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Mostra “Il Mondo Rurale e le sue tradizioni ancestrali di Guido Diemoz“ nel cuneese

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Guido Diemoz
Guido Diemoz

Guido Diemoz – Mostra “Il Mondo Rurale e le sue tradizioni ancestrali “
Restituzione della Memoria attraverso la scultura
a cura di Mauro Arneodo
testi in brochure: Paolo Levi – Gianni Gatti –Mauro Arneodo

30 settembre – 27 novembre 2022
Biblioteca Civica
Via Martiri della Libertà, 2, 12033 Moretta CN

Dal 30 settembre al 27 novembre 2022 il Salone Polivalente della Biblioteca Comunale di Moretta ospita la mostra Guido Diemoz “Il Mondo Rurale e le sue tradizioni ancestrali “. Restituzione degli usi, credenze, lavori, socialità di un mondo agricolo ancestrale attraverso la scultura.

Guido Diemoz è un chroniqueur, un columnist per immagines o un menestrello di gesta e storie di antica memoria.

Guido Diémoz inizia il suo incontro con la scultura scolpendo tre uccellini su una piccola scatola di legno., “Three little birds” che ricordano quelli apparsi sull’uscio di casa al cantante giamaicano Bob Marley, in una mattina di sole del 1977.

Gli anni dell’infanzia e della giovinezza trascorsi in famiglia, lavorando con il padre la terra o nella gestione dell’osteria, hanno affinato il suo sguardo ad osservare e fissare gesti tipici e caratterizzanti l’attività contadina, il rapporto con gli animali e le inclemenze atmosferiche, la neve e il gelo. I suoi occhi indagatori studiano l’uomo intento a fabbricare i cesti, il contadino che affila e batte la falce, l’apicoltore, il taglialegna, i battitori del grano, i montanari che costruiscono la carbonaia e tutto questo “savoir faire” diventa materia ed ispirazione per le sue grandi sculture.

In ogni opera si percepisce il senso del lavoro delle braccia, lo sforzo, la fatica, ma contemporaneamente, la meravigliosa atmosfera serena e costruttiva di una comunità che condivide origini, passato, momenti di festa e speranze. Profili ricurvi sotto il peso di un cielo incombente, luoghi in cui la notte sembra arrivare prima. Dal legame con la terra e la montagna, un vivere duro ed incomparabile per la bellezza legata alla natura, emergono quelle doti forgiate dall’esperienza e dalla volontà di affrontare e superare le avversità quotidiane.

Diémoz ferma il tempo con lo scalpello, lo cristallizza con precisione chirurgica, definendo scene dotate di un’armonia compositiva che si presta a più letture.
Nelle sue sculture nessuno è solo, ogni scena si compone di piccoli universi in costante movimento per la sopravvivenza, non ci si può fermare, una leggera tensione permea ogni scultura, ogni situazione risponde ad un doverismo etico nei confronti del passato. Espiazioni contemporanee in legno.

Orari apertura

Martedì 09,00 – 12,00 / 15,00 – 18,30
Mercoledì 09,00 -12,00 / 16,30 – 18,30
Giovedì 09,00 – 12,00 / 15,00 – 18,30
Sabato 09-11

Guido Diemoz
Nato a Doues il 13 novembre 1949, iniziò l’attività di artigiano del legno nel 1977, a trentaquattro anni, indirizzando con una scelta coraggiosa un’attitudine innata verso la comunicazione visiva; come molti scultori e artigiani del legno della Valle d’Aosta, la sua vita si è srotolata tra appuntamenti annuali nelle fiere di Sant’Orso di Donnas e di Aosta, occasioni storiche della Vallée che si svolgono in gennaio e che uniscono ai saperi e ai mestieri antichi anche la produzione artigianale ed artistica di molti scultori del legno: Diémoz, sempre pluripremiato, ha ricevuto a Donnas il primo premio del settore “scultura in legno” negli anni 2008, 2009, 2010 e nel 2019.
Sposatosi nel 1975 con Elvira Barmette, divenuto presto padre di Erik, decide di perfezionare la propria preparazione frequentando la Scuola Serale Regionale, tenuta dai maestri artigiani valdostani Margueret e Jordaney, mentre il disegno e le tecniche grafiche sono stati appresi con la frequentazione del prof. Rollando Robino; ma al di là della formazione sarà il suo vissuto ad ispirare soggetti, atmosfere e situazioni.
Diémoz continuerà a lavorare il legno fino al 1985, periodo in cui l’attività di albergatore lo impegnerà in modo totalizzante per circa vent’anni. Nel 2006, quasi per gioco e per prova, riprenderà in mano sgorbie e scalpelli e da allora non li abbandonerà più, facendo della sua passione un’attività stabile e professionalmente imprescindibile.