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Nulla di fatto tra Bologna e Lazio

La Lazio cerca 3 punti per portarsi a ridosso di Inter e Napoli, il Bologna di contro prova ad allontanarsi dalla zona a rischio, le condizioni meteo sono le meno idonee ad una partita di calcio, si comincia  a 0 gradi e si finirà ampiamente sotto 0.attedra, si fa per dire , il Bologna che fa quasi per tutti i 45 minuti la partita e più volte avvicina il gol.

Maglione, felpa, woolrich, cuffia, guanti da neve e sciarpa sono le armi con cui io, come i coraggiosi 10.000 che si perdono sulle tribune del Dallara, provo a difendermi dal freddo pungente, che stordisce e fa tremare.

Formazioni tipo, senza Klose tra i biancocelesti e Gabbiadini tra i felsinei.

Bologna (4-3-2-1): Agliardi 6,5; Motta 5,5, Antonsson 5,5, Sorensen 6,5, Cherubin 6; Perez 6 (3′ st Guarente 6), Krhin 5,5 (43′ st Pasquato sv), Taider 6; Kone 5 (34′ Morleo sv), Diamanti 6; Gilardino 6. A disp.: Stojanovic, Carvalho, Garics, Abero, Pulzetti, Pazienza, Paponi. All.: Pioli 6,5
Lazio (4-1-4-1): Marchetti 6,5; Cavanda 6,5, Biava 6, Ciani 6,5, Radu 6,5; Ledesma 5,5; Candreva 6 (33′ st Klose s.v.), Hernanes 5, Gonzalez 5,5 (23′ st Lulic 5,5), Mauri 5 (48′ st Onazi sv); Kozak 5. A disp.:Bizzarri, Carrizo, Scaloni, Diakité, Cana, Rozzi. All.: Petkovic 5
Arbitro: Damato
Marcatori: –
Ammoniti: Guarente, Sorensen (B), Cavanda (L)
Espulsi: 42′ st Kozak (L) per doppia ammonizione

Comincia bene il Bologna che sfiora subito il gol con Diamanti che in mezza girata calcia fuori, è però un fuoco di paglia perchè il pallino del gioco se lo prende subito la Lazio che prova a fare la partita, ma manca il mordente e la voglia di far male, il possesso palla degli ospiti è quasi esclusivo, ma è sterile e stucchevole, la palla si muove lentamente e ha gioco facile l’attenta retroguardia rossoblu a chiudere i varchi e rendere difficile per i romani creare occasioni.

Il taccuino si riempie perciò di solo due belle opportunità, una per Candreva ad inizio tempo su cui salva in deviazione bassa Agliardi, ed una nel finale con Biava che gira prontamente un traversone dal fondo, è reattivo Agliardi a deviare di piede vicino al primo palo, in mezzo solo una lunga sequela di tiri da fuori telefonati che non preoccupano più di tanto l’estremo rossoblu.

La Lazio si fa attendere al ritorno dagli spogliatoi meritandosi una salva di rumorosi fischi, saltano pure più di metà delle luci poste lungo la tribuna coperta, e il freddo si fa sempre più pungente ed insopportabile.

La ripresa vede la Lazio letteralmente sparire dal campo, sale in cattedra il Bologna che per quasi tutti i 45 minuti prova a condurre le danze. La prima grande palla gol è per Taider lanciato da solo davanti al portiere, ma il francesino esita e alla fine spara addosso a Marchetti in uscita disperata.

Il Bologna ci prova guidato da Diamanti che spesso però esagera nella giocata personale, Gilardino, sempre con le spalle alla porta, lotta con coraggio ma fatalmente è facile preda dei difensori laziali.

La sequela di occasioni continua con un tiro improvviso di Guarente che fa letteralmente la barba al palo, poco dopo è ancora Taider a seminare scompiglio sulla fascia e a calciare, la sfera attraversa tutto lo specchio della porta senza trovare un piede amico.

Della Lazio non ci son tracce, idee di gioco nessuna, grinta e determinazione lasciate negli spogliatoi, Prova Petkovic alla mezzora a dare una scossa alla squadra inserendo Klose che si farà vedere solo per un tiro debole, facile preda di Agliardi, si fa espellere per doppio giallo Kozak, nel finale ancora due buone opportunità per il Bologna, prima è Gilardino a liberarsi in area e calciare, ma ancora una volta la sfera attraversa lo specchio della porta spaventando i laziali ma non trovando la via della rete, l’ultima emozione la regala il neo entrato Pasquato che calcia di prima intenzione dai 16 metri, vola Marchetti a deviare in corner.

Qua finisce il match con un nulla di fatto che soddisfa a metà le due contendenti, passo indietro per la Lazio che fallisce la prova del fuoco, la squadra non ha dato la sensazione di credere mai nella vittoria, giocando con ritmi troppo compassati e senza quella voglia e quella cattiveria agonistica, tipiche di chi vuol raggiungere grandi obiettivi.

 

Il Bologna di contro, senza Gabbiadini, inserisce Kone, impalpabile ed inconcludente, e perde molto nella fase offensiva, per tutto il primo tempo la squadra è parsa quasi timorosa, attenta solo alla fase difensiva e davvero priva di creatività, troppo confusionario Diamanti, deludenti Khrin e Perez, ingabbiato Gilardino. 

Molto meglio nella ripresa, con il vistoso calo dei biancocelesti, i felsinei ci credono e costruiscono diverse occasioni da gol fallite per imprecisione ed un pizzico di sfortuna, alla fine un punto è meglio che niente, ma la zona calda resta lì ad appena un punto e domenica c’è la proibitiva trasferta a Napoli.

 

giuseppe floriano bonanno