoli e 6 astenuti (Garibaldi, Melgrati, Rosso del Pdl, Bruzzone di Lega Nord Liguria-Padania , Siri di Liste civiche per Biasotti presidente e Raffaella Della Bianca, Gruppo Misto – Riformisti italiani), è stata approvata la proposta di deliberazione “programma attuativo degli interventi regionali in materia di emigrazione per l’anno 2012, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge regionale 11 giugno 1993, numero 27 (Nuove norme in materia di emigrazione ed istituzione della consulta regionale per l’emigrazione) e successive modifiche.
Marylin Fusco, capogruppo di Diritti e libertà, ha annunciato il voto favorevole al provvedimento.
Il programma attuativo 2012, come quello del 2011, tiene conto delle condizioni di bilancio dell’Ente Regione Liguria e delle conseguenti minori risorse assegnate .La Consulta Regionale dell’Emigrazione, convocata lo scorso 30 novembre, dunque, ha confermato gli elementi di continuità dei precedenti programmi, ma con le necessarie riduzioni degli importi destinati ai singoli interventi. Il programma sviluppa e prevede diverse iniziative volte a rinsaldare e valorizzare l’identità della Liguria promuovendo un’azione di riavvicinamento dei nostri corregionali emigrati e dei loro discendenti alla cultura, alla tradizione ed alle eccellenze del territorio ligure e si articola in diverse sezioni: iniziative dirette della Regione Liguria, interventi in favore degli emigrati liguri e dei frontalieri, interventi di solidarietà, interventi finalizzati al rientro e all’inserimento nel territorio regionale, acquisto e diffusione di materiale informativo e culturale. Per l’attuazione del programma le risorse disponibili ammontano a 70.000 euro. La voce più significativa riguarda gli interventi a sostegno delle Associazioni rappresentative degli emigranti liguri e di frontalieri, seguita da quella relativa alle iniziative di interesse regionale, promosse da enti locali o altri soggetti pubblici o privati, singoli o associazioni, e dal settore inerente gli interventi finalizzati al rientro e all’inserimento nel territorio regionale.