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MOTONAUTICA F.1: SHOW DI PAOLETTI MA …ADDIO NATIONS CUP PER 1 PUNTO

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Il bello e il brutto della diretta, diceva quello. Il bello e il brutto di un sorteggio, diceva quell’altro.

Nella sfiga c’è solo il brutto. Lo ha constatato in diretta sulle acque del Golfo Persico, il Team Italia diretto da Francesco Cantando che, pur vincendo con Stefano Paoletti tutte le tre gare in programma, ovvero la Match Race di martedì e le due Sprint Race rinviate ieri per il troppo vento e recuperate in condizioni meteo accettabili, ha perso la prima tappa della Nations Cup, andata alla Bielorussia, per un punto!
«Porta patens esto. Nulli claudatur honesto». Per un punto, frate Martino, priore di un importante monastero, perse la cappa mentre il Team Italia ha invece perso la Coppa per colpa di un cavallo bolso. Quello che hanno rifilato a Marco Gambi, seconda guida della squadra azzurra: un catamarano che già nella Match Race aveva dimostrato di non avere potenza nei garretti e che, nelle due Race Sprint, proprio non aveva voglia di correre
. «Eppure – sottolinea comunque con un sorriso il Franz – l’abbiamo vivisezionata (la barca, non il cavallo…), abbiamo cambiato tutto quello che potevamo cambiare, abbiamo messo le mani in tutti i posti e i particolari in cui potevamo intervenire. Niente da fare!».
SENZA PREMIO
E qui, ovviamente, con un passetto indietro, bisogna dare e darci una spiegazioncella, in verità già data e ridata in parecchie occasioni.
Nella Nations Cup, i catamarani, i motori, le eliche e i volanti, così come i secchielli e le palette per andare in spiaggia, vengono assegnati per sorteggio. Tutti uguali? Mica vero, ma non per cattiveria degli organizzatori. Può proprio capitare che ti arrivi un motore stanco e allora sono guai. Come è capitato al pilota milanese.
E se alla sfiga si aggiunge sfiga, l’irriverente analogia con frate Martino diventa attualità. Pensate un po’: Gambi, faticando come quei trentatré trentini che entrarono a Trento tutti e trentatré trotterellando, nella Sprint Race d’esordio era riuscito comunque a concludere la prova in settima posizione, pur con tre giri di ritardo su Paoletti, vincitore di tappa davanti a Mohammed bin Kadri e ad Andrey Ovchinnikov, ma portando in bacheca 14 punticini lustrati a dovere.
Il patatrac in gara due, sempre vinta da Paoletti su Mohammad bin Kadri e Roman Vandyshev, quando il pilota che gareggerà anche in F1 con i colori del Team Motorglass, non è riuscito a completare almeno il 75% dei giri previsti (prendendo come base quelli portati a termine dal vincitore) per cui niente premio di consolazione.
Neanche un punto per lui e niente punto per il Team Italia-Motorglass, quando il traguardo era non troppo lontano: sarebbero bastati due giri in più e, con l’analogo piazzamento della prima prova, sarebbero arrivati a casa altri 14 punti. Sufficienti per cambiare il titolo: «Stracciata la Bielorussia: la Nations Cup è azzurra». E invece…
PAOLETTI SHOW
«E invece ci andata male – spiega Paoletti appena sceso dal podio -, che più male non si può. Però ci sta. Nel senso che lo spirito di questa manifestazione vuole premiare la squadra. Così anche i miei tre successi non sono serviti, anche se il secondo posto, come era già avvenuto ad Abu Dhabi, è un bel risultato. Ce lo godiamo. Marco? Mi dispiace, ci ha messo l’anima; fosse stato per lui sarebbe sceso a spingere la barca». Già, tre vittorie che non hanno portato il bottino pieno, ma ovviamente lo show del (quasi) trentenne trevigiano è stato da applausi.
Problemini solo in finale nella Match Race, tutto facile nella prima Sprint Race (prova con qualche brivido e due bandiere gialle per altrettanti ribaltamenti dei russi Dmitri Malkin e Mikhail Andrey Kitashev) e qualche problemino in gara-2 dopo una partenza incerta, una rimonta subito avviata e completata nei primi due giri e poi tutta l’attenzione concentrata sugli specchietti per vedere cosa voleva combinare l’irriducibile Mohammad bin Kadri.
Per Paoletti, in verità, anche un tentativo di… contromano alla virata di una boa che avrebbe di sicuro compromesso il successo parziale.
«Vero. Vero. Se nelle prima gara tutto è stato facile, nelle seconda, più che gli avversari, ho patito la fatica. Ero stanchissimo; il tempo per un po’ di recupero, tra una gara e l’altra, non c’è stato proprio. Ad un certo punto, poi, la barca ha cominciato a voler fare tutto da sola: salti, voli e tentativi di virata non richiesti. Mamma, che fatica! Ma di più proprio non potevo fare». Sicuro. Peccato che non sia bastato. Arrivederci ad agosto in Malesia, in casa del Team che qui ha conquistato il terzo posto del podio, onorato senza troppi festeggiamenti e un paio di cartelli per ricordare la recente tragedia del volo MH370.(Massimo Ciuchi)
Sprint Race (Gara-1):
1. Paoletti (Team Italia-Motorglass); 2. Mohammad bin Kadri (Malesia) a 2”28; 3. Ovchinnikov (Bielorussia) a 3”45; 4. Dmitri Vandyshev (Bielorussia) a 4”79; 5. Alffian bin Kadri (Malesia) a 1 giro; 6. Al Kuwari (Qatar) a 2 giri; 7. Gambi (Italia-Motorglass) a 3 giri. Ritirati: Malkin (Russia) e Mikhail Andrey Kitashev (Russia).
Sprint Race (Gara-2): 1. Paoletti (Team Italia-Motorglass); 2. Mohammad bin Kadri (Malesia) a 3”47; 3. Roman Vandyshev (Russia) a 46”56; 4. Al Kuwari (Qatar) a 50”30; 5. Alffian bin Kadri (Malesia) a 51”22; 6. Dmitri Vandyshev (Rus) ritirato; 7. Gambi (Italia-Motorglass) a 8 giri.
Nations Cup (classifica finale del Gran Premio del Qatar): 1. Team Bielorussia punti 108; 2. Team Italia-Motorglass 107; 3. Malesia 100; 4. Qatar 61; 5. Russia 36.
Le prossime gare – Putrajaya (Malesia): 29-30-31 agosto; Abu Dhabi (Eau): 2-3-4 dicembre.

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