Home Altro Varie

LE LINEE GUIDA CHE PORTANO FUORI STRADA

Le “Linee guida sugli standard strutturali, organizzativi e qualitativi dei servizi e delle strutture per minorenni e nuclei genitore-bambino, in attuazione dell’articolo 30, comma 1, lettere A),B),C) ed E) della L.R. 9.04.2009, N. 6” approvate lo scorso 9 febbraio, a maggioranza, dalla Commissione Sanità contengono il compendio dell’assurdo.

Queste linee guida prevedono una procedura farraginosa che aumenta la burocrazia e mette paletti richiedendo specifici requisiti alle strutture ricettive cui si rivolgono. Queste strutture spesso sono attive per i soli mesi estivi e sono attivate nel territorio in base alle esigenze dello stesso, quindi potremmo definirle temporanee.

La prima stortura logica, che balza agli occhi, è che queste attività dovranno essere in possesso della DIA come accade per le aziende e dovranno essere messe a norma secondo parametri stringenti (ad esempio messa in sicurezza scale, vie d’uscita, ascensori ecc). Peccato che spesso queste attività, soprattutto quelle estive, si svolgano in edifici scolastici. Edifici che sono a loro volta in deroga poiché non possiedono i requisiti urbanistici necessari.

Queste mirabolanti linee guida chiedono, di fatto, la messa a norma di edifici che hanno ottenuto la deroga alla messa a norma? Si è così.

Ma le storture non finiscono qui. Al punto 7 bis. delle Linee Guida si parla di  Comunità Educativa di accoglienza con interventi ad integrazione sociosanitaria (CEAS). Si tratta di comunità socio assistenziali che accolgono minorenni fra i 6 e i 18 anni in carico ai Servizi Sociali. Si tratta di bambini e ragazzi con evidenti problemi psichici e comportamentali spesso dovuti a sofferenze di natura psicologica e fisica a seguito di violenze subite o assistite. Peccato che queste strutture ospitino solo il 20% dei minori che ne hanno bisogno.

Forse era più utile impegnarsi nell’ampliare queste strutture e non mettere paletti e norme inutili a strutture che non potranno ottemperare.

Sempre sull’argomento rilevo una mancanza colossale di programmazione nel merito de i minori stranieri non accompagnati, l’assessore Rambaudi ha aperto l’HUB minori appositamente per risolvere questo problema. Le modalità di affidamento non sono state trasparenti. Quasi si potrebbe affermare che abbiano seguito una logica clientelare al pari del fantomatico corso “ animatori” di cui sopra.

Per quanto riguarda la delibera sui servizi 0 – 3 anni (asili nido e servizi integrativi) occorre rilevare che la proposta di testo normativo si limita ad aggiungere “paletti” in un ambito che è già molto, forse eccessivamente, normato e non affronta la reale criticità del sistema nidi, ovvero la sua sostenibilità economica: molto nidi in Regione Liguria chiudono a causa del fatto che sempre più famiglie non possono permettersi di pagare le rette.

Gli esempi fatti qui, che sono reali, indicano chiaramente come vengono affrontati temi importanti e come le norme in questione creino un vulnus  non andando nella direzione dell’agire concretamente, migliorando, la vita dei cittadini Liguri.