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Pietra Ligure: parla Denise Negro

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“Ho iniziato a giocare a calcio da poco pi Per vent'anni ha fatto la tennista, a buoni livelli in ambito regionale, nel TC Loano. La ventisettenne Denise Negro, da poco più di dodici mesi ha cambiato radicalmente disciplina, iniziando a calcare i campi di calcio, prima a sette, ora anche a undici.
"Da poco più di un anno gioco a calcio, grazie a una mia collega della Decathlon che mi portò nella squadra a sette del Valleggia – racconta Denise Negro -, sono arrivata tardi a praticare questo sport, ma ho coronato un sogno che avevo sin da piccola. Ho sempre praticato tennis, da quando avevo 5 anni, a livello agonistico, giocando in serie C e in B con il TC Loano nel campionato nazionale. A livello regionale mi sono espressa a buoni livelli, ma da qualche mese ho deciso di appendere la racchetta al chiodo e non mi sono pentita della scelta fatta. Per chi non è seguita da un coach, diventava difficile programmare gli allenamenti, trovare un partner a certi orari. Mi piace il singolare, ma nel doppio vado meglio perché amo stare a rete e il mio colpo migliore è la volée. Dal novembre 2010 ho così iniziato i primi allenamenti nel Valleggia. Mi trovai spiazzata quando mi venne chiesto quale fosse il mio ruolo. Per la costituzione fisica, mi venne dato il ruolo di punta. Dovevo fare il centravanti boa, quella che stoppa di petto, chiede l'uno-due e si fa trovare pronta in area. Da allora, non ho più smesso. I piedi sono così così, non mi reputo proprio scarsa, adesso che finalmente ho avuto qualcuno che mi allenato nei fondamentali. Ho sempre giocato a pallone da piccola con gli amici maschi, ogni tanto organizzavamo delle partitelle tra amiche la domenica sera, ma nulla di serio. La proposta di Piccardo di entrare nel mondo del calcio a undici l'ho presa subito in considerazione. Pensavo di essere una delle tante, anche perché il mio lavoro non sempre mi permette di essere presente. In trasferta non riesco ad andare, in casa posso giocare un tempo, se si inizia alle 14.30. Giocare a undici è un'esperienza unica, è calcio vero. Ma il mio ruolo è diverso. Sono sempre punta, sola là davanti, spesso troppo isolata. Il nostro modulo 4-5-1 mi costringe a coprire una grande fetta di campo e non riesco a esprimermi come a sette, giocando spalle alla porta. Se mi giro ho ancora tanti metri di corsa, prima di presentarmi in zona tiro. Da qui alla fine della stagione, non so quale aiuto potrò dare alla squadra. Mi sono resa conto che sono diventata titolare per mancanza di rosa, ora vedremo con il cambio di allenatore cosa succederà. Non so se proseguirò l'avventura con il Pietra Ligure in futuro, ma è difficile dirlo adesso. Vediamo come andrà il resto del campionato, sia a livello organizzazione sia se il lavoro lo permette. Essendo una sportiva, sono dell'idea che lo sport o lo fai bene o è meglio lasciar perdere. Come punta sono ancora a secco, ma ho disputato solo due partite per 90', per il resto sempre un tempo proprio perché lavoro anche di domenica pomeriggio. Nel Pietra Ligure il gruppo c'è, vuol dire che la società ha pescato bene. La squadra è stata messa insieme a fine agosto, pensavamo di avere una rosa più ampia, invece strada facendo ti accorgi che la gente si fa male, altre lasciano per lavoro e sei sempre con meno ragazze disponibili. Peccato, perché qualche punto lo abbiamo fatto e lo abbiamo guadagnato sul campo. Facciamo fatica a fare gol, forse, all'appello mancano un paio di punti, quelli contro il Val Steria, dove abbiamo giocato male, una partitaccia, portando a casa solo un punto e sprecando tantissimo".