Troppa grazia. A dire la verità non ci saremmo mai aspettati che dall’Inghiterra il motociclismo italiano sarebbe uscito con un successo di questa portata. Ma che diciamo: un trionfo, incredibile perché inaspettato, ma che fa capire di che razza sono fatti i nostri campioni. Ha vinto Valentino Rossi sotto una pioggia battente (come da promessa è arrivata nel momento più opportuno, cioè il giorno della gara), ha portato a 12 i punti di vantaggio su Jorge Lorenzo, solo 4° ed ha tenuto a bada un a dir poco strepitoso Danilo Petrucci, che sull’acqua è un vero e proprio motoscafo e che ha battuto nel derby tutto Ducati, un bravissimo Andrea Dovizioso, finalmente tornato sul podio, aiutato dal maltempo.
È vero, ma l’importante come si dice sempre è trovarsi pronto ed approfittare di ogni situazione favorevole. Un successo per il quale si è scomodato anche Matteo Renzi. Il Presidente del Consiglio su twitter si è lasciato andare: “A Silverstone è trionfo Italia. E i nostri omaggi al Dottore: Valentino Rossi semplicemente strepitoso”.
Il Dottore ha vinto la sua 112ma gara, mai nessuno come lui, a parte Mino Agostini, che adesso è distante solo 10 gran premi. E il sogno di Valentino si può davvero avverare, cioè diventare il più grande di ogni epoca. Visto che ha “solo”36 anni e la voglia di vincere è rimasta intatta, non vediamo chi, o cosa, debba far decidere Valentino di smettere di correre adesso che il 10° titolo iridato si fa sempre più vicino.
Più forte di tutti e più forte anche del maltempo: per lui erano anni, esattamente 10, proprio qui in Inghilterra, ma a Doningron, che non vinceva sotto la pioggia. Ci è riuscito dopo aver trovato il bilanciamento giusto durante il warm up, corso a tempo di record. Poi la gara, come leggerete qui di seguito, è stata un’apoteosi.
E Marquez? Già, Marc. Con la caduta proprio quando era alle spalle di Valentino e sembrava controllarlo a distanza, al punto anche di evitare il sorpasso per studiarlo meglio, può tranquillamente mettersi l’animo in pace. La sfida d’ora in poi sarà solo tra i due piloti Yamaha e lui e la Honda faranno bene a fare un esame di coscienza e vedere di non rifare più gli errori che hanno costellato questa stagione.
Un po’ per colpa del pilota (argentina su tutti) e un po’ per la squadra che ha impiegato troppo tmpo a ritrovare la strada giusta. Sulla scivolata di oggi la verità non la sapremo mai: sta di fatto che il suo allargare le braccia appena tornato in piedi e con la moto che se ne va fuori sulla ghiaia è quanto meno sorprendente. Ancora un errore di Marc? Forse, ma non siamo disposti a giurarlo.
Ma oggi, permettetecelo, è stato il grande giorno di Danilo Petrucci: il ragazzo ternano una giornata così se la sognava da anni. Ci ha pensato il maltempo a dargli una mano grande grande, ma la sua naturale qualità di guidare bene in condizioni estreme ha fatto la differenza, al punto che Valentino stesso ha ammesso di dorversi impegnare a fondo, altrimenti avrebbe corso il rischio di essere ripreso.
E adesso Misano: Valentino ci arriva con 12 punti di vantaggio ma non è così stolto dal pensare che da adesso alla fine del mondiale sarà una passeggiata: sarà costretto a tenere la concentrazione sempre alta ed evitare il minimo errore. Il primo passo, vincere in Inghilterra dove Lorenzo partiva favorito, è stato un bel colpo. Fare il bis in Romagna sarebbe aggiungere una candelina sulla torta. E adesso vediamo il film della giornata.
Il meteo. “Piove”, “No ha smesso”, “Ma và, ha ripreso”: benvenuti nella terra di Albione, dove azzeccare la situazione meto è una specie di sport nazionale e sul quale gli inglesi, scommettitori di natura, qualche penny ce lo metterebbero volentieri. Silverstone e il suo circuito ricavato nell’aeroporto che fu della Raf e usato spesso durante la seconda guerra mondiale, accoglie così i tifosi: due giorni di sole pieno e poi nuvoloni carichi di pioggia alla domenica, il giorno della gara. La pioggia era attesa nel pomeriggio ed invece è arrovata dutrante la notte, quindi warm up bagnato per tutti (con Rossi il più veloce), poi pista mezza bagnata e mezza asciutta per la gara della moto2.
Cosa succederà al momento della gara? Che pneumatici sceglieranno i piloti? Slick o intermedie? E se poi ricomincia a piovere? Insomma, un bel rebus. L’unico che invece è felice qualsiasi cosa accada è l’inglese Scott Redding. Lui, il prossimo anno, salirà sulla seconda Ducati Pramac del team Campinoti e sostituirà sulla Desmo Gp15 il colombiano Hernandez destinato a salire sulla Desmo Gp14.2 del team Avintia al posto del francese Di Meglio. Redding cambierà team per la terza volta in tre anni dopo aver guido sempre le Honda, una Open al primo anno e una Factory quest’anno senza molta fortuna. Una scelta coraggiosa per Pramac ma sulla bontà del pilota non si discute. E vale sempre il paragone con un certo signor Casey Stoner, che esplose come grande campione in Ducati dopo alterne fortune negli anni precedenti.
La gara. Tutti i big si schierano al via con le gomme slick, chi sceglie le gomme più morbide, chi la mescola più dura, come le Ducati, ma c’è davvero grande incertezza perché a 8 minuti dall’inizio ha ripreso a piovere. Poco poco, ma piove. E come dicono in Yamaha, meglio partire con le gomme da asciutto e poi pensare di rientrare ai box e cambiare moto con gomme rain. Insomma, tutto fa pensare che la gara si risolverà con un gran lavoro di strategia nell’azzeccare il momento giusto per cambiare pneumatici.
Partenza ritardata. Nel giro di ricognizione i piloti alzano la mano per far capire che c’è troppa acqua sul tracciato ed è un rischio per tutti correre in queste condizioni. La pioggia si infittisce e tutti i piloti, Marquez in testa, tornano ai box per cambiare la moto: solito balzo dello spagnolo per arrivare primo in pista ma la direzione saggiamente neutralizza tutto e ricomincia la procedura di partenza come se nulla fosse successo, con quindi 20 giri in totale. Il caos nella corsia box è indescrivibile, piloti che vanno avanti, altri indietro, altri di lato. Giusto fermare tutto, con partenza ritardata e gli eventuali rabbocchi di benzina per i due giri “persi” nello schieramento e per il rientro ai box. In mezzo a tanto caos incredibile la tranquillità dei commissari inglesi: loro sono abituati a queste cose, beati loro. La sensazione è che si dovrà partire sicuramente con gomme rain, ma poiché la pioggia non è così forte, probabilmente si potrebbe arrivare all’eventualità di un cambio moto qualora dovesse smettere, tanto per aggiungere suspence alla gara. Al via comunque, tutti usano le rain soft davanti e dietro per evitare rischi, tutti meno Smith che sceglie gomme hard. Un razzardo? Vedremo. Sono comunque momenti di grandissima tensione. Tutto il vantaggio di Marquez in due giorni di prove è andato a farsi benedire.
Il via. La pioggia aumenta quando si spengono i semafori: prende subito il comando Lorenzo seguito da Marquez, Pol Espargarò quindi Rossi e Pedrosa. Lorenzo si avvantaggia un poco mentre Espargarò passa Marquez si mette secondo mentre Rossi ha alle calcagna Pedrosa. Poi però Rossi e Marquez combattono per il secondo posto, perché Rossi non vuol lasciar scappare Lorenzo. Al secondo giro Rossi passa Marquez e si attacca a Lorenzo, ma così facendo si porta dietro Marquez . Hernandez nel frattempo è il primo a cadere, peccato. Alla fine del secondo giro Rossi balza al comando con un sorpasso magistrale su Lorenzo, Marquez non lo molla e passa pure lui il mallorchino mentre Crutchlow 4° sopravanza Espargarò. Lorenzo perde sistematicamente terreno dai primi due al punto che Crutchlow lo passa prima di essere buttato giù dal suo compagno di squadra, Miller, incapace di trattenere la sua foga. Bruttissima giornata per il team di Lucio Cecchinello.
Terzo giro e Rossi porta a 4 decimi il vantaggio su Marquez e quasi 2” su Lorenzo: tentativo di fuga? Forse, mancano ancora 17 giri e tutto può succedere. Bravo Petrucci, sesto, che si porta dietro un Dovizioso positivo mentre Iannone per il momento è solo 10°.
Ancora un giro e Rossi e Marquez sono incollati, alle loro spalle Pol Espargarò finisce dritto e favorisce Petrucci che sale 5°. Odissea Crutchlow che cambia moto torna in pista e scivola subito. E’ in gara, ma dannatamente ultimo. Che Lorenzo non vada avanti lo dimostra Pedrosa, che gli si sta avvicinando.
Siamo al sesto giro e Pedrosa ormai è incollato a Lorenzo, mentre Petrucci segue da vicino i due ed è velocissimo, al punto che potrebbe… ma non diciamo nulla per scaramanzia.
Al serttimo giro capolavoro di Petrucci: salta Pedrosa e si mette 4°, due italiani nei primi 4 è tanta roba, in una giornata terribile come questa. Pedrosa, choccato dal sorpasso si disunisce e Dovizioso lo infila come un tordo mentre davanti Petrucci, che sembra un missile, mette nel mirino Lorenzo mentre Dovizioso non perde di vista gli altri due. Bellissimo.
Ottavo giro e nuovo capolavoro italiano: Petrucci supera Lorenzo e Dovizioso fa altrettando. Morale: Petrucci è 3°, sul podio, Dovizioso 4° e Lorenzo 5° che perde ancora più terreno e punti in classifica da Rossi visto che anche Pedrosa sale 5° e lascia il 6° posto al mallorchino.
Davanti intanto Rossi e Marquez martellano giri veloci, prima allunga Valentino, poi si riavvicina Marc mentre Petrucci ha mezzo secondo di vantaggio su Dovizioso e consolida la terza posizione.
Siamo a metà gara e ormai tutti corrono sulle uova, la pista è sempre bagnata, i due davanti sono incollati come se non ci fosse un domani. Valentino alza il suo tempo, chiara l’intenzione di farsi superare da Marquez che però non ci pensa neanche un po’ e lascia Rossi davanti mentre alle spalle scaramuccia tra Petrucci e Dovizioso per il terzo posto: il sorpasso di Dovizioso arriva all’11° giro.
Tredicesimo giro e succede l’incredibile: Marquez perde il posteriore, rischia l’high side e si ritrova per terra chiedendosi come sia potuto accadere. Il tredicesimo giro dice che il mondiale di Marquez e la sua corsa al titolo è decisamente finito mentre a 8 giri dalla fine ci sono la bellezza di tre italiani sul podio: un Rossi stellare davanti a un Dovizioso lontano 3”9, e Petrucci a 116 millesimi da Dovizioso. Nel frattempo Lorenzo ha ripreso ad andare veloce e sale al 4° posto e prova ad approfittare della bagarre tra Dovizioso e Petrucci.
Davanti i Rossi comincia a perdere clamorosamente terreno, aveva 7” di vantaggio, ora si ritrova con soli 2”18. Problemi di gomme? No, di concentrazione, dirà alla fine, perché era convinto di avere èpiù di 10” di vantaggio su Petrucci e non solo 5. La pioggia adesso è terribile, ne fa le spese Pol Espargarò che si stende.
Mancano 6 giri alla fine e Rossi perde ancora terreno sia da Petrucci che da Dovizioso e Lorenzo, tutti in recupero: la sua moto sbacchetta terribilmente: al 15° giro il divario scende a 2”4 poi a 1”5.
A tre giri dalla fine Rossi chiede il tutto per tutto alla sua Yamaha, lotta con le unghie e con i denti per evitare che Petrucci e Dovizioso ne approfittino. Petrux si libera di Dovizioso e prova a prendere Valentino cui la vittoria serve come il pane: Valentino riporta a 1”7 il vantaggio su Petrucci.
Rossi negli ultimi due giri compie un piccolo capolavoro: torna a spingere forte mentre Dovizioso va lungo e Lorenzo gli si attacca alle spalle per rovinare la festa tutta italiana. Valentino ora ha un vantaggio incolmabile, Petrucci sembra ormai appagato di quanto fatto mentre Dovizioso riesce a tenere a bada Lorenzo.
Ultimo giro: è l’apoteosi per il motociclismo italiano. Rossi chiude davanti a tutti, dopo una gara magnifica. Un enorme (ci si passi il termine) Danilo Petrucci porta la sua Ducati davanti a quella di Andrea Dovizioso. Rossi allunga in classifica e l’aiutino gli è arrivato dalle Ducati, che si sono messe in mezzo tra lui e Lorenzo. Vittoria 112 per lui, la prima volta a Silverstone e unico a vincere 15 anni dopo la prima vittoria in carriera. Incredibile. Ducati sul podio e Lorenzo battuto: cosa chiedere di più a 15 giorni dalla sfida di Misano, dove il tifo sarà tutto per i nostri campioni? Bravi davvero, e grazie di esistere, se questi sono i risultati.
Alle spalle di questo podio i delusi: Lorenzo 4° (che ai box mostra la visiera appannata, e sarebbe la seconda volta in questa stagione), Pedrosa 5°, poi Redding e Smith e un Iannone mai in gara, oltre a Marquez, finito per terra senza sapere come e perché. Una classifica così anche in Romagna? Magari! (Enrico Biondi)
La parola di piloti
Valentino Rossi
“Incredibile. Stamane quando mi sono svegliato e ho visto che pioveva non sapevo se sarebbe stata una gran bella domenica. Ma il mio team mi ha fatto trovare una moto fantastica e ben bilanciata per il warm up e da lì ho capito che sarebbe andato tutto bene e sapevo che cosa fare. Ho sempre preso più fiducia e sulla grigli c’erano condizioni difficili e anche pericolose, perché pioveva a tratti ma non troppo. Quando ha ripreso a piovere mi sono detto che sembrava come andare in Austria da Tavullia in auto: è stata lunghissima, non finiva più. Prima ho lottato con Marquez, poi l’ho visto cadere e in quel momento mi sono rilassato. Credevo di avere 10” di vantaggio su Petrucci e invece ne avevo solo 4. A quel punto riprendere il ritmo non è stato semplice. Però non potevo perdere una gara che stavo dominando con così tanto vantaggio, dai…Però non potevo neppure sbagliare e buttare all’aria tutto. Ho cercare di guidare al limite ma anche dolce e ci sono riuscito. Il mondiale? Beh diciamo che ormai sembra una lotta a due: Marquez è lontano e per lui tutto diventa più difficile. Per Lorenzo invece non pesa tanto, perché ha fatto 4° e quindi ha perso solo 12 punti. Ma se consideriamo che se fosse stato asciutto sarebbe stato molto più difficileper me, diciamo che questi punti valgono doppio”.
Danilo Petrucci
“Sarei un disonesto se dicessi che speravo ardentemente nella pioggia. Speravo che mischiasse le carte però, cavolo, le ha mischiate davvero per bene! Sono ovviamente al settimo cielo: ho alzato questo jolly e me lo sono tenuto stretto. Partire dalla 18ma posizione e arrivare 2° ha dell’incredibile. Ma ho visto che gli altri non andavano via e allora mi sono impegnato a fondo. Poi la battaglia con Dovizioso è stata bellissima. A un certo punto pensavo che mi venisse il braccino, di fare qualche errore e di buttare al vento tutto. Invece ho tenuto sino alla fine: per un po’ ho pensato di andare a prendere Valentino, poi però lui ha allungato e io nell’ultimo giro mi sono messo a ridere come un matto pensando: adesso mi sveglio nel letto tutto sudato! E invece è tutto vero, tutto meravigliosamente vero. Questo podio lo dedico principalmente ai miei genitori, a mia madre e a mio padre che hanno fatto una fatica terribile per farmi correre, con sacrifici incredibili. E poi alla Ducati, al team a tutti i meccanici. Grazie a tutti di cuore”.
Andrea Dovizioso
“Sono felice perché la gara è stata difficile e ci sono state tante cadute. Se andate a rivedere la gara, la partenza è stata una cosa da matti, mi sono ritrovato con la moto che aveva le ruote verso il muro perché mi è partita di traverso nello stacco. Penso di esserestato quasi ultimo alla prima curva e sono riuscito a recuperare con calma e concentrazione. La moto sull’acqua andava molto bene, alla fine ho perso un po’ di trazione e me ne sono accorto nella lotta con Petrucci, una grande sfida. Troppo importante per noi tornare in questo momento sul podio. Andiamo a Misano abbastanza fiduciosi”.
Così a Silverstone:
|
Pos. |
Pilota |
Nazione |
Team |
Tempo |
|
1 |
ITA |
Movistar Yamaha MotoGP |
46’15.617 |
|
|
2 |
ITA |
Octo Pramac Racing |
+3.010 |
|
|
3 |
ITA |
Ducati Team |
+4.117 |
|
|
4 |
SPA |
Movistar Yamaha MotoGP |
+5.726 |
|
|
5 |
SPA |
Repsol Honda Team |
+11.132 |
|
|
6 |
GBR |
EG 0,0 Marc VDS |
+25.467 |
|
|
7 |
GBR |
Monster Yamaha Tech 3 |
+26.717 |
|
|
8 |
ITA |
Ducati Team |
+29.393 |
|
|
9 |
SPA |
Team SUZUKI ECSTAR |
+38.815 |
|
|
10 |
SPA |
Aprilia Racing Team Gresini |
+41.712 |
|
|
11 |
SPA |
Team SUZUKI ECSTAR |
+44.776 |
|
|
12 |
USA |
Aspar MotoGP Team |
+52.489 |
|
|
13 |
SPA |
Avintia Racing |
+1’11.211 |
|
|
14 |
FRA |
Avintia Racing |
+1’15.292 |
|
|
15 |
RSM |
E-Motion IodaRacing Team |
+1’17.863 |
|
|
16 |
FRA |
Forward Racing |
+1’19.310 |
|
|
17 |
IRL |
Aspar MotoGP Team |
+1’19.735 |
|
|
18 |
ITA |
Forward Racing |
+1’58.086 |
|
|
19 |
CZE |
AB Motoracing |
1 Giro |
|
|
NC |
SPA |
Monster Yamaha Tech 3 |
6 Giri |
|
|
NC |
SPA |
Repsol Honda Team |
8 Giri |
|
|
NC |
GER |
Aprilia Racing Team Gresini |
8 Giri |
|
|
NC |
GBR |
LCR Honda |
16 Giri |
|
|
NC |
AUS |
LCR Honda |
18 Giri |
|
|
NC |
COL |
Octo Pramac Racing |
0 Gir |
Mondiale piloti
|
Pos. |
Pilota |
Nazione |
Punti |
|
1 |
ITA |
236 |
|
|
2 |
SPA |
224 |
|
|
3 |
SPA |
159 |
|
|
4 |
ITA |
150 |
|
|
5 |
ITA |
120 |
|
|
6 |
GBR |
115 |
|
|
7 |
SPA |
102 |
|
|
8 |
ITA |
83 |
|
|
9 |
SPA |
81 |
|
|
10 |
GBR |
74 |
|
|
11 |
SPA |
67 |
|
|
12 |
SPA |
60 |
|
|
13 |
GBR |
47 |
|
|
14 |
COL |
41 |
|
|
15 |
SPA |
23 |
|
|
16 |
SPA |
22 |
|
|
17 |
FRA |
15 |
|
|
18 |
USA |
12 |
|
|
19 |
AUS |
12 |
|
|
20 |
GER |
11 |
|
|
21 |
ITA |
8 |
|
|
22 |
IRL |
7 |
|
|
23 |
JPN |
5 |
|
|
24 |
FRA |
4 |
|
|
25 |
RSM |
2 |
Mondiale Costruttori
Yamaha 277
Honda 215
Ducati 187
Suzuki 89
Aprilia 22
Yamaha F. 20
Art 2






