Sapete perchè il motomondiale è uno sport bellissimo e molto (ma molto) più entusiasmante della Formula 1? Perché ti puoi sgolare per tutta la settimana, dicendo che vincerà Marquez, che ha la moto più bella del mondo, che è imprendibile, che fa quello che vuole in pista e che gli altri debbono rassegnarsi a fare da comprimari.
E poi, alla domenica pomeriggio, che cosa succede? Che Marquez non vince, anzi va in crisi nera, la sua Honda non sta in pista, preferisce le vie di fuga all’asfalto vero, scodinzola in modo impressionante e limita i danni solo grazie alle disgrazie altrui (Iannone e la sua spalla rotta) e la classifica adesso diventa impressionante.
E chi vince? Lui, il re di Jerez, ora anche il re di Le Mans, il Porfuera, el Martillo, el Mantequilla, el Campeòn. In poche parole Jorge Lorenzo che quando guida come ha fatto in Francia, non ce n’è per nessuno. Da giovedì andavamo scrivendo che il circuito Bugatti era adatto alle caratteristiche della Yamaha. Poi però Marquez aveva fatto cose turche durante le prove, rivoluzionando certezze e previsioni. Siamo stati tutti tratti in inganno da modifiche dettate dalla Honda nel tentativo di allungare il passo sulla concorrenza. Modifiche che non hanno e non stanno pagando, se è vero che per tutto il weekend Marquez è andato spesso “lungo” in alcune curve. E agli errori del pilota, si sono assommati gli errori di valutazione del team che si è fidato, ad esempio, del warm up dove Marc ha strappato tempi incredibili. Peccato che facesse un freddo boia e i pneumatici lavoravano la metà di quello che avrebbero dovuto. Questo ha fatto pensare alla Honda di essere nel giusto e indotto all’errore tutti.
Morale della favola? Jorge Lorenzo davanti a tutti, anche davanti a un Valentino Rossi davvero strepitoso, capace di rivoluzionare la moto all’ultimo momento e di piazzarsi dietro al compagno di squadra e davanti a un Dovizioso bravo ma per una volta non bravissimo, ma che torna sul podio dopo la disavventura di Jerez (9° tempo) per la quarta volta in 5 gare. Mica male davvero se si pensa che adesso ha solo 4 punti di distacco da Lorenzo e si lascia alle spalle Marquez, rubandogli altrei 3 punti in classifica.
Ma se Lorenzo è stato grande, se Rossi continua a guidare il mondiale con 15 punti sul compagno di squadra, se Dovizioso è ormai una bella realtà e Marquez farà bene a chiedere ai suoi tecnici di dare il massimo altrimenti quest’anno il titolo se lo sogna, il vero eroe di giornata è stato un altro ducatista doc, eroico fino alle lacrime,(quelle che ha versato al termine della gara): Andrea Iannone. Con una spalla rotta, ha tenuto duro per tutta la gara, sino a quando il dolore è stato così forte che ha dovuto mollare la quarta posizione a Marquez ma contro il quale, negli ultimi giri, ha dato vita a uno spettacolo assolutamente eccezionale, fatto di staccate, sorpassi, ristaccate e risorpassi incredibili e che difficilmente riusciremo a dimenticare.
Il cuore di Iannone ha dimostrato che quest’anno la Ducati ha tutte le carte in regola per essere protagonista sino alla fine della stagione. L’arrivo dell’ingegner Dall’Igna è stata la chiave di volta: a lui va il merito di aver costruito una Desmo15 davvero incredibile (dopo i flop degli anni passati). Il Gigi nazionale ha detto a inizio stagione che si accontenterebbe di vincere una gara quest’anno. Glielo auguriamo di cuore, sperando che questo possa accadere tra due settimane, quando il mondiale arriverà in terra italiana, al mitico circuito del Mugello, che è un po’ la Casa delle Ducati (oltre che il circuito preferito da Valerossi). Gli ultimi test raccontano di tempi incredibili e di veri e propri missili “rossi” sfrecciare con crono rigorosamente top secret.
Lo sapremo molto presto. Ma proprio per questo motivo gli appassionati non dovranno perdersi uno spettacolo del genere!
La gara. Ma vediamo, giro dopo giro, come sono andate le cose sul circuito, finalmente inondato da un sole primaverile che ha scaldato il cuore e l’animo dei tifosi accorsi come sempre numerosi per questa festa che è seconda, ricordiamolo, solo alla mitica 24 Ore perché il Bol d’Or, tanto per ricordare ai meno attenti, si è corsa qui sino al 1977 per poi emigrare al Paul Ricard e infine, dal 2000 a Magny Cours.
Pronti, via. I semafori si spengono e il più lesto a prendere il sopravvento su tutti è Dovizioso ma alla prima curva Marquez entra come un matto, non tiene la corda e ne approfittando Lorenzo, Dovizioso e Iannone. Rossi è al momento 5°, partito benissimo ma il distacco dai primi si allunga già al primo giro che vede Lorenzo 1° poi Dovizioso a mezzo secondo, Iannone e Marquez.
Pedrosa cade. Al 2° giro vola per terra Pedrosa, brutta caduta alla curva 3, scivola, riprende ma è ultimo. Chi vuol fare la differenza davanti è Lorenzo, capace di girare in 1’33” 0. Incredibile, quasi un tempo da qualifica. Terzo giro, lasciano Bradl e Aleix Espargarò mentre Rossi sale 3°, si libera di Marquez rischiando di fare a carenate con lo spagnolo.
Marquez crisi. Siamo al 4° giro, Rossi si avvicina a Iannone facendo tempi da favola (1’32”8!) mentre Marquez è a oltre 2” da Rossi superato anche da Smith e in grande crisi con un lungo del tutto simile a quelli di cui ha sofferto nei primi due giorni. Siamo al sesto giro e Lorenzo ha solo 4 decimi di vantaggio su Dovizioso, 8 decimi su Iannone mentre Rossi è a mezzo secondo da Iannone e tiene benissimo il passo dei primi. Il brutto della gara è vedere Marquez braccato anche da Crutchlow mentre per il resto della truppa è buio fitto, la corsa riguarda ormai i primi 4 (Lorenzo Dovizioso, Iannone e Rossi) e sarà così sino alla fine.
Siamo all’8° giro e Carl Crutchlow in staccata perde l’anteriore e getta via la gara e punti preziosi per il mondiale. Pedrosa, intanto, stoicamente, da ultimo si porta al 21° post e guadagno 4” al giro su Melandri.
Rossi 3°. Al 10° giro Dovizioso a forza di guadagnare decimi su decimi si incolla al codone di Lorenzo, questione di decimini, mente Rossi è quasi pronto a passare Iannone. Alle spalle nulla di nuovo, Smith agilmente resta davanti a Marquez mentre Iannone e Rossi sembrano patire un po’ il ritmo di Lorenzo e Dovizioso. Nella curva “destra-sinistra” Rossi riesce ad agguantare il 3° posto, approfittando di una traiettoria sbagliata di Iannone, così come Dovizioso, al 12° giro, finisce nella terra e si allontana da Lorenzo che sembra viaggiare su un altro pianeta dimostrandosi ben assettata.
Siamo al 13° giro e Rossi comincia a prendere le misure di Andrea Dovizioso: Valentino è una furia, s’incolla a Dovizioso che con le staccate riesce a mantenere il 2° posto così come si allunga nei rettilinei.
Rossi 2°. Al 14° giro Rossi diventa 2° con una staccata magnifica, Dovi non molla, ma Lorenzo davanti è ancora capace di scendere sotto l’1’34” e porta il suo vantaggio su Rossi a 2” all’inizio del 15° giro dove la sorpresa è Dovizioso che non si stacca dal codone di Valentino e continua a mettergli pressione. Dietro, solitario, Iannone è a quasi 2” da Dovizioso. Dietro, da segnalare solo la caduta di Miller che costringe Lucio Cecchinello a chiudere il box (fuori dopo Crutchlow) e a prendere la via verso il Mugello, chiudendo malissimo una settimana iniziata bene e finita nella terra.
Passano i giri senza che succeda nulla di eccezionale, con i primi 3 sempre davanti mentre Iannone comincia ad accusare il dolore alla spalla e inizia a perdere secondi preziosi e questo aiuta Smith e Marquez a recuperare il terreno perduto.
Lorenzo imprendibile. Al 20° giro, quando ne mancano solo 8 alla fine, Lorenzo ha di nuovo cominciato a spingere, porta a oltre 2” il vantaggio su Rossi, Dovi si stacca un po’ ed è a 1”2 da Valentino. Come anticipato, Smith piomba addosso a un acciaccato e sofferente Iannone, che nulla può contro l’inglese mentre alle sue spalle anche Marquez può approfittare della situazione. Iannone è veramente eroico però: riesce a tenere dietro Smith e Marquez il quale torna a contatto con l’inglese ed è pronto a zompare addosso a Smith.
Marquez-Iannone, che sfida! Incredibile quello che succede al 23° giro: nella staccata in discesa Marquez svernicia prima Smith e poi Iannone, ma mentre l’inglese è sorpreso, Iannone e Marquez danno spettacolo sorpassandosi a ogni curva, con la Honda che si impenna, la Ducati di Iannone non molla e poi al 26° giro, Marquez riesce a passare ma tutti gli applausi sono per Iannone che tiene il 5° posto a tre giri dalla fine. Davanti intanto, non succede nulla perché Rossi è a 2”6 da Lorenzo, il Dovi è lontano 5” e Marquez ormai lontanissimo a 11” che non può fare altro che tenersi negli ultimi due giri il vantaggio su Iannone. Novità su Pedrosa: è 17°, bravo e coraggioso come sempre.
Gran finale. Ultimo giro e gli occhi sono tutti per la sfida per il 4° posto, visto che i primi 3 sono già assegnati. Iannone ci prova sino all’ultimo momento. Lorenzo, come già in Spagna, si permette il lusso di salutare il pubblico prima del traguardo e chiude 1° con addirittura 3”8 su Rossi mentre Dovizioso anche questa volta è sul podio, Marquez limita i danni e Iannone fantastico 5° che relega Smith a quasi un secondo e si accascia ai box per il dolore alla spalla le lacrime agli occhi. Nelle retrovie da segnalare l’ottimo 10° posto di Petrucci mentre Pedrosa chiude 16° a un passo dai punti.
HANNO DETTO DOPO LA GARA:
Marc Marquez: “Tutti mi chiedono che cosa sia cambiato in me in queste ultime gare, vittoria a Jerez, vittoria qui a Le Mans. Ebbene io dico che conta molto il pilota, ma soprattutto conta molto la moto e io dico che il successo deve essere diviso a metà, al 50%. Quando tutto ha cominciato ad andare bene, i pezzi del puzzle sono andati al loro posto, solo allora ho potuto dimostrare quanto valgo, quanto sono veloce, quanto riesco a concentrarmi per fare questi risultati. Questa volta non partivo favorito, credetemi, era Marquez che andava forte. Però lui ha fatto un po’ di errori, soprattutto alla prima chicane, dove poi l’ho perso di vista. Questo mi ha facilitato le cose ed ho cominciato a martellare con il mio passo. Poi da metà gara in poi, sono riuscito a fare il gap con Valentino che pure andava molto forte”.
Valentino Rossi:“Ragazzi, sono sincero: questa volta l’ho vista proprio scura, perché stamattina nel warm up pensavamo di aver fatto la modifica giusta e invece andavo piano da bestia… Allora abbiamo deciso di rischiare, siamo stati bravi, il mio team ha fatto cose grandiose perché abbianmo fatto una modifica mai provata prima, stravolgendo la moto. Poteva andare bene, ma l’abbiamo adottata a scatola chiusa e ci è andata bene, perché ero veramente veloce, ho fatto anche il record sul giro, mi sono divertito, ho raggiunto il 2° posto e a un certo punto ci ho provato anche con Jorge ma lui era veramente imprendibile. Dopo il warm up avrei firmato un secondo posto con il sangue, credetemi. E questo è un grande piazzamento soprattutto per il campionatoe mi sono veramente divertito perché in gara quest’anno siamo veramente forti”.
Andrea Dovizioso:“Ebbene sì, ci ho provato sin dall’inizio, ho fatto una buona partenza, mi sono messo dietro a Lorenzo che sapevo avere un gran ritmo evitando che scappasse via. Ho fatto anche dei bei giri poi, come immaginavo, è calata la gomma. Il guaio è che usiamo ancora un po’ troppo i pneumatici per andare forte e quindi cala prima degli altri. E ogni decimo che perdi fa la differenza. Peccato davvero, comunque sono dettagli importanti per lo sviluppo. L’importante è capire per migliorare costantemente la moto. Volevo fare meglio, ma ritornare sul podio di nuovo è stato bellissimo e per il campionato non siamo messi male. Lottare insieme con Marquez, Lorenzo, Valentino non è impresa semplice, ma l’importante è crederci”
Marc Marquez:“Oggi pomeriggio la temperatura è salita bruscamente. Non avevo mai guidato in queste condizioni in questo fine settimana. Al quarto giro ho iniziato a notare che avevo un sacco di problemi con l’anteriore e credo che sia stato un problema comune a tutte le Honda…La realtà è che ben presto mi sono accorto che stavo rischiando oltre il limite per la perdita di grip all’anteriore. Le temperature ci hanno indubbiamente giocato un rutto scherzo, però mi aspettano un risultato sicuramente migliore e abbiamo fatto davvero male. La morale? Dobbiamo imparare da questa gara e soprattutto sulla base dei dati che abbiamo raccolto fare in modo che la cosa non si ripeta mai più “.
Andrea Iannone: “Faccio fatica ancora adesso a raccontare la gara perchè penso che sia stato il Gran Premio più duro della mia vita. Ero in una condizione fisica molto critica. Ho sofferto così tanto che ho anche pensato di fermarmi perchè a un certo punto, quando mancavano 10 giri alla fine non riuscivo più ad avere la sensibilità sul freno, non riuscivo più a capire quanto frenavo e quanto no e stava diventando anche pericoloso continuare. Poi sono riuscito a riposarmi 3 o 4 giri dove Smith e Marquez mi hanno ripreso ed a quel punto ho battagliato con Marc: non volevo lasciarlo scappare, ho corso tre giri senza quasi respirare, è stata una bella battaglia ma alla fine ho dovuto cedere il posto. Mi sarebbe piaciuto stargli davanti però il campionato è ancora lungo e arriveranno sicuramente le occasioni anche per me. Mi sono imposto di tenere alle spalle Smith e la tattica ha funzionato, il 5° posto è buono, molto buono”.
Dani Pedrosa:“E’ stato davvero un peccato concludere così presto la gara. La caduta? A dire il vero non ci ho capito molto, perché sono scivolato dopo aver perso l’anteriore. Ho provato a riavviare il motore e tornare in gara, anche se i manubri erano piegati. Ci ho voluto provare fino alla fine e il risultato non è poi tanto male. E’ stato comunque un test positivo per me, anche se c’è ancora spazio per migliorare, continuerò con le sedute di fisioterapia e vorrò essere in buone condizioni per il Mugello”. (Enrico Biondi)
La classifica di Le Mans
|
Nazione |
Team |
Moto |
Km/h |
Gap |
|
|
SPA |
Yamaha MotoGP |
Yamaha |
160.7 |
43’44.143 |
|
|
ITA |
Yamaha MotoGP |
Yamaha |
160.5 |
+3.820 |
|
|
ITA |
Ducati Team |
Ducati |
160.0 |
+12.380 |
|
|
SPA |
Repsol Honda Team |
Honda |
159.5 |
+19.890 |
|
|
ITA |
Ducati Team |
Ducati |
159.5 |
+20.237 |
|
|
GBR |
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
159.4 |
+21.145 |
|
|
SPA |
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
158.6 |
+35.493 |
|
|
COL |
Pramac Racing |
Ducati |
158.3 |
+39.601 |
|
|
SPA |
SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
158.2 |
+41.571 |
|
|
ITA |
Pramac Racing |
Ducati |
158.1 |
+42.789 |
|
|
USA |
Aspar MotoGP |
Honda |
157.5 |
+53.636 |
|
|
FRA |
Athinà Forward |
Yamaha F |
157.1 |
+1’00.617 |
|
|
SPA |
Avintia Racing |
Ducati |
156.9 |
+1’04.272 |
|
|
IRL |
Aspar MotoGP Team |
Honda |
156.8 |
+1’05.259 |
|
|
SPA |
Aprilia Racing Team |
Aprilia |
156.8 |
+1’05.515 |
|
|
SPA |
Repsol Honda Team |
Honda |
155.9 |
+1’20.907 |
|
|
RSM |
IodaRacing Team |
ART |
155.9 |
+1’21.663 |
|
|
ITA |
Aprilia Racing Team |
Aprilia |
152.7 |
1 Giro |
|
|
AUS |
LCR Honda |
Honda |
157.4 |
14 Giri |
|
|
CZE |
AB Motoracing |
Honda |
154.6 |
14 Giri |
|
|
GBR |
CWM LCR Honda |
Honda |
158.5 |
21 Giri |
|
|
GBR |
EG 0,0 Marc VDS |
Honda |
153.8 |
25 Giri |
|
|
FRA |
Avintia Racing |
Ducati |
139.3 |
25 Giri |
|
|
SPA |
SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
147.4 |
26 Giri |
|
|
GER |
Athinà Forward |
Yamaha F |
145.7 |
27 Gir |
Classifica Mondiale
|
Moto |
Nazione |
Punti |
|
|
Yamaha |
ITA |
102 |
|
|
Yamaha |
SPA |
87 |
|
|
Ducati |
ITA |
83 |
|
|
Honda |
SPA |
69 |
|
|
Ducati |
ITA |
61 |
|
|
Honda |
GBR |
47 |
|
|
Yamaha |
GBR |
46 |
|
|
Yamaha |
SPA |
35 |
|
|
Suzuki |
SPA |
31 |
|
|
Suzuki |
SPA |
27 |
|
|
Ducati |
ITA |
25 |
|
|
Ducati |
COL |
20 |
|
|
Honda |
GBR |
13 |
|
|
Ducati |
SPA |
13 |
|
|
Honda |
SPA |
10 |
|
|
Honda |
USA |
8 |
|
|
Yam. F |
FRA |
6 |
|
|
Honda |
AUS |
6 |
|
|
Honda |
JPN |
5 |
|
|
Aprilia |
SPA |
3 |
|
|
Honda |
IRL |
2 |
|
|
Yam. |
GER |
1 |
Classifica Costruttori
1 MOVISTAR YAMAHA MOTOGP 189
2 DUCATI TEAM 144
3 REPSOL HONDA TEAM 84
4 MONSTER YAMAHA TECH 3 81
5 TEAM SUZUKI ECSTAR 58
6 CWM LCR HONDA 53
7 PRAMAC RACING 45
8 EG 0,0 MARC VDS 13
9 AVINTIA RACING 13
10 ASPAR MOTOGP TEAM 10
11 ATHINÀ FORWARD RACING 7
12 APRILIA RACING TEAM GRESINI 3
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