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Pellerano (Lista Biasotti) su Villetta Di Negro: «Necessaria una gestione efficiente per evitare ulteriori sprechi di risorse pubbliche»

«È indispensabile ripensare la gestione di Villetta Di Negro, autentico gioiello d’arte e natura nel cuore di Genova, e finalmente valorizzare al meglio il Museo d’arte Orientale Chiossone, custodito in uno dei pochi polmoni verdi del capoluogo. Regione e Comune possono fare di più per esprimere potenzialità turistiche ancora inespresse e sanare una situazione di degrado urbano che dura oramai da trent’anni».

Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, è intervenuto questa mattina presentando un’interrogazione all’assessore al Turismo Angelo Berlangieri in merito alle future politiche di rilancio del complesso della Villetta che la Regione intende intraprendere.

«Grazie ai fondi europei Por-Fesr – spiega Pellerano – la Villetta ha potuto usufruire nel 2009 di 800mila euro di finanziamenti destinati al restyling del parco. Purtroppo, durante una mattinata di quest’estate ho potuto riscontrare che, nonostante l’ingente cifra messa a disposizione dall’Europa, non è cambiata la sensazione che si ha visitando i vialetti di Villetta di Negro: pochissimi visitatori, incuria, immobili abbandonati, un contesto che scoraggia la visita dei turisti e la frequentazione da parte dei genovesi. Se l’investimento di centinaia di migliaia di euro non è bastato a cambiare radicalmente ritta significa che l’anello debole – su cui è indispensabile intervenire – è la gestione, a oggi assolutamente inadeguata. Occorre avere più coraggio e studiare formule innovative: di Villetta Di Negro, grazie alla collezione d’arte custodita all’interno del museo Chiossone, potrebbe diventare una valida attrattiva turistica, specie per i flussi del Far East, quindi cinesi e giapponesi, in occasione dell’Expo 2015.

Il Museo, infatti, ospita la più importante raccolta di arte orientale d’Europa, che Edoardo Chiossone più di un secolo fa donò alla città di Genova. Certo, vedesse oggi com’è ridotta la sua eredità, il grande incisore nato ad Arenzano ci penserebbe due volte prima di lasciare alle ingrate istituzioni genovesi un così grande patrimonio artistico, raccolto con fatica e passione nel corso di una vita.

La pessima gestione dell’area, una totale assenza di politiche di rilancio e una scarsa promozione in estremo Oriente rappresentano alcuni ostacoli alle potenzialità ancora inespresse degli spazi della Villetta. Ritengo che sia indispensabile ipotizzare una cooperazione tra pubblico e privato per creare un connubio concreto ed efficace tra arte orientale e ospitalità italiana: un ristorante o una caffetteria – in posizione dominante rispetto al Centro Storico e a Piazza Corvetto – potrebbero segnare il rilancio di Villetta Di Negro e attirare sia i turisti sia i genovesi, che tornerebbero a vivere un bellissimo giardino in pieno centro. Una collaborazione pubblico – privato potrebbe garantire la migliore valorizzazione del museo; le maggiori risorse generate consentirebbero un maggiore presidio del parco in termini di sicurezza e decoro garantendone a pieno la funzione pubblica a servizio di famiglie, bambini e anziani. Funzione di fatto persa da decenni. L’imminente Expo 2015 rappresenta una grande opportunità: valorizzare il Museo Chiossone e Villetta Di Negro, in sinergia con i tour operator e le compagnie crocieristiche, potrebbe essere una carta vincente da giocare nei confronti del flusso turistico orientale. Le potenzialità sono tante, ma non è sufficiente spendere 800 mila euro – una somma veramente notevole – se poi non si è in grado di far fruttare l’investimento puntando su una significativa ed efficace promozione all’estero e su una gestione efficiente degli spazi. Colgo come un segno positivo l’ampia risposta dell’Assessore Berlangieri alla mia interrogazione e la sua disponibilità ad organizzare in tempi rapidi un sopralluogo a Villetta di Negro insieme a tutti i soggetti interessati, Comune in primis».