Ha scelto la Silvanese per rinascere. Per chiudere con un recente passato avaro di gratificazioni. Matteo Carnovale, professione attaccante, è migrato alla volta del basso Piemonte per ritrovare quegli stimoli persi nelle ultime stagioni vissute sui campi della Liguria.
Una vera e propria scelta di vita la sua. Sette partite, cinque gol. E la rinascita. Morale, in primis. “Avevo bisogno di ritrovare fiducia in me stesso e voglia di sentirmi protagonista oltre i confini liguri – spiega Matteo Carnovale – Quando è arrivata la proposta della Silvanese non ho tergiversato troppo e ho deciso di accettarla, perché ho capito sin da subito che si trattasse di un progetto serio, con persone capaci e valide. Mi sono trovato bene sin dal primo giorno e rifarei questa scelta altre cento volte. Ero stufo di cambiare maglia ogni anno e non mi piaceva più l’idea di giocare in Liguria. Qui in Piemonte ho trovato serenità , allegria, serietà e  voglia di fare calcio come piace a me. E poi c’è da dire una cosa: rispetto al girone “B” di Prima Categoria che conosco bene, c’è meno tecnica ma più fisicità e io mi esalto parecchio in una gara maschia. Ma la cosa che più mi esalta è la partecipazione del pubblico alle partite, sia in casa che fuori: ci sono incontri che vedono assiepate sugli spalti decine e decine di tifosi. Per quanto riguarda il mio rendimento, posso dire che sono ampiamente soddisfatto: sono riuscito a trovare il gol già in cinque occasioni su sette gare disputate e la squadra sta giocando bene: peccato per domenica scorsa, perché avremmo meritato la vittoria! La Boschese ha pareggiato al 93′ in maniera immeritata, ma il calcio è anche questo. Spero di fare ancora tanti gol per la Silvanese e di restare qui per molto tempo: se dipendesse da me non tornerei più in Liguria a giocare perché qui a Silvano ho trovato quel calcio che avevo perso nonostante l’impegno profuso”.






