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Piolets d’Or 2012

SEI ASCENSIONI IN LIZZA E' sfida tra Stati Uniti e Slovenia, con norvegesi e kazaki nel ruolo di outsiders, per la
20esima edizione dei Piolets d'or, il più prestigioso premio di alpinismo a livello
internazionale che avrà il suo apice dal 21 al 24 marzo tra Courmayeur e Chamonix, ai
piedi del Monte Bianco.
La giuria, presieduta da Michael Kennedy, ha selezionato (in una lista con 88 imprese
del 2011) le sei ascensioni che si contenderanno il successo finale: realizzate in massicci
montuosi poco conosciuti di regioni isolate e dal clima sovente ostile, rappresentano "un
alpinismo di esplorazione, tecnico e impegnativo, in uno stile minimalista e rispettoso
dell'ambiente".
Tra le nominations spicca il nome del 'fuoriclasse' kazako Denis Urubko, per l'apertura
di una nuova via sul Pic Pobeda (Kirghizistan). Nutrita la pattuglia di statunitensi in lizza:
Mark Richey, Steve Swenson e Freddy Wilkinson per la prima ascensione della
parete est del Saser Kangri II (India) e Conrad Aker, Renan Ozturk e Jimmy Chin per
l'apertura di un'elegante quanto incredibile nuova via – già tentata più volte – al centro
dei Meru Peaks (India). Dall'est europeo arrivano gli sloveni Luka Strazar e Nejc
Marcic per la scalata della parete ovest del versante ovest del K7 e i loro connazionali
Ales Holc, Peter Juvan e Igor Kremser per la 'prima' della parete nord-ovest dello
Xueliang Feng (Cina). Completano la rosa dei candidati – per la salita quasi interamente
su ghiaccio del grande diedro sulla parete sud della Torre Egger – i norvegesi Ole Lied e
Bjorn Eivind-Aartun. Quest'ultimo, purtroppo, è morto nei giorni scorsi mentre con un
compagno era impegnato nella prima ascensione di una parete del Kjerag, nella regione
del Lysefjord, nel sud-ovest della Norvegia. "E' una notizia che abbiamo appreso con
grande tristezza. A Bjorn dedicheremo un omaggio durante la manifestazione" ha
dichiarato Kennedy.
'Cuore' della manifestazione quest'anno sarà Courmayeur, la 'culla' dell'alpinismo
moderno, che il 24 marzo ospiterà la cerimonia finale con la consegna a Robert Paragot
del Piolet d'or alla carriera e la premiazione dei vincitori per la migliore ascensione del
2011. Nella nota località valdostana sono previste altre iniziative collaterali tra cui un
omaggio a Walter Bonatti.
LE SEI ASCENSIONI NOMINATE ALLA 20esima EDIZIONE DEI PIOLETS D'OR
PIC POBEDA (7.439 METRI), KIRGHIZISTAN
Il Pic Pobeda e' la cima oltre i 7.000 metri più a nord del mondo. Simbolo dell'alta quota
per gli alpinisti del continente asiatico, il suo vasto versante nord – ripido e sovente
esposto – presenta un dislivello di 2.500 metri. Affrontata in stile alpino, questa parete
rappresenta una sfida moderna, tecnica e impegnativa. Dal 10 al 15 agosto 2011 i kazaki
Denis Urubko e Gennady Durov hanno aperta una quinta via (la terza nella parte finale
che porta alla cima), denominata Dollar Road. L'ascensione ha già vinto il Piolet d'or Asia
nello scorso novembre.
Difficoltà: M6
SASER KANGRI II, cima est (7.518 METRI), INDIA
L'ascensione condotta dagli statunitensi Mark Richey, Steve Swenson e Freddy Wilkinson
in India e' un altro esempio delle imprese di esplorazione in stile alpino compiute nel
2011 in alta quota. Nel corso di una spedizione di due mesi nel Karakorum indiano, i tre
scalatori hanno completato la prima ascensione alla cima est del Saser Kangri II. Per la
ripida parete sud est, lunga 1.700 metri, la cordata è arrivata sulla vetta il 24 agiosto
dopo quattro giorni di salita e tre bivacchi. Senza essere tra i più alti, l'itinerario e'
caratterizzato da elevate difficoltà tecniche nella parte sommitale.
Difficoltà: W14, M3
K7, cima ovest (6.858 METRI), PAKISTAN
Lungo la 'vergine' parete ovest del versante ovest del K7 i giovani sloveni Luka Strazar e
Nejc Marcic, rispettivamente 23 e 26 anni (alla prima esperienza in Himalaya), hanno
raggiunto la cima dopo un'ascensione in puro stile alpino. La nuova via – aperta in tre
giorni e denominata Dreamers of the Golden Caves – si sviluppa lungo 1.600 metri di
misto. Si tratta, inoltre, della terza salita assoluta su questa celebre vetta nella valle di
Charakusa (i primi a scalarla furono Marko Prezelj, Steve House e Vince Anderson nel
2007 dal versante sud). Esplorazione, tecnica, stile minimalista e impegno hanno
caratterizzato quest'impresa.
Difficoltà: AI5, M5, A2
XUELIAN NORD-EST (6.429 METRI), CINA
Quella dello Xuelian nord-est era una delle ultime grandi vette vergini del massiccio
recentemente scoperto dello Xueliang Feng, nella regione del Tien Shan cinese. Gli
sloveni Ales Holc, Peter Juvan e Igor Kremser hanno raggiunto la cima in puro stile
alpino, affrontando la lunga e elegante parete nord-ovest in quattro giorni, prima di
tornare a valle dal versante sud-est. La giuria è rimasta colpita dalla lunghezza e dalle
difficoltà tecniche di questa salita compiuta con uno stile minimalista. La nuova via –
aperta dal 27 al 31 luglio – è stata denominata Arete of trust.
Difficoltà: AI5, M5+
MERU (6.310 METRI), INDIA
Già tentata da numerose spedizioni a partire dal 1986, questa linea incredibile al centro
del versante est dei Meru peaks – denominata Shark's fin – e' stata salita per la prima
volta integralmente dagli statunitensi Conrad Aker, Renan Ozturk e Jimmy Chin. Questa
via, particolarmente elegante, ha tutte le difficoltà dell'alpinismo moderno: roccia dove
alternare una complessa arrampicata libera a un'impegnativa arrampicata in artificiale,
ma anche un misto delicato nella parte finale.
Difficoltà: 6A, A4, WI5, M6.
TORRE EGGER (2.850 METRI), ARGENTINA
Le cime della Patagonia attirano sempre gli scalatori più tecnici del mondo dell'alpinismo.
Terra lontana sferzata dal vento del sud, è caratterizzata da singolari formazioni glaciali
che appaiono sulle sommità granitiche. Più raramente il gelo ricopre le lisce lastre
rocciose, a volte totalmente secondo l'orientamento del vento. Come un regalo venuto
dal cielo, il gelo ha 'tappezzato' a fine dicembre il fianco destro del grande diedro sulla
parete sud della Torre Egger, a fianco al Cerro Torre. I norvegesi Bjorn Eivind-Aartun e
Ole Lied hanno scalato questo 'lenzuolo' verticale che avvolgeva la montagna,
sorprendendo per l'opportunismo l'intera comunità alpinistica.
Difficoltà: M5, 95 gradi