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SALONE ORIENTAMENTI, DONAZZAN E BERRINO (FDI): “TERRITORI AL CENTRO PER FILIERE FORMATIVE CHE ACCOMPAGNINO AL LAVORO”

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GENOVA. “Il ruolo di governo dei territori è fondamentale quando si affronta il tema strategico della programmazione dei percorsi di istruzione e formazione con la chiara necessità di orientare i giovani verso il mondo del lavoro: è dalle Regioni che si costruiscono le filiere formative connesse alle filiere produttive, ai settori di maggiore valore, alle peculiarità di quel dato territorio”.
Così in una nota congiunta Elena Donazzan e Giovanni Berrino, rispettivamente Responsabile e Vice del Dipartimento nazionale Lavoro e Crisi aziendali di Fratelli d’Italia, presenti stamane a Genova alla Fiera Orientamenti, il salone ligure di riferimento per l’orientamento al lavoro. Donazzan e Berrino, Assessori regionali al Lavoro rispettivamente del Veneto e della Liguria, proseguono poi: “Il nostro obiettivo è quello rafforzare il governo dei territori in una prospettiva di crescita nazionale, ed è solo quando si ha ben chiaro questo obiettivo che si affrontano le gravi questioni aperte in termini di priorità”.

“Natalità, sviluppo economico e sociale sono connessi ed il lavoro è la cinghia di trasmissione, anche se pare che questo Governo preferisca sostenere un’invasione indiscriminata di disperati e favorire la spesa pubblica passiva con il rifinanziamento del Reddito di cittadinanza per il quale torniamo a chiedere con nettezza l’abrogazione” aggiungono i due esponenti del Partito di Giorgia Meloni.

“Fratelli d’Italia ha come sua priorità politica quella del bene dell’Italia e della difesa dell’interesse nazionale: per questo diamo particolare rilevanza alle politiche della formazione e del lavoro, in un’ottica di rafforzamento del sistema nazionale e di prospettiva per i giovani italiani che vogliono poter guardare al proprio futuro a partire dalla propria Patria” continuano Donazzan e Berrino, che concludono “andare all’estero deve essere una scelta legata alla propria crescita personale e professionale per poter poi tornare più forti di prima a sostenere l’economia nazionale, non deve essere una scelta obbligata perché in Italia non si trovano le giuste opportunità o motivazioni”.

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